<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096</id><updated>2012-02-04T20:28:52.797+01:00</updated><category term='Alberto Baiocco'/><category term='Giorgio Ronchini'/><category term='Maicol Berti'/><title type='text'>voci di dentro journal</title><subtitle type='html'>il blog della rivista scritta dai detenuti delle carceri di Chieti, Vasto, Pescara e Lanciano</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>54</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-6416041223573636538</id><published>2012-01-26T13:49:00.007+01:00</published><updated>2012-02-02T20:37:59.038+01:00</updated><title type='text'>Aula informatica</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-3GdoWGWLuDk/TyrmA8SNueI/AAAAAAAAAMQ/UVAC6ZrAoZw/s1600/corsi.jpg" imageanchor="1" style=""&gt;&lt;img border="0" height="130" width="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-3GdoWGWLuDk/TyrmA8SNueI/AAAAAAAAAMQ/UVAC6ZrAoZw/s320/corsi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-6416041223573636538?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/6416041223573636538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2012/01/aula-informatica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/6416041223573636538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/6416041223573636538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2012/01/aula-informatica.html' title='Aula informatica'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-3GdoWGWLuDk/TyrmA8SNueI/AAAAAAAAAMQ/UVAC6ZrAoZw/s72-c/corsi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-967730366918125488</id><published>2012-01-24T17:57:00.001+01:00</published><updated>2012-01-24T17:57:48.855+01:00</updated><title type='text'>Il ministro della Giustizia Severino visita il carcere di Sollicciano</title><content type='html'>Il ministro della Giustizia Paola Severino, accompagnata dall'assessore regionale Daniela Scaranuccia, l'assessore comunale Saccardi, il consigliere Cruccolini e Don Santoro, ha visitato il carcere di Sollicciano. "Il carcere è, si, un luogo di espiazione ma che non deve perdere di vista i diritti dell'uomo - ha spiegato il ministro - L'uomo in carcere è un uomo sofferente, che deve essere rispettato. Oggi invece il carcere è una tortura più di quanto non sia la detenzione che deve portare invece alla rieducazione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; Il ministro ha raccontato di aver palato con i carcerati di "quelli che non ci sono più e di quelli che ci sono e di cui dobbiamo occuparci". "Abbiamo, con i detenuti - ha detto il ministro - anche pensato al cammino che si sta percorrendo, che vorrebbe mettere insieme un insieme di piccole misure. Che, però, tutte riunite potrebbero dare un sollievo alla situazione carceraria. Quello che si deve fare in una proiezione futura è mettere insieme una serie di forme alternative alla detenzione. Che rendano effettivo il principio per cui la detenzione deve essere veramente l'ultima spiaggia, da attivare quando le altre strade non si possono più percorrere. Un rovesciamento di proporzioni: é normale la misura alternativa al carcere, il carcere deve rappresentare una misura eccezionale, che come tale deve essere espressamente motivata. Ciò non vuol dire dare la libertà a tutti o negare le esigenze di difesa sociale, ma vuol dire riservare il carcere alle sole situazioni nelle quali le esigenze di difesa sociale prevalgono su quelle di un'alternativa alla carcerazione".&lt;br /&gt;Immancabile un riferimento al sovraffollamento, più volte denunciato nell'istituto penitenziario, e alle possibili soluzioni. Il guardasigilli "Se ci si sofferma sul termine ipotizzabile, dal punto di vista astratto lo è certamente" ipotizzabile l'amnistia", sebbene il ministro abbia sottolineato la necessità di una maggioranza parlamentare qualificata.&lt;br /&gt;Dopo aver ascoltato detenuti e agenti della polizia penitenziaria il ministro ha chiuso la sua visita passando dai bambini del nido. "Credetemi, è straziante vedere dei bambini che con le loro madri sono in carcere". "Anche lì la soluzione non è facile - ha proseguito il ministro -. Ma le case famiglia, l'attivazione di sistemi alternativi al carcere credo che siano la vera soluzione praticabile. Un bambino non si può svegliare la mattina e vedere davanti a sé le sbarre di un carcere. Non si può pensare che al compimento dei tre anni venga strappato dall' unico luogo che ha conosciuto e dalla madre, con la quale ha vissuto i primi tre anni della sua vita, e portato via. Credetemi, è una pena immensa. Oggi si cerca di alleviare con gli asili nido. Ho incontrato operatori straordinariamente bravi, che aiutano le mamme. Ma non è quella la strada principale".&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(da www.firenzetoday.it) &lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-967730366918125488?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/967730366918125488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2012/01/il-ministro-della-giustizia-severino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/967730366918125488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/967730366918125488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2012/01/il-ministro-della-giustizia-severino.html' title='Il ministro della Giustizia Severino visita il carcere di Sollicciano'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-9007546989501293350</id><published>2012-01-18T14:43:00.002+01:00</published><updated>2012-01-19T09:56:34.405+01:00</updated><title type='text'>L'intervento del ministro Severino</title><content type='html'>Signor Presidente, onorevoli deputati, mi sia innanzitutto consentito rivolgere al signor Presidente della Repubblica, garante del corretto equilibrio tra i poteri dello Stato e custode della nostra Costituzione, un deferente ossequio cui aggiungo il mio personale ringraziamento per le parole di considerazione e di incoraggiamento che ha inteso rivolgermi in occasione di incontri istituzionali. &lt;br /&gt;Un saluto particolare desidero rivolgere anche a lei, signor Presidente della Camera, che con saggezza ed equilibrio guida i lavori di questa Assemblea che nei prossimi mesi sarà chiamata ad adottare anche in materia di giustizia decisioni di grande importanza.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Onorevoli deputati, per la prima volta sono chiamata ad illustrare in quest'Aula, ove risiede la massima espressione della sovranità popolare, l'andamento dell'amministrazione della giustizia nel corso del 2011 nonché gli interventi che il Governo ha già adottato o si prefigge di adottare durante l'anno in corso. Sarebbe inutile nascondere l'emozione di un esordio che ben posso dire inatteso sino a poco tempo addietro, emozione che diventa più intensa non solo per la solennità di questo luogo ma anche per la piena consapevolezza che il Governo di cui faccio parte, comunque lo si voglia definire, trae la sua unica fonte di legittimazione dalla larga fiducia che il Parlamento ha inteso riconoscergli, offrendo una prova di coesione nazionale di cui tutti gli italiani possono andare orgogliosi. Questa circostanza vale di per sé ad alimentare il senso di responsabilità per le scelte che il Governo sarà chiamato ad operare in materia di giustizia, in armonia con la maggioranza parlamentare che lo sostiene e con tutta la condivisione possibile nel comune intento di servire il Paese in tempi così difficili.&lt;br /&gt;Al termine del mio intervento depositerò una completa documentazione sullo stato della giustizia anche su supporto informatico in modo da garantire il massimo della trasparenza e dell'accessibilità ai dati, mentre concentrerò l'esposizione sui punti di maggiore criticità del sistema giudiziario italiano e sui possibili rimedi che intendiamo proporre all'esame del Parlamento, alcuni dei quali avevano già trovato un'iniziale attivazione nella precedente legislatura.&lt;br /&gt;Si tratta di emergenze ben note che riguardano l'attuale stato delle carceri e le problematiche condizioni dei 66.897 detenuti che, salvo poche virtuose eccezioni, soffrono modalità di custodia francamente inaccettabili per un Paese come l'Italia. Il deficit di efficienza degli uffici giudiziari rispetto ad una domanda di giustizia che in termini quantitativi appare nettamente sovradimensionata nel confronto con altre democrazie occidentali, il rapporto Cepej 2010 ci dice che nel civile con 4.768 contenziosi ogni centomila abitanti l'Italia è al quarto posto in Europa per tasso di litigiosità, dietro Russia, Belgio e Lituania, su 38 Paesi censiti. Anche su questo ci si dovrebbe forse interrogare maggiormente: questo elevato tasso di litigiosità da cosa deriva? Da una propensione socio-culturale italiana alla conflittualità? Da una scarsa fiducia nella possibilità di affrontare a monte la controversia e di trovare soluzioni ragionevoli nel dialogo tra cittadini? Da una eccessiva complessità del tessuto normativo tale da generare essa stessa un proliferare di contrasti interpretativi la cui soluzione va devoluta al giudice?&lt;br /&gt;Ognuna di queste domande richiederebbe una approfondita analisi, perché la risposta ad esse potrebbe segnare un cambiamento di politica legislativa volto ad incidere sulle cause di una domanda di giustizia così alta e diffusa, ad andare cioè alla radice del problema. carceredue&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora, la problematica individuazione degli strumenti attraverso i quali, soprattutto nel settore civile, sia possibile procedere alla rapida eliminazione dell'arretrato accumulatosi negli ultimi trent'anni, senza stravolgere i nostri principi fondamentali, senza deludere le aspettative di quanti hanno già da tempo intrapreso il cammino processuale e senza limitare eccessivamente l'accesso del cittadino al sistema giudiziario per nuove istanze.&lt;br /&gt;Ancora, l'indifferibile razionalizzazione organizzativa e tecnologica dell'intera struttura amministrativa dei servizi giudiziari, in modo da utilizzare al meglio le risorse umane e finanziarie disponibili, realizzando risparmi di spesa che siano il frutto di interventi strutturali e non di semplici tagli alle dotazioni di bilancio. Vedete, in questi primissimi mesi di Governo mi sono resa conto di come i risparmi più razionali si potrebbero realizzare anche sulle spese cosiddette minori, sol che si modificasse l'attitudine mentale a pensare che il denaro e le risorse pubbliche siano di nessuno, convertendola nella corretta concezione che il denaro pubblico è di noi tutti, perché proviene dalle nostre tasse, dalla nostra fatica quotidiana, dal nostro lavoro, dal nostro impegno per contribuire alla crescita del Paese: un cambiamento di cultura sul denaro pubblico.&lt;br /&gt;Allora vedremmo come dalla somma dei piccoli grandi sprechi e dalla loro eliminazione si potrebbe ottenere un ammontare molte più rilevante di quanto si pensi, ma soprattutto un cambiamento culturale idoneo a garantire risparmi di spesa strutturali e non episodici. Queste dunque sono le quattro principali criticità da affrontare, che di certo non rappresentano una sorpresa, se è vero che se ne parla da molti lustri.&lt;br /&gt;Il quadro generale è infatti rappresentativo di una situazione che desta forti preoccupazioni sia in ordine all'enorme mole dell'arretrato da smaltire, che al 30 giugno 2011 è pari a quasi 9 milioni di processi, 5,5 milioni per il civile e 3,4 per il penale, sia con riferimento ai tempi medi di definizione, che nel civile sono pari a sette anni e tre mesi, cioè 2.645 giorni, e nel penale a quattro anni e nove mesi, 1.753 giorni. In sostanza, al di là di quello che dicono questi numeri totali, abbiamo circa un cittadino su sette, ma naturalmente se escludiamo i minori la media si alza di molto, che entra nel circuito della giustizia e ne esce dopo anni ed anni. Peraltro, nel settore civile l'inefficienza nella definizione dell'arretrato ha dato luogo a costose e talvolta paradossali conseguenze.&lt;br /&gt;Si è già detto che il ritardo nella definizione dei giudizi dipende in larga misura dal numero davvero esorbitante di questioni per le quali si richiede l'intervento del giudice. Con oltre 2,8 milioni di nuove cause in ingresso in primo grado, l'Italia balza nella classifica di cui parlavo prima, dal quarto al secondo posto, ed è seconda solo alla Russia nella speciale classifica stilata nel citato rapporto Cepej. Ebbene, proprio questo fenomeno determina un ulteriore intasamento del sistema, conseguente al numero progressivamente crescente di cause intraprese dai cittadini per ottenere un indennizzo conseguente alla ritardata giustizia. È un effetto moltiplicatore terrificante. Al riguardo, i numeri non ammettono equivoci. Approvata la legge cosiddetta Pinto, che consente di indennizzare l'irragionevole durata del processo, si è verificata una vera e propria esplosione di questo contenzioso, passato dalle 3.580 richieste del 2003 alle 49.596 del 2010. Il numero cioè si è più che decuplicato. Un secondo effetto negativo introdotto da tale contenzioso è quello dell'ulteriore dilatazione dei tempi di definizione dei giudizi presso le corti d'appello, cui è assegnata la competenza specifica in questa materia, che si aggiunge all'entità ormai stratosferica e sempre crescente degli indennizzi liquidati e dei tempi trascorsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è passati quanto agli indennizzi liquidati dai 5 milioni di euro del 2003 ai 40 milioni del 2008, per giungere ai circa 84 del 2011. È una vera e propria emorragia, che appare angosciosamente inarrestabile ed autoriproduttiva di ulteriori ritardi. Il dato di maggiore rilievo mi pare, però, quello fornito nel 2011 dalla Banca d'Italia, secondo cui l'inefficienza della giustizia civile italiana può essere misurata in termini economici come pari all'1 per cento del PIL. &lt;br /&gt;A chi studi normalmente questi problemi ciò non deve destare alcuna meraviglia: è chiaro che l'andamento dell'economia è fortemente influenzato dall'inefficienza della giustizia civile. Se a questo si aggiunge che nella categoria «enforcing contracts» del rapporto Doing Business del 2010 l'Italia si classifica al 157o posto su 183 Paesi censiti, con una durata stimata per il recupero del credito commerciale pari a 1.210 giorni, mentre in Germania ne bastano 394, si coglie la misura di quanto ciò incida negativamente sulle nostre imprese, segnando, anche sotto tale aspetto, una divaricazione di efficienza con i migliori sistemi dei Paesi dell'Unione europea, che frena, ineluttabilmente, le possibilità di sviluppo ed anche gli investimenti stranieri.&lt;br /&gt;Ho parlato naturalmente di quest'ultimo tema in diverse occasioni con il Presidente Monti e con l'intero Governo, traendone la comune convinzione che le interazioni tra economia e giustizia siano fortissime; che se si vogliono attrarre capitali in Italia sia necessario garantire certezza ed efficienza della giustizia; che se si vogliono accrescere le iniziative imprenditoriali italiane e straniere nel nostro Paese sia indispensabile assicurare un percorso celere del processo. &lt;br /&gt;Restituire, dunque, efficienza alla giustizia civile, per recuperare questa ricchezza e la competitività che ne deriva, è il vero obiettivo che dobbiamo perseguire, perché ciò consentirebbe di trasformare le criticità del sistema giudiziario italiano in opportunità di sviluppo e di crescita economica, ben oltre i semplici, e pur necessari, risparmi di spesa.&lt;br /&gt;Non meno rilevanti risultano le conseguenze dell'eccessiva durata del processo penale. Non inganni la circostanza che la durata media del processo penale sia inferiore rispetto a quella del processo civile - 4,9 anni rispetto agli oltre 7 anni del processo civile - poiché occorre tenere conto che essa incide in modo sensibile anche sulla sorte degli oltre 28 mila detenuti in attesa di giudizio, che rappresentano il 42 per cento dell'intera popolazione carceraria. Altra anomalia tutta italiana!&lt;br /&gt;Se è vero che la libertà personale può e deve essere limitata per tutelare la collettività, è parimenti incontestabile che una dilatazione eccessiva della durata del processo a carico di imputati o indagati detenuti pregiudica questo delicato equilibrio tra valori di rango costituzionale ed aumenta, talvolta in modo intollerabile, la sofferenza di chi, ad onta della presunzione di innocenza, è costretto ad attendere da recluso una sentenza che ne accerti la responsabilità, con la possibilità, non del tutto remota, che alla carcerazione preventiva segua una sentenza assolutoria.&lt;br /&gt;Sulla necessità che la delicata e complessa valutazione delle esigenze cautelari sia improntata a criteri di estrema prudenza condivido le preoccupazioni pubblicamente manifestate dal primo presidente della Corte di cassazione. La durata del processo penale incide, infatti, anche sul numero dei procedimenti, in media 2.369 ogni anno, per ingiusta detenzione ed errore giudiziario e in ogni caso aggrava la misura dei pur doverosi risarcimenti a tale titolo erogati. Nel solo 2011 lo Stato ha subito un esborso pari ad oltre 46 milioni di euro per questa voce.&lt;br /&gt;Se mi è consentita una digressione senza alcun intento polemico, credo che i dati oggettivi che ho appena illustrato consentano di riflettere sull'effettività del sacrosanto principio di civiltà giuridica sancito nel terzo comma dell'articolo 275 del codice di procedura penale, secondo cui la custodia cautelare in carcere può essere disposta soltanto quando ogni altra misura risulti inadeguata (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà e di deputati del gruppo Unione di Centro per il Terzo Polo).&lt;br /&gt;Quello che è certo è che un uso, per così dire, meglio calibrato della custodia cautelare in carcere sarebbe, sotto più aspetti, benefico per l'amministrazione giudiziaria e per il sistema carcerario, senza alcuna controindicazione per la collettività se è vero che le esigenze di sicurezza possono essere alternativamente garantite da un ventaglio davvero ricco di opzioni di cui oggi il giudice dispone e che, se possibile, proveremo a migliorare ed incrementare per favorire questo equilibrio tra esigenza di sicurezza sociale ed esigenza di tutela della libertà personale.&lt;br /&gt;Detto questo, ho già manifestato in più occasioni la mia personale preoccupazione, anzi, la mia angoscia, per lo stato delle carceri italiane e degli ospedali psichiatrici giudiziari. Sento fortissima, insieme a tutto il Governo, la necessità di agire, in via prioritaria e senza tentennamenti, per garantire un concreto miglioramento delle condizioni dei detenuti, ma anche degli agenti della polizia penitenziaria che negli stessi luoghi condividono la realtà e spesso le sofferenze dei detenuti. Si tratta, ancora una volta, di questioni di difficile soluzione a causa di complicazioni burocratiche e di difetti strutturali e logistici che si sono stratificati nel corso del tempo.&lt;br /&gt;Non intendo, però, soffermarmi sul numero e sulla composizione della popolazione carceraria, sulla vetustà e sulle condizioni delle strutture, sugli spazi che competono e su quelli effettivamente assegnati e su tutte le altre questioni fatte di freddi dati numerici che facilmente troverete nei documenti ufficiali. Tutto questo, infatti, dice poco della vera questione in ballo. Siamo di fronte ad un'emergenza che rischia di travolgere il senso stesso della nostra civiltà giuridica poiché il detenuto è privato della libertà soltanto per scontare la sua pena e non può essergli negata la dignità di persona umana.&lt;br /&gt;Le innegabili difficoltà non possono costituire un alibi né per il Ministro della giustizia, né per tutte le altre istituzioni interessate. Qualunque giustificazione è, infatti, destinata a crollare miseramente non appena si varchi la soglia di una delle strutture a rischio e si verifichi personalmente la realtà di esse. Lo dico da Ministro, ma anche, e soprattutto, da cittadino. Questa situazione va migliorata subito, pur nella piena consapevolezza che non esiste alcuna formula magica per risolvere questo annoso e doloroso problema, se è vero, come è vero, che anche in altri Paesi la piaga del sovraffollamento carcerario è segnalata da numeri che parlano da soli, ad esempio 80.000 detenuti nel Regno Unito e più di 2 milioni negli Stati Uniti.&lt;br /&gt;Solo un equilibrato insieme di misure idonee a coniugare sicurezza sociale e trattamento umanitariamente adeguato del custodito o del condannato potrà fornire un serio contributo alla soluzione del problema. Edificazione di nuove carceri, ma anche manutenzione e migliore utilizzo di quelle esistenti, misure alternative alla detenzione, ma anche lavoro carcerario, deflazione giudiziaria attraverso la depenalizzazione dei reati bagatellari e non punibilità per irrilevanza del fatto, ma anche effettività della pena; tutti questi mezzi, collocati e collegati tra loro, potranno portare, poi, ad un'applicazione effettiva delle sanzioni oggi spesso minacciate, ma non applicate.&lt;br /&gt;Questi sono solo alcuni esempi che dimostrano come il campionario delle possibili soluzioni sia molto ampio, ma che l'aspetto più difficile è quello di un corretto equilibrio tra aspetto afflittivo e aspetto rieducativo della pena, tra carattere umanitario del trattamento del condannato e tutela del diritto dei cittadini alla sicurezza, tra riconoscimento dei più elementari principi di civiltà, anche a chi è detenuto, e pieno soddisfacimento dei diritti delle vittime e dei loro familiari. Si tratta di una strada lunga e complessa che va, però, affrontata con la massima urgenza, privilegiando, anche in considerazione della durata necessariamente limitata di questo Governo, gli aspetti maggiormente connotati dall'emergenza.&lt;br /&gt;leggeugualeIl Governo ha già adottato provvedimenti finalizzati a questo obiettivo. Mi riferisco innanzitutto al decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, con il quale si è prevista una prima serie di misure urgenti per il contrasto al sovraffollamento delle carceri. Ciò che si poteva fare con immediatezza è stato fatto, introducendo norme che, modificano le procedure di convalida dell'arresto, dimezzando - questo voglio sottolinearlo, perché credo sia stato poco colto nei dialoghi -nei tempi massimi, 48 ore anziché le 96 che erano originariamente previste, ed incidendo sulle correlative modalità di custodia, in modo da limitare al massimo il transito in carcere, destinato statisticamente a durare per poco tempo. Nel 2010, 21.093 persone sono stato trattenute in carcere per un massimo di tre giorni. Si tratta del cosiddetto fenomeno delle «porte girevoli». La bontà di questa misura si apprezza anche se si considera che una permanenza così breve in carcere, oltre a rivelarsi inutilmente affittiva, molto costosa ed impegnativa per l'amministrazione, non è giustificata né da esigenze processuali, né da istanze di difesa sociale, giacché si tratta di persone delle quali, all'esito della convalida dell'arresto e del giudizio direttissimo, il giudice spessissimo disporre la scarcerazione.&lt;br /&gt;Si è altresì deciso di innalzare da 12 a 18 mesi la soglia della pena detentiva residua per l'accesso alla detenzione domiciliare, potenziando uno strumento già introdotto nel 2010 dal precedente Esecutivo. Per effetto di tale modifica il numero dei detenuti che potranno essere ammessi alla detenzione domiciliare in base alla legge del 2010 potrà quasi raddoppiare. Agli oltre 3.800 detenuti sino ad oggi effettivamente scarcerati, se ne potranno aggiungere altri 3.327, con un risparmio di spesa pari a 375.318 euro ogni giorno.&lt;br /&gt;Con il successivo decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, si sono operati importanti interventi di miglioramento del Piano carceri approvato dal precedente Esecutivo. Si è infatti reso necessario disporre la proroga della gestione commissariale del piano straordinario sino al 31 dicembre 2012, mentre le nuove norme hanno altresì consentito di superare le criticità del previgente impianto normativo, attraverso la disgiunzione delle funzioni di commissario straordinario da quelle di capo dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Nella sostanza, si è ritenuto utile separare la gestione del piano straordinario per l'edilizia penitenziaria, affidando il ruolo di commissario delegato poi all'esecuzione del piano ad una figura professionale in grado di esercitare in via esclusiva queste funzioni. Ancora una volta un segnale di continuità evolutiva, cercare di ottimizzare quel che già era stato intrapreso, rendere il Piano carceri un obiettivo esclusivo, di un soggetto esclusivamente dedicato alla cura di esso.&lt;br /&gt;Infine, il 16 dicembre 2011, il Governo ha approvato in via preliminare una modifica al regolamento penitenziario per introdurre la Carta dei diritti e doveri dei detenuti e degli internati, già trasmessa al Consiglio di Stato per il prescritto parere. La nuova Carta fornirà al detenuto, al momento del suo ingresso in carcere e ai suoi familiari, una guida in diverse lingue che indica in forma chiara le regole generali del trattamento penitenziario e fornisce tutte le informazioni indispensabili su servizi, strutture, orari e modalità dei colloqui, corrispondenza e doveri di comportamento, ed altro. Si tratta, come si vede, di un primo gruppo di interventi sostenuti dall'urgenza. Quest'ultimo è apparentemente banale, ma sapeste quanto conforto dà all'internato, nel momento del suo ingresso in carcere, sapere quali sono i suoi diritti e quali sono i suoi doveri, e ai suoi familiari conoscere cosa possono e cosa non possono fare per sostenere e supportare il detenuto e stargli vicino nei momenti difficili della detenzione.&lt;br /&gt;Dicevo che si tratta di un primo gruppo di interventi sostenuti dall'urgenza, cui va aggiunta una più ampia e complessa opera di riorganizzazione e razionalizzazione della struttura ministeriale, finalizzata a migliorare le condizioni della detenzione, anche attraverso un'intensa attività di riqualificazione della spesa.&lt;br /&gt;Su tutto questo vi garantisco, onorevoli deputati, il mio personale impegno e quello dell'intero Governo, come pure intendo garantire altri segnali di attenzione su temi fondamentali sui quali, in materia di giustizia penale, bisogna intervenire nel futuro. Il dovere istituzionale mi impone, in questa sede, di elencare solo le iniziative già completate e quelle intraprese, ma vorrei anche assicurare il mio personale impegno e quello del Governo sui temi del prossimo futuro, la lotta a tutte quelle forme di illecita sottrazione di denaro al circuito della legalità, forme che si collegano diabolicamente tra di loro, creando un canale sotterraneo che va dall'evasione fiscale, alla corruzione, al riciclaggio, alla criminalità organizzata, con una imponente erosione di valori, come quello della leale concorrenza tra le imprese e con un altrettanto imponente dissanguamento e depauperamento delle risorse economiche sane, che ci sono, e sono tante, del nostro Paese. Su tutto questo, dicevo, vi garantisco il mio personale impegno e quello del Governo.&lt;br /&gt;Vi è, poi, il capitolo efficienza e risparmio della spesa e miglioramento della performance. Nel quadro che ho appena descritto e tenuto conto dell'approssimarsi della scadenza naturale di questa legislatura, il Governo ha inteso muoversi cercando di dare ulteriore impulso ai progetti ministeriali già in corso ed effettiva attuazione alle riforme organizzative che hanno già positivamente superato il vaglio parlamentare, attribuendo priorità al recupero dell'efficienza organizzativa e del risparmio della spesa. In tal senso, si è inteso dare immediata attuazione alla delega per la rimodulazione della geografia giudiziaria, dalla quale ci si attende non soltanto un consistente risparmio di spesa ed un più razionale utilizzo delle risorse umane disponibili, ma anche un netto recupero della specializzazione delle funzioni giudiziarie. Ciò consentirà di ottimizzare le performance e di elevare nettamente il tasso di prevedibilità delle decisioni giudiziarie, che è un altro dei parametri sui quali si misura il ranking internazionale del sistema Italia, cuore e fondamento della certezza del diritto, che, troppo spesso, appare come smarrita.&lt;br /&gt;Ciò premesso, appare opportuno analizzare qualche piccolo segnale di apertura del sistema verso il miglioramento per verificare in quale direzione procedere e su quali meccanismi concentrarsi per amplificarne gli effetti. Il dato più rappresentativo al riguardo è costituito dalla conferma per il secondo anno consecutivo di un decremento, sia pure meno marcato rispetto a quello dello scorso anno, delle pendenze nel settore civile, con un calo, al 30 giugno 2011, di oltre 170 mila processi rispetto al 30 giugno del 2010 (meno 3 per cento), mentre non si è ancora riusciti ad intaccare in modo significativo la durata media dei processi, che si presenta sostanzialmente stabile, al pari dell'arretrato nel settore penale. È una goccia nel mare degli oltre 5,5 milioni di processi civili pendenti, ma è la conferma di un'inversione nel trend in costante ascesa degli ultimi anni. Quanto di questo risultato sia dovuto agli interventi sul contributo unificato, alla riforma del processo civile, ai miglioramenti delle performance conseguenti agli investimenti sulle notificheonline, sulla digitalizzazione, ovvero ad un'ampia diffusione del progetto Best practices, finanziato dal Fondo sociale europeo per 45 milioni di euro, è ancora difficile dire, ma certo è che per questa ultima strada si deve accentuare l'impegno riformatore (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Proprio in questi ultimi anni, infatti, nella struttura ministeriale, negli uffici giudiziari, negli enti rappresentativi delle comunità locali interessate nei vari territori ed anche presso il Consiglio superiore della magistratura fervono le più svariate iniziative per individuare nuovi modelli organizzativi e nuove forme di collaborazione tra tutte le istituzioni interessate, con una diffusione di una cultura dell'organizzazione che, sino a poco tempo addietro, era per molti versi estranea al sistema giudiziario italiano. Orbene, occorre raccogliere e governare queste nuove progettualità, tener conto delle indicazioni e delle positive esperienze che provengono dagli uffici giudiziari, senza perdere di vista la governance complessiva di questi progetti, che si riferiscono ad un servizio erogato dallo Stato, che, anche per ragioni di equità sociale, deve tendenzialmente rivolgersi in modo armonico ed uniforme sull'intero territorio nazionale.&lt;br /&gt;Una cabina di regia da esercitarsi insieme al Consiglio superiore della magistratura, ciascuno nel proprio ambito operativo, ma sempre in rapporto di leale collaborazione istituzionale. Tutto ciò dovrebbe proiettarsi nel miglioramento del servizio giustizia; un nobile ed importante servizio, di cui i cittadini devono poter, uniformemente, usufruire; un servizio che deve basarsi anche sul concetto di organizzazione funzionale degli uffici. Deve nascere una più integrata cultura del magistrato capace di occuparsi tanto del difficile compito di amministrare la giustizia quanto dell'oneroso incarico di organizzare le strutture e gli uffici che da lui dipendono, in maniera efficace e proficua. La mia pregressa esperienza ha già visto lodevoli esempi di questo genere, sia in piccoli che in grandi tribunali, dovuti a pregevoli doti personali, i cui risultati vanno però estesi, quanto più possibile, all'intero sistema giustizia, non soltanto alle poche persone di buona volontà che hanno voluto farsi carico, oltre che dell'onere dell'amministrazione della giustizia anche di quello di una sua più completa e migliore organizzazione.&lt;br /&gt;Ancora, qualcosa sulla mediazione: con il decreto legislativo n. 28 del 4 marzo 2010, il Governo diede attuazione alla delega relativa all'introduzione, in via generalizzata, della mediazione come strumento di risoluzione alternativa delle controversie civili e commerciali. Si tratta di un'importante riforma, che mira a ridurre, in modo sensibile, il numero dei giudizi dinanzi al magistrato, offrendo alle parti uno strumento generale, alternativo alla via giudiziale, per risolvere le controversie dei cittadini. Questa importante riforma legislativa, completata con l'emanazione della normativa regolamentare di dettaglio, è operativa dal 20 marzo 2011 con l'entrata in vigore delle norme sulla obbligatorietà della mediazione nelle materie tassativamente indicate dalla legge. Poiché l'analisi dei dati statistici riguarda soltanto il primo semestre dell'anno appena trascorso, è certamente prematuro tentare una valutazione degli effetti della riforma sulla domanda di giustizia. Bisogna, inoltre, tener conto che è stata differita di un anno l'obbligatorietà della mediazione in materia di condominio e di risarcimento del danno derivante da circolazione stradale. Nondimeno, rispetto alle 33.808 mediazioni iscritte nel primo semestre del 2011, si può cogliere un trend in crescita se si considera che a novembre 2011 le mediazioni registrate hanno superato la soglia delle 53 mila unità. Sorprendono, invece, i dati relativi allo scarso utilizzo della mediazione delegata dal giudice e l'elevato numero di mancate comparizioni dinanzi al mediatore; uno strumento che potrebbe essere utile ma che viene scarsamente attivato. Vorrei, però, sottolineare due dati che mi sembrano rilevanti: nell'80 per cento dei casi, le parti partecipano alla mediazione con l'assistenza di un legale di fiducia. Ciò vale a scongiurare, almeno in parte, le preoccupazioni della classe forense in ordine ad una possibile, minorata tutela tecnica dei diritti dei cittadini. Inoltre, in presenza delle parti, il tentativo di mediazione si conclude con successo nel 60 per cento dei casi - 60 per cento dei casi - fatto testimonia le grandi potenzialità deflattive dell'istituto; si tratta di sperimentarlo, di andare ancora avanti su quella strada; di vedere se esso possa avere una reale efficacia deflattiva.&lt;br /&gt;Ciò premesso, sono consapevole delle polemiche, talvolta aspre, suscitate da questa importante innovazione, che certamente è suscettibile di miglioramento, ma che può rappresentare un importante pilastro nella strategia complessiva di recupero dell'efficienza del sistema giudiziario attraverso una diminuzione dei casi in cui la soluzione della controversia avviene tramite il lungo e defatigante cammino del giudizio ordinario. Il nuovo Governo peraltro è già intervenuto, con il decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 212, operando alcune correzioni ed integrazioni finalizzate a potenziarne l'utilizzo.&lt;br /&gt;Mi auguro che tutti gli addetti ai lavori condividano questa necessità cogliendo le nuove e numerose opportunità professionali che la riforma offre.&lt;br /&gt;Un altro capitolo importante, la revisione delle circoscrizioni giudiziarie. L'intervento di riorganizzazione di gran lunga più incisivo riguarda la nuova geografia giudiziaria, una riforma organica attesa sin dagli esordi dell'Italia unita - le prime segnalazioni risalgono addirittura al 1863 -approvata da questa legislatura con la legge 14 settembre 2011, n. 148 con la quale il Governo è stato delegato a procedere alla riduzione del numero degli uffici giudiziari ed alla razionalizzazione dei relativi assetti territoriali. L'evento, spesso trascurato dai media, è la prova ulteriore che questo Parlamento è ben in grado di superare egoismi, localismi e resistenze corporative, consegnando al Paese un sistema giudiziario più moderno, in un momento nel quale ciò appare davvero indifferibile.&lt;br /&gt;Sia chiaro, sono consapevole che la chiusura di un ufficio giudiziario crea numerose difficoltà e non poche preoccupazioni alla classe forense, ai magistrati, al personale amministrativo ed alla comunità locale direttamente interessata e so bene che queste legittime preoccupazioni sono condivise da molti deputati. Bisogna però convincersi che due ineliminabili esigenze impongono di procedere con decisione verso questa direzione. La prima riguarda la necessità di ridurre le spese di gestione e di razionalizzare l'utilizzo delle risorse umane esistenti, in progressivo decremento a causa del blocco delle assunzioni e del numero medio dei pensionamenti annuali, circa 1.200 unità. In altri termini e con maggiore chiarezza, il Paese non può permettersi più oltre 2 mila uffici giudiziari allocati in 3 mila edifici. La seconda invece è una diretta conseguenza delle innovazioni normative e tecnologiche dalla digitalizzazione, alle notifiche online via posta elettronica, alla consultazione degli atti via web ai pagamenti telematici del contributo unificato che rendono per molti versi anacronistica e non più giustificabile l'attuale distribuzione territoriale.&lt;br /&gt;Detto questo intendo rassicurare tutti sul fatto che le specificità di ciascun territorio saranno scrupolosamente valutate così come è imposto dalla legge delega e che nessuno intende spazzare via presidi di legalità che hanno i numeri e le peculiarità che ne rendono utile il mantenimento. Si procederà dunque con equilibrio e pacatezza, cercando parametri oggettivi che sappiano tenere lontani gli egoismi localistici e soddisfare invece le esigenze di razionalizzazione e di efficienza del sistema. In tal senso prosegue presso il Ministero questo complesso e faticoso lavoro, che si è già tradotto nello schema di decreto legislativo che riguarda il riassetto territoriale dei giudici di pace, approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri, ed è in attesa di essere inviato al CSM ed alle competenti Commissioni parlamentari per i prescritti pareri. Il decreto prevede l'accorpamento di diversi uffici, per la precisione 674, consentendo di recuperare 2.104 unità di personale amministrativo e di risparmiare a regime 28 milioni di euro l'anno. &lt;br /&gt;Per quanto concerne la revisione dei tribunali e delle relative sezioni distaccate, contiamo di predisporre la prima bozza operativa entro marzo-aprile 2012 e personalmente mi assumo l'impegno di riferirne quanto prima alle Commissioni interessate. Ho dovuto tardare questo compito visto che in queste settimane ero impegnata nel procedimento di conversione del decreto-legge in materia penale ed in materia civile, ma non appena queste due settimane di impegno, purtroppo assolutamente pieno e giustamente ineliminabile, saranno terminate è mia intenzione tornare nelle Commissioni per illustrare ciò che stiamo facendo e soprattutto il metodo con il quale stiamo procedendo in materia di revisione dei tribunali. &lt;br /&gt;Accennavo degli interventi in materia di informatizzazione e digitalizzazione del sistema giudiziario.&lt;br /&gt;Nel corso del 2011 è proseguita l'attività di informatizzazione e razionalizzazione dell'amministrazione giudiziaria, malgrado la costante contrazione delle risorse finanziarie disponibili. In particolare, nel settore civile, nel corso del 2011, i sistemi elettronici di gestione dei registri sono stati installati nel 100 per cento degli uffici giudiziari di primo e secondo grado. Mai, in precedenza, si è raggiunta una diffusione del 100 per cento di un software nazionale. Inoltre, è stato dato un forte impulso al miglioramento e alla diffusione degli strumenti per il giudice civile, con particolare riferimento alla «consolle del magistrato», un'applicazione, anch'essa in tecnologia web, che permette al singolo magistrato di organizzare il proprio ruolo, di visualizzare gli atti del fascicolo informatico, di redigere i provvedimenti e di depositarli telematicamente in cancelleria. Al momento, sono oltre seicento i magistrati che già ne fanno uso.&lt;br /&gt;È stata completata un'infrastruttura telematica, che rende disponibili i servizi telematici per tutti gli uffici giudiziari, ai professionisti e agli enti registrati. Vi accedono on line oltre 43 mila avvocati. È attivo il servizio telematico di deposito degli atti, che consente all'avvocato o al consulente tecnico di depositare telematicamente dallo studio gli atti di parte e dell'ausiliario del giudice via posta elettronica certificata, e risultano già depositati oltre 150 mila atti di parte con pieno valore legale, in quanto sostitutivi dell'originale cartaceo.&lt;br /&gt;In alcuni uffici è già attivo il servizio di comunicazioni telematiche di cancelleria, che consiste nell'invio automatico di un messaggio di posta elettronica certificata dagli uffici giudiziari agli avvocati o ai consulenti tecnici. Il messaggio, con allegato l'eventuale provvedimento del giudice, redatto con la «consolle del magistrato» o scansionato dalla cancelleria, è inviato in automatico all'indirizzo elettronico del destinatario.&lt;br /&gt;È importante sottolineare che i 23 uffici attualmente attivi gestiscono oltre il 15 per cento del carico di lavoro nazionale, a riprova della capacità di questi mezzi di dare più efficienza al lavoro. Quello che, però, davvero importa far notare, è che le comunicazioni telematiche consentono di ridurre a zero i tempi di comunicazione, annullano i costi di notifica e i costi del personale UNEP, riducono significativamente il tempo di lavoro nelle cancellerie, nonché i costi di stampa ed annullano i rischi di mancata notifica. Un uovo di Colombo, rispetto al problema dei tempi e dei modi delle notifiche (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà): la possibilità di intervenire con assoluta immediatezza e celerità e senza le pastoie burocratiche che spesso rappresentano una delle cause della lentezza della giustizia italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In uno studio cui mi dedicai molti anni fa, in un piccolissimo gruppo di studio che costituimmo presso il Ministero, emerse che erano questi piccoli ritardi, questi piccoli grandi problemi relativi all'intasamento delle cancellerie nelle notifiche e all'intasamento cartaceo, che si ha spesso in processi di grande mole, la causa di tanti dei rallentamenti della giustizia, ed è su queste piccole grandi cause che bisogna intervenire anche per il recupero di efficienza della giustizia.&lt;br /&gt;Da giugno 2009, data di avvio del primo tribunale, sono state inviate oltre 1 milione e 600 mila comunicazioni telematiche. A regime, questo sistema consente di stimare i risparmi dei soli costi vivi di notifiche in oltre 84 milioni di euro l'anno e di liberare non meno di 600 unità di personale dai correlativi compiti manuali.&lt;br /&gt;Negli ultimi mesi del 2011 è stato progettato e realizzato il sistema per la gestione telematica dei pagamenti delle spese di giustizia: anche questo un passo avanti verso l'efficienza. Il sistema, già attivo in otto uffici giudiziari, consente all'utente esterno, avvocato, di pagare on line il contributo unificato e i diritti di segreteria per il processo civile: non più le code con i francobolli in mano, che dovrebbero rappresentare il retaggio di un passato che vorremmo superare.&lt;br /&gt;Non occorrono altre indicazioni per affermare che è qui il futuro della giustizia e che il Governo intende imprimere, se possibile, un'ulteriore accelerazione alla diffusione di questi modelli operativi, curando in maniera particolare due aspetti di fondamentale importanza per un pieno recupero di efficienza attraverso questi sistemi.&lt;br /&gt;Il primo attiene all'uniformità dei mezzi utilizzati e delle possibilità di accesso al sistema. Consentitemi di soffermarmi un attimo su questo punto. È incredibile che i sistemi informatici oggi non comunichino ancora tra di loro. L'unificazione di questi sistemi rappresenta il passo vero e finale verso una più piena utilizzazione di questi ultimi. Sistemi diversi producono maggiori costi e riducono sensibilmente i risultati virtuosi dell'informatizzazione. È su questo aspetto che dobbiamo insistere ed andare avanti.&lt;br /&gt;Il secondo attiene alla diffusione uniforme delle capacità e della cultura dell'utilizzo del mezzo informatico. Sappiamo perfettamente - io per prima ne sono un esempio - quanto sia difficile, soprattutto per una fascia generazionale alla quale purtroppo appartengo, adattarsi all'utilizzo costante di un mezzo di comunicazione rivoluzionario ed i cui effetti erano impensabili fino a non molti anni fa. Ma sappiamo altrettanto bene che solo una diffusione omogenea di tale mezzo di comunicazione ne renderà veramente risolutivo l'utilizzo. Sono, altresì, certa che l'intera avvocatura saprà dare a queste innovazioni il suo indispensabile contributo, comprendendo pienamente di esserne coprotagonista e beneficiaria.&lt;br /&gt;Il tema degli organici della magistratura: al momento risultano presenti in organico 8.834 magistrati togati, con una scopertura di 1.317 posti. Per rimediare a questa situazione l'impegno del Ministero è già stato particolarmente rilevante, tanto che risultano completate le procedure per la nomina di 325 magistrati ordinari vincitori del concorso bandito nel 2009 ed è in corso la correzione delle prove scritte di un ulteriore concorso a 360 posti bandito nel 2010 che avrà termine tra poche settimane. Altri 370 posti sono stati banditi nel settembre del 2011 e le prove scritte sono previste nel mese di maggio del 2012. Come appare evidente, si tratta di bandi che risalgono al precedente Esecutivo e di cui non voglio quindi ascrivermi alcun merito. Va però oggettivamente - da parte di tutti - dato atto che la programmazione cadenzata di una serie di concorsi restituisce ai migliori laureati in giurisprudenza una possibilità di ingresso nella magistratura ordinaria con cadenze ravvicinate e regolari, e su questo c'è un pieno impegno del Governo a mantenere queste tappe costanti.&lt;br /&gt;Va infine ricordato che con l'immissione in servizio dei 325 magistrati già vincitori del concorso bandito nel 2009 le presenze in organico raggiungeranno quota 9.169, dato superato negli ultimi dodici anni solo nel 2005, tutto questo malgrado che negli ultimi tre anni si sia registrato un esponenziale aumento del numero dei pensionamenti, talvolta doppio rispetto alla media degli anni precedenti.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la scuola della magistratura, il percorso che conduce alla piena operatività, dopo una lunga e travagliata gestazione (la legge istitutiva risale al gennaio del 2006) è ormai definitivamente avviato con l'insediamento del comitato direttivo avvenuto lo scorso 14 novembre 2011 presso il Consiglio superiore della magistratura alla presenza del Ministro della giustizia e del Presidente della Repubblica.&lt;br /&gt;La scuola è chiamata a rivestire un ruolo centrale nella formazione dei magistrati e tra di essi anche di coloro che aspirano alla dirigenza degli uffici giudiziari con corsi mirati allo studio dei criteri di gestione delle organizzazioni complesse, alla conoscenza dei sistemi informatici e delle modalità di gestione delle risorse ministeriali.&lt;br /&gt;La legge istitutiva disegna una scuola di profilo internazionale, aperta ai contributi esterni ed essa stessa protagonista di collaborazioni, pubblicazioni e attività di ricerca che vanno ben oltre la sola didattica. L'innovazione di maggior significato è, però, senz'altro quella che affida congiuntamente al Consiglio superiore della magistratura e al Ministro della giustizia la responsabilità dell'indicazione delle linee programmatiche di cui il comitato direttivo dovrà tenere conto nella elaborazione del programma annuale dell'attività didattica.&lt;br /&gt;Per la prima volta, infatti, il Ministro della giustizia potrà fornire un contributo in materia di formazione professionale dei magistrati ed è chiamato a farlo, in linea con l'assetto costituzionale vigente, coordinandosi, com'è ovvio e corretto, con il Consiglio superiore della magistratura.&lt;br /&gt;Con riguardo all'elenco delle attività istituzionali e, in particolare, all'attività ispettiva e di gabinetto, nell'anno 2011 il Ministro ha dato il proprio concerto in ordine al conferimento di 72 uffici direttivi, mentre, nel quadro della programmazione predisposta, l'ispettorato generale ha eseguito 42 ispezioni ordinarie e 14 inchieste. Risulta, altresì, esercitata l'azione disciplinare nei confronti di 46 magistrati per violazione dei doveri di diligenza, correttezza e laboriosità relativi a diverse ipotesi, tra le quali spiccano quelle relative a gravi e reiterati ritardi nel deposito delle motivazioni delle sentenze che, talvolta, hanno determinato inaccettabili scarcerazioni di pericolosi criminali per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare. L'ispettorato generale ha svolto anche 234 ispezioni ordinarie presso uffici giudiziari di ogni ordine e grado.&lt;br /&gt;Con riguardo alla giustizia minorile, nel corso del 2011 l'esame delle statistiche ha confermato l'aumento generale della presenza di minori di nazionalità italiana, già iniziato negli anni immediatamente precedenti anche nei servizi residenziali, come i centri di prima accoglienza e gli istituti penali per i minorenni che per molti anni avevano visto prevalere numericamente i minori stranieri. È un segnale, anche questo, sul quale devo richiamare l'attenzione di noi tutti. Attualmente la presenza straniera proviene prevalentemente dall'est europeo, principalmente dalla Romania, e dal nord Africa, Marocco soprattutto.&lt;br /&gt;In generale, i reati contestati sono prevalentemente contro il patrimonio (60 per cento), pur se non sono trascurabili le violazioni delle disposizioni in materia di sostanze stupefacenti. Per ulteriori e specifici dettagli rimando, per esigenze di sintesi, alla documentazione prodotta, mentre vorrei soffermarmi su un aspetto programmatico. La giustizia minorile deve necessariamente privilegiare l'aspetto rieducativo della pena, tendendo al reinserimento sociale del giovane condannato attraverso istituti ampiamente sperimentati, come quello della messa alla prova. Si tratta, però, di istituti che richiedono un notevole impegno non solo dei servizi sociali, ma anche delle famiglie e delle comunità dei cittadini.&lt;br /&gt;Questi due ultimi contributi possono venir meno se il giovane condannato è uno straniero, la cui famiglia e la cui comunità sono lontani dall'Italia. Ecco perché ci accingiamo a varare un piano di contatti internazionali e di convenzioni bilaterali, volti ad incentivare il ritorno del minore nel proprio sistema culturale di origine, che potrebbe molto più adeguatamente confortarlo e accompagnarlo nel percorso di reinserimento sociale che egli deve realizzare senza sentirsi doppiamente sradicato dalle proprie abitudini socio-familiari. Un ritorno alle proprie origini quindi, come pure, per quanto riguarda i minori italiani, il cui numero e la cui percentuale sta, purtroppo, crescendo, un richiamo agli interventi della famiglia e della comunità dei cittadini. La famiglia ha un ruolo fondamentale nella vita di chi ha sbagliato ed è chiamato a sopportare la propria pena e a redimersi. Si tratta di un ruolo fondamentale per il minore ma, vorrei dire, un ruolo importantissimo anche per il detenuto in generale. Ho visto, girando le carceri, quanto la vicinanza delle famiglie sia determinante per mantenere lo spirito del detenuto ad un livello di tollerabilità. Ho visto come la compagnia della famiglia la domenica sia determinante per fare ritornare un momento di serenità e recuperare i valori ordinari della vita sociale. Dunque, siamo anche noi protagonisti di ciò che si può e si deve fare in termini di miglioramento della vita dei minorenni detenuti e dei detenuti in generale.&lt;br /&gt;Nel settore internazionale, l'attività si è già rivelata intensa. Grande attenzione è stata data all'attuazione del Programma di Stoccolma, anche alla luce dei cambiamenti apportati dal Trattato di Lisbona, che ha disegnato un più rilevante ruolo del Parlamento europeo e degli stessi Parlamenti nazionali nel settore della giustizia penale.&lt;br /&gt;In questo contesto, il Governo italiano intende offrire il proprio contributo per l'attuazione del programma pluriennale 2010-2014, che ha individuato le linee guida per la realizzazione di uno spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia al servizio dei cittadini.&lt;br /&gt;Siamo, infatti, in prima linea per garantire un'Europa sicura dove siano rispettati i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini. Per questo auspichiamo la completa realizzazione del programma di Stoccolma con specifico riferimento allo sviluppo di una strategia di sicurezza interna dell'Unione per garantire la protezione dei cittadini e la lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo attraverso la cooperazione di polizia in materia penale, nonché la cooperazione nella gestione delle frontiere.&lt;br /&gt;Con riferimento ai progetti di atti normativi dell'Unione europea nel campo del diritto civile - iniziati nel 2011 e che proseguiranno nel 2012 - ai quali il Governo intende apportare il proprio contributo, desidero specificamente ricordare: la proposta di regolamento sui conflitti di legge in materia di regime patrimoniale tra i coniugi; la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la competenza giurisdizionale e il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale; la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un'ordinanza europea di sequestro conservativo sui conti bancari per facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti in materia civile e commerciale; la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ad un diritto comune europeo della vendita.&lt;br /&gt;A livello bilaterale, si è dato particolare risalto a Paesi quali gli Stati Uniti e il Messico e, più in generale, l'area geografica dell'America centrale e latina, con la quale occorre proseguire il dialogo per incrementare e far convergere i sistemi e i mezzi di lotta al terrorismo internazionale, di contrasto alla criminalità organizzata, di ostacolo al traffico di droghe, creando un sistema a maglie fitte ed omogenee che impedisca agli autori di tali categorie di reati di avvalersi del vantaggio di intenzionalmente e dolosamente selezionare ed operare in aree meno intensamente presidiate dalle quali poi far partire gli effetti di questa attività criminosa. Anche su questo, dunque, vi sarà la massima attenzione e il massimo impegno.&lt;br /&gt;Aggiungo che in sede europea gli incontri sono stati molto frequenti e che il contributo dell'Italia con la sua cultura e la sua tradizione giuridica è visto con grandissimo interesse dagli altri Paesi. Ho potuto apprezzare personalmente nei primi saluti che ho ricevuto nei consigli dei ministri di giustizia europei quale e quanto apprezzamento ci sia per il livello culturale e giuridico dell'Italia. Citerò brevemente gli interventi sulla giustizia civile, perché già tanto ho detto sul tema della durata dei processi e sull'emergenza che questo settore rappresenta dando luogo ad una priorità per questo Governo. Con il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con la legge 15 luglio 2011, n. 111, è stato varato un piano straordinario per l'efficienza della giustizia civile.&lt;br /&gt;Prendendo spunto da alcune buone prassi in uso presso importanti uffici giudiziari, si è introdotto l'obbligo di programmazione della gestione del contenzioso civile con l'individuazione dei criteri di priorità nella trattazione delle cause e sia prevista la possibilità di sottoscrivere convenzioni per formare professionalmente giovani laureati come assistenti di studio dei magistrati. Si tratta di un nuovo istituto bello e importante che apre i magistrati ai giovani e i giovani alla magistratura, a formarsi sul campo un'esperienza di ciò che potrebbe essere la loro professione futura. Ciò permette ai magistrati di utilizzare l'apporto di forze fresche, nuove e piene di entusiasmo.&lt;br /&gt;Il decreto legislativo 1o settembre 2011, n. 150, in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ha dato attuazione alla terza delega prevista dalla legge 18 giugno 2009, n. 69.&lt;br /&gt;Circa trenta procedimenti di cognizione, disciplinati dalla legislazione speciale, sono stati ricondotti ad uno dei tre modelli contemplati dal codice di procedura civile: un riordino sistematico che ha portato ad individuare regole sistematiche per il procedimento ordinario di cognizione, per il procedimento del lavoro e per il procedimento sommario di cognizione, raccogliendo in un unico testo legislativo le regole processuali precedentemente sparse in decine di leggi diverse, con vantaggio e beneficio per chiunque si debba accostare alla ricerca o alla lettura o allo studio di una norma processuale.&lt;br /&gt;Con la legge 12 novembre 2011, n. 183, legge di stabilità del 2012, sono state introdotte ulteriori disposizioni per l'accelerazione delle controversie civili e per l'uso della posta elettronica certificata nel processo civile. Ovviamente, questi positivi interventi non esauriscono il panorama di quanto dovrà essere ancora sottoposto all'approvazione del Parlamento per sostenere la semplificazione delle procedure ma anche la specializzazione della professionalità.&lt;br /&gt;Infine, anche alle patologie va posto rimedio. Crediamo di aver avviato, a questo riguardo, una prima risposta già con il decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 212, ove sono state introdotte disposizioni urgenti in materia di processo civile e di composizione delle crisi da sovraindebitamento. Il decreto-legge riprende, per la parte relativa al debitore non consumatore, una procedura di esdebitazione già prevista espressamente e regolamentata da un importante disegno di legge parlamentare, con un intervento limitato dell'autorità giudiziaria che omologa l'accordo raggiunto tra debitore e creditore. Inoltre, nel decreto-legge un'attenzione particolare è stata data al debitore consumatore, per il quale è prevista un'apposita procedura di esdebitazione: questa è la parte, in un certo senso, innovativa rispetto ad un tessuto che è dovuto all'iniziativa ed alla elaborazione di questo Parlamento e che il Governo ha, in qualche modo, voluto far proprio segnalando e sottolineando l'importanza di questo intervento.&lt;br /&gt;Veniamo alla giustizia penale. Degli interventi connessi con l'emergenza delle carceri ho già detto in premessa. In questa sede va ricordato che l'adozione del codice antimafia, con decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, rappresenta la novità di maggior rilievo del 2011 sul fronte dell'azione di contrasto alla criminalità organizzata. Il provvedimento contiene una ricognizione completa delle norme antimafia di natura penale, processuale e amministrativa, la loro armonizzazione ed il coordinamento anche con la nuova disciplina dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.&lt;br /&gt;Di notevole rilievo è anche l'adozione dei regolamenti relativi all'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata che ne consentiranno la piena operatività. È sotto gli occhi di ciascuno di noi il risultato di questa attività. Ciascuno di noi credo che abbia esperienza di beni sequestrati e oggi riutilizzati e riportati alla piena utilizzabilità e fruibilità da parte di tutti i cittadini. Il lavoro svolto è stato imponente e molto impegnativo e proprio per questo esso appare meritevole di ulteriori approfondimenti e riordini sistematici.&lt;br /&gt;Un ulteriore ed importante iniziativa legislativa riguarda il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 16 dicembre 2011, che prevede il conferimento al Governo delle deleghe legislative in materia di depenalizzazione, di introduzione nel codice di procedura penale degli istituti della sospensione del procedimento con messa alla prova e della sospensione del processo per assenza dell'imputato, nonché l'introduzione nel codice penale, nella normativa complementare, delle pene detentive non carcerarie. Si tratta di un intervento su materie ampiamente condivise dal Parlamento ed in linea con il principio di un diritto penale minimo. Esse sono state selezionate non solo per la loro efficacia deflattiva ma anche perché già ampiamente vagliate e fortemente e largamente condivise da questo Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esso intende introdurre elementi di razionalizzazione nel processo penale e nel sistema sanzionatorio e che appare destinato a determinare nel medio periodo un'ulteriore deflazione delle presenze in carcere per quei soggetti dalle modeste e facilmente controllabili potenzialità criminogene.&lt;br /&gt;Sono finalmente alle conclusioni. Le considerazioni che ho sviluppato in modo necessariamente sintetico - anche se il tempo è trascorso per elencarle tutte - spero consentano di apprezzare l'azione del Governo, sia con riferimento alle iniziative normative, che all'impegno organizzativo ed esecutivo. Il complesso di questi interventi non è ancora riuscito a determinare una svolta definitivamente positiva e strutturale nel sistema giudiziario italiano, ma, come si è visto, non mancano né i segnali positivi, né le potenzialità che consentono di prevedere un miglioramento concreto. Bisogna lasciarsi influenzare e guidare da questi segnali positivi per consolidare e migliorare il servizio giustizia italiano con una strategia di sistema che è già ben definita nei suoi principali obiettivi.&lt;br /&gt;Nel settore civile si tratta di deflazionare i flussi di ingresso della domanda di giustizia, anche attraverso l'affermarsi di metodi alternativi di definizione dei conflitti, di garantire la specializzazione dei giudici, di aggredire con decisione la massa dei procedimenti arretrati con il piano straordinario di smaltimento, eventualmente perfezionato ed ampliato, e di assicurare una più celere definizione dei giudizi e la prevedibilità delle decisioni, che darebbe certezza al diritto.&lt;br /&gt;Nel settore penale si tratta, innanzitutto, di assicurare condizioni di dignità ai detenuti, nonché di razionalizzare e velocizzare il processo penale, di garantire ai magistrati tutti gli strumenti, anche tecnici ed informatici, assicurando nel contempo una gestione più oculata e razionale della spesa.&lt;br /&gt;Nell'erogazione del servizio giustizia si tratta di assicurare condizioni di uniformità su tutto il territorio nazionale attraverso una profonda revisione dei modelli organizzativi e della geografia giudiziaria, sorretta da robusti e sistemici interventi finalizzati all'uso sempre più intenso delle nuove tecnologie in grado di assicurare, se adeguatamente inserite in strutture ben organizzate, notevoli risparmi di spesa ed un sicuro miglioramento della performance.&lt;br /&gt;Per quanto possa apparire paradossale, proprio oggi, in presenza di una drammatica congiuntura economica internazionale, si presenta l'occasione forse irripetibile di riformare ancora più intensamente il sistema giudiziario italiano. Nessuno di noi, infatti, può permettersi di considerare ineluttabile il deficit di efficienza del sistema giudiziario italiano in un momento come quello attuale, ove ogni settore della vita pubblica e privata è tenuto a garantire il proprio contributo operativo al miglioramento delle condizioni economiche del Paese. Si può fare questo accettando supinamente e passivamente i sacrifici imposti dalle attuali necessità economiche, oppure - come credo fermamente sia più utile - lo si può fare, ciascuno nel proprio ambito, trasformando le criticità in opportunità di sviluppo e di miglioramento dei servizi offerti al cittadino.&lt;br /&gt;È possibile applicare questo modello virtuoso anche al sistema giudiziario? Certamente sì, purché tutti i protagonisti (magistrati, avvocati, personale amministrativo, cittadini utenti) e non soltanto le istituzioni competenti (Governo, Parlamento e Consiglio superiore della magistratura) siano disposti ad accettare che un altro modello di servizio giudiziario, più snello, più rapido, meno costoso e meno intasato, non soltanto è possibile, ma è oggi assolutamente necessario e non più rinviabile. Ciascuno di noi sarà magari chiamato a rinunciare a qualche privilegio o a qualche abitudine consolidata e rassicurante, ma così facendo consegneremo al Paese, cioè a tutti noi, un sistema giudiziario migliore e più giusto (Applausi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il dibattito in aula&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;RITA BERNARDINI. (PD) Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, c'è un punto di vista che non è stato purtroppo preso in considerazione, nemmeno nella pur ampia e dettagliata relazione che lei ha fatto, eppure ad avviso della delegazione radicale è quello che dovrebbe stare più a cuore a ciascun rappresentante delle istituzioni: è il principio dello Stato di diritto, del rispetto delle regole, a partire dalla nostra Carta costituzionale. Ebbene la mancanza, totale a nostro avviso, di Stato di diritto si riflette non solo nella condizione in cui sono costretti oggi i detenuti, ma dobbiamo dire tutta la comunità penitenziaria, ma anche sull'enorme pendenza, che pure è stata richiamata in quest'Aula, dei procedimenti civili e penali.&lt;br /&gt;Voglio ricordare che il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa nella risoluzione del 2 dicembre 2010, quindi non è molto tempo fa, ha posto sotto osservazione speciale lo stato della giustizia del nostro Paese e ha ribadito che i tempi eccessivi dei procedimenti giudiziari pongono in discussione la stessa riconoscibilità nel nostro Paese di un vero e proprio Stato di diritto, tutto ciò prospettando il rischio di gravi sanzioni a carico dell'Italia, con disdoro internazionale dell'immagine del Paese e vanificazione dei sacrifici sopportati dai cittadini per costruire una nazione degna di far parte del gruppo di testa della Comunità europea.&lt;br /&gt;Quanto costa tutto questo, in termini anche economico-finanziari? Sul numero dei procedimenti penali pendenti, signor Ministro, lei ci ha ricordato che ammontano a 3 milioni 300 mila, bisogna però ricordare che in questo conteggio non sono contemplati, non sono inclusi i procedimenti pendenti nei confronti di ignoti, che portano così la cifra totale a superare abbondantemente i 5 milioni. Ma ancora a proposito di violazioni, dall'analisi che la Corte europea dei diritti dell'uomo ha compiuto sulle proprie decisioni nel cinquantennio 1959-2010 risulta che l'Italia ha riportato 2.121 condanne, la maggior parte delle quali dovute: all'eccessiva lunghezza dei processi (ben 1.139), alla mancanza di un equo processo (238), alla violazione del diritto di proprietà (297) e alla violazione del diritto ad un ricorso effettivo (76). Il nostro Paese risulta quindi quello fra i più condannati nell'ambito dell'Unione europea, mentre rispetto alla più ampia platea dei 47 Paesi che aderiscono alla CEDU il nostro Paese si attesta al secondo posto superato solo dalla Turchia, che ne ha 2.573, poi veniamo noi, con 2.121 e poi la Russia, con 1.079. Anche questo credo che dia l'immagine di una illegalità diffusa, siamo stati condannati e siamo stati richiamati anche in ambito europeo sulla responsabilità civile del magistrato e anche su questo il Parlamento ancora non è stato capace di intervenire.&lt;br /&gt;Sono state richiamate le parole del Presidente della Repubblica - ecco perché io dico che il nostro punto di vista purtroppo, quello della legalità e dello Stato di diritto, non viene tenuto in considerazione -: cosa ha detto il Presidente Giorgio Napolitano? Stiamo parlando della fine del mese di luglio, ha dichiarato che la giustizia è una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile e che la realtà carceraria rappresenta un'emergenza assillante, fuori del trattato costituzionale, che ci umilia in Europa e nel mondo, sollecitando quindi dalla politica uno scatto e delle risposte adeguate. Io ritengo, signor Ministro, che questo scatto purtroppo non lo vedo all'orizzonte. Prendiamo un direttore di un carcere, dell'unico carcere che forse in Italia è nella legalità costituzionale, quello di Bollate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapete come Lucia Castellano ha definito la condizione carceraria presente nei nostri istituti di pena? L'ha definita con l'espressione: tortura legalizzata. Queste sono le espressioni. Allora, cosa fare di fronte a questo stato totale di mancanza di regole? Vedete, noi ci apprestiamo ad approvare o a respingere alcune risoluzioni e voglio ricordare al Ministro che in questa legislatura sono state già approvate risoluzioni importanti che riguardavano le carceri, che riguardavano la giustizia. Anche sulla giustizia infatti bisogna arrivare ad una riforma. Prima ho citato la responsabilità civile dei magistrati, ma c'è il tema della separazione delle carriere, dell'obbligatorietà dell'azione penale. Ebbene, queste mozioni approvate non hanno dato alcun risultato concreto. Una è stata approvata nel 2009 e l'altra a gennaio 2010, quella sulle carceri. Allora, noi nel documento le chiediamo una cosa: di prevedere scadenze certe, rapide ed improrogabili entro le quali rientrare nella legalità, sia per quanto riguarda i procedimenti penali pendenti, sia per quanto riguarda i nostri istituti di pena. Noi prevediamo che tutto questo possa essere raggiunto attraverso la concessione di un'ampia amnistia e dell'indulto in grado, da un lato, di ridurre gran parte dell'arretrato pendente, che attualmente soffoca l'amministrazione quotidiana della giustizia penale, e, dall'altro, di ricondurre il sistema carcerario al rispetto del dettato costituzionale e della legalità internazionale (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico e del deputato Lehner).&lt;br /&gt;DONATELLA FERRANTI. (PD) Signor Presidente, signor Ministro, mi sembra di cogliere nella sua comunicazione sicuramente segni di un voltare pagina, parole, toni e obiettivi che sembrano avere a cuore il buon funzionamento della giustizia, volto al soddisfacimento di interessi generali mediante l'individuazione delle priorità di intervento in settori dove più volte abbiamo detto, sin dall'inizio di questa legislatura, che è forte l'emergenza. Mi riferisco alla giustizia civile, alle cause del sovraffollamento carcerario e all'organizzazione giudiziaria.Pag. 23&lt;br /&gt;Vorrei seguire in questo mio intervento un po' in parallelo il suo intervento, signor Ministro, il suo percorso, proprio per cercare di dare il nostro contributo.Per quanto riguarda l'emergenza della giustizia civile, le diamo atto di non avere enfatizzato i dati relativi ad una modesta riduzione della durata e del numero delle pendenze delle cause e di aver evidenziato gli sforzi compiuti negli uffici giudiziari per fronteggiare il lavoro ordinario, che non sono però stati in grado di tenere fronte al dato allarmante delle cause pendenti e delle nuove cause.&lt;br /&gt;Come lei ha sottolineato, gli uffici maggiormente gravati sono le corti d'appello, che rappresentano il collo di bottiglia anche in relazione al nuovo carico di competenze, all'assenza di revisione delle piante organiche del personale dei magistrati e del personale amministrativo e delle strutture organizzative. La mole del contenzioso viene alimentata dalla cosiddetta legge Pinto in materia di indennizzo per la ragionevole durata dei processi - il paradosso è poi la «Pinto della Pinto» - ed urge la necessità di rivedere i meccanismi processuali e le competenze a decidere per queste violazioni, che attualmente affannano le corti d'appello e sottraggono giudici proprio dal contenzioso che riguarda i diritti e le cause dei cittadini.&lt;br /&gt;Una volta che ormai, sulla scorta della giurisprudenza della Corte di cassazione, si sono formati e stabilizzati i parametri di riferimento circa i criteri di indennizzo, potrebbe prevedersi la procedura del decreto ingiuntivo o la liquidazione effettuata dallo stesso giudice che decide la causa principale: un risparmio di tempo e risorse che sicuramente andrà a vantaggio dei cittadini.&lt;br /&gt;Bisogna uscire dalle logiche di interventi di emergenza e verificare quali siano le cause che alimentano i flussi del contenzioso civile. È significativo l'aumento delle procedure esecutive, tanto immobiliari, segno di sofferenza dei mutui bancari, che mobiliari, segno del più generale impoverimento sociale; mentre è sintomatica quella che è stata definita la «domanda anomala di giustizia», derivante dalla reiterazione bnorme di iniziative giudiziarie collegate a questioni a volte di carattere seriale e di modesto valore economico. Anche in quel caso, occorre verificare le cause per cercare di rimuovere quelle che sono le inefficienze molte volte degli enti, nei ritardi nelle procedure di riconoscimento dei diritti nell'esecuzione delle sentenze, nonché per l'inadeguatezza organizzativa di alcuni uffici giudiziari, il cui sistema di registrazione delle controversie seriali non rende possibile l'individuazione di duplicati e frazionamenti da cui si origina e si moltiplica in modo incontrollato e abnorme il contenzioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È pacifico, dai dati riportati nella sua relazione, che, dopo tre anni di legislatura del Governo Berlusconi, il Parlamento ha varato provvedimenti legislativi che non hanno avuto la portata deflattiva annunciata. Esemplifico, e cerco di andare velocemente: sicuramente non ha avuto questa portata deflattiva l'annunciato provvedimento riguardante il rito processuale di cognizione sommaria della legge del 2009, né l'attuazione della delega sulla semplificazione dei riti civili, contenuta nel recente decreto legislativo n. 150 del 2011, che non ha colto tutte le aspettative che vi erano in quella auspicata unificazione e riduzione dei riti in relazione alle esigenze di tutela differenziata delle situazioni giuridiche soggettive. Il decreto legislativo non sarà in grado di risolvere i problemi che affliggono la giustizia civile di tutti i giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Troppo spesso si è fatto ricorso, per dissuadere i cittadini dal rivolgersi alla giustizia e ridurre il contenzioso, all'aumento delle tasse per le impugnazioni: la metà del contributo unificato oggi previsto in caso di appello e un raddoppio secco dell'importo attuale per i ricorsi in Cassazione. Anche il provvedimento, in parte condivisibile, previsto dall'articolo 37 della manovra di luglio, che dà ai capi degli uffici un onere, un obbligo di prevedere un programma, anche di smaltimento dell'arretrato e, quindi, da lì fa discendere i premi di incentivazione che vanno all'ufficio ed al personale, ma, in concreto,Pag. 24rischia di privilegiare i tribunali che già vantano una soddisfacente dotazione di personale amministrativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In merito alla media conciliazione, disciplinata dal decreto legislativo n. 28 del 2010: noi abbiamo sostenuto e presentato proposte in tema di conciliazione, ma non abbiamo condiviso - e riteniamo sia una strada che non risolva le problematiche che si hanno come obiettivo - il suo carattere obbligatorio, che non ha avuto quegli effetti deflattivi che sono stati annunciati e sperati. Anzi, ha prodotto un ulteriore allungamento dei tempi e dei costi del contenzioso ordinario per il cittadino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apprezziamo la sobrietà con cui ella, signor Ministro, ha cautamente evitato di enfatizzare questi risultati, anche perché siamo in attesa di un'importante pronuncia della Corte costituzionale proprio sul punto della obbligatorietà della media conciliazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riteniamo e siamo convinti che debba essere promossa la mediazione, ma una mediazione basata sulla volontaria cooperazione, che consenta più facilmente di raggiungere l'accordo, di preservare le relazioni tra le controparti, e che si deve realizzare attraverso un rinnovato percorso culturale volto, appunto, a una soluzione non conflittuale delle controversie, per costruire un sistema di giustizia mite, che deve, però, riconoscersi in autorevolezza e adeguatezza della decisione. È un percorso difficile, ma non impossibile, ma che non può derivare, a nostro avviso, da un sistema di «coazione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Crediamo fermamente che vi sia un'importante necessità di intervento e di soluzioni organizzative - come ella ha sottolineato - attraverso la diffusione del processo telematico, che deve avvenire su tutto il territorio nazionale mediante un piano ministeriale di intervento omogeneo e adeguatamente calibrato.&lt;br /&gt;Signor Ministro, le riforme di modernizzazione e digitalizzazione comportano - è vero - costi iniziali consistenti, ma si tratta di investimenti, alla lunga, produttivi, che rappresentano un obiettivo che deve essere razionalmente e concretamente perseguito, anche in linea con le priorità dell'Unione europea e con l'esigenza di garantire un monitoraggio dell'efficienza della giurisdizione. Ecco perché riteniamo che vi debba essere un piano assolutamente trasparente sulle risorse destinate all'informatizzazione, sui progetti, le priorità, le modalità di attuazione, con un obbligo di bilancio preventivo e di rendicontazione annuale analitica che consenta di verificare le risorse impiegate, gli obiettivi da raggiungere e quelli già raggiunti.&lt;br /&gt;È condivisibile il percorso che lei ha tracciato laddove si afferma che si sono realizzati alcuni interventi, ma che è necessario omogeneizzare e diffondere su tutto il territorio nazionale le buone pratiche e le sperimentazioni positive.&lt;br /&gt;Infatti, noi riteniamo che sia giunto il momento di superare quelle sperimentazioni e le responsabilità di quel tale ufficio o dell'altro ente locale, magari territoriale, che se ne fa carico. Occorre coinvolgere in maniera trasparente e sinergica il Ministro della giustizia proprio in collaborazione dialettica con l'organo di autogoverno, il CSM, l'avvocatura e gli uffici giudiziari al fine di realizzare forme di organizzazione strutturali su cui contiamo molto e abbiamo creduto fin dall'inizio di questa legislatura, in particolar modo sull'ufficio del processo.&lt;br /&gt;L'ufficio del processo deve prevedere la riorganizzazione delle cancellerie e degli uffici amministrativi e anche la realizzazione dell'ufficio del giudice, con la conseguente valorizzazione e qualificazione professionale del personale e la individuazione di nuove figure, quali l'assistente di studio del giudice civile, magari con borse di studio modellate sul tipo dei contratti formativi di specializzazione previsti per i giovani medici, attingendo le risorse dai risparmi che si potrebbero avere proprio dalla «legge Pinto». Quei risarcimenti dei danni a causa delle lungaggini del processo civile potrebbero infatti essere utilizzati per l'accertamento dei diritti, per dare risposte ai cittadini in tempi ragionevoli e, al tempo stesso, per formare nuove generazioni di giuristi, di giovani magistrati, diPag. 25giovani avvocati e di operatori del settore in grado di coadiuvare il giudice nella fase che precede la sentenza, attraverso la ricostruzione dell'iter processuale, ricerche di dottrina e giurisprudenza, riducendo così i tempi di redazione della sentenza e dando un'impronta moderna al lavoro giudiziario.&lt;br /&gt;Abbiamo sentito il suo impegno riguardante, tra l'altro, la razionalizzazione e revisione della distribuzione territoriale degli uffici giudiziari, che è stata inserita nella manovra di Ferragosto. Ella sa, signor Ministro, perché ne abbiamo fatto una specifica richiesta in Commissione giustizia, come, pur essendo questo uno dei punti chiave della nostra politica, riteniamo importante che la razionalizzazione delle circoscrizioni non si realizzi attraverso il mero taglio di uffici, ma sia preceduta da un adeguato lavoro di monitoraggio svolto da una commissione di studio. Tale commissione, a nostro avviso, deve essere integrata, occorre individuare criteri oggettivi, omogenei, adeguatamente ponderati e calibrati sulla realtà territoriali, e si dovrebbe preoccupare di svolgere audizioni delle varie rappresentanze, attuando un raccordo necessario anche e soprattutto con le Commissioni parlamentari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emergenza penitenziaria: bastano per tutti le parole recentemente pronunciate dal Presidente Napolitano a proposito del vero e proprio imbarbarimento di quella già pesante e penosa realtà, che ci umilia in Europa e ci allarma per la sofferenza quotidiana di migliaia di esseri umani chiusi in carceri che definire sovraffollate è un eufemismo e che ci separa proprio dal dettato costituzionale sulla funzione rieducatrice della pena e sui diritti e la dignità della persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta anche con quella politica di inasprimento continuo della pena e quindi anche di previsione della carcerazione obbligatoria che ha in qualche modo caratterizzato le legislature di questi ultimi anni, in nome di una sicurezza che, peraltro, poi si rivela un boomerang nel contesto sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È condivisibile che il problema non può essere affrontato solo in termini di aumento dei posti disponibili delle istituzioni carcerarie o con provvedimenti di clemenza urgenti. Dobbiamo cercare coraggiosamente una pluralità di vie da percorrere al fine di non lasciare nulla di intentato per alleggerire una situazione insostenibile e soprattutto per evitare che continui ad essere largamente in uso un fondamentale principio di etica pubblica, prima ancora che di rango costituzionale, quello secondo cui le restrizioni della libertà personale devono essere sempre contenute nei limiti dello stretto minimo indispensabile o, per utilizzare le parole della Corte costituzionale, del minor sacrificio possibile. Bisogna fare passi avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna utilizzare questo scorcio di legislatura, e quindi del suo Governo, per mettere a punto un intervento complessivo e sistematico, volto ad ampliare la tipologia delle misure alternative alla pena detentiva, specificatamente supportate da progetti professionalmente strutturati, volti al reinserimento sociale, con una particolare attenzione alle sorti delle vittime dei reati. Bisogna adeguare le piante organiche riferite al personale di polizia penitenziaria e non solo, ma soprattutto le figure degli educatori, assistenti sociali, psicologi, avviando un nuovo piano di assunzioni che garantisca le risorse umane e professionali necessarie all'attivazione delle nuove strutture.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei ha parlato anche di edilizia carceraria. Purtroppo, dopo l'esito non positivo della sperimentazione del commissario straordinario del piano carceri, ricominciamo daccapo. Ma non dobbiamo più pensare a un modello unico di istituto penitenziario, posto che i detenuti per i quali si esige un elevato regime di sicurezza non raggiungono diecimila unità, mentre per gli altri detenuti, anche quelli di media sicurezza, la permanenza in cella come situazione normale di vita quotidiana ha un unico risultato: l'abbrutimento della persona umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quest'ottica, quindi, di fruizione di spazi comuni, magari con il supporto di braccialetti elettronici, signor Ministro, effettivamente funzionanti, l'inserimento in un'organizzazione modulare che preveda interventi mirati, condurrebbero finalmente a superare la dimensione del carcere come luogo insalubre, patogeno, dove l'ozio e la promiscuità prevalgono sul trattamento di concreto recupero e di rieducazione. Un intervento complessivo, quindi, coraggioso, volto anche a superare le preclusioni all'accesso alle misure alternative al carcere imposte dalla legge cosiddetta ex Cirielli e dai recenti pacchetti sicurezza per i recidivi ed i reiterati.&lt;br /&gt;Bisogna ripristinare la competenza a valutare l'effettiva pericolosità sociale dei condannati in capo alla magistratura di sorveglianza, le cui piante organiche dovranno essere rafforzate dal punto di vista numerico al fine di consentire, anche attraverso la messa a punto di nuovi strumenti normativi, di svolgere appieno questo ruolo e di gestire, attraverso adeguati percorsi, la conoscenza del flusso degli ingressi in carcere. Bisogna frenare, signor Ministro, la spinta, anche legislativa, ad un ricorso eccessivo allo strumento della detenzione carceraria in attesa di giudizio per fini di cautela processuale.&lt;br /&gt;Sulla giustizia penale, per i tempi lunghi del processo penale occorre una netta inversione di tendenza rispetto a quello che è stato rappresentato in questi tre anni di legislatura. La ragionevole durata implica, in tutte le disposizioni del processo penale, da quelle europee a quelle della nostra Carta costituzionale, un bilanciamento tra il far presto e il far bene. Tempi irragionevoli solo quelli in cui la giustizia si impantana in mille rivoli di accertamenti interminabili, di tempi morti, facendo gravare sull'imputato la dilatazione dell'arco temporale del processo. Ma è irragionevole, altresì, ritenere che, in omaggio di esigenze di efficientismo, si tagliano spazi difensivi o si allunghino a dismisura le sequenze di assunzione della prova, offrendo un'immagine di una giustizia celebrata frettolosamente, sommariamente, in cui magari si mandano al macero migliaia di processi.&lt;br /&gt;Allora, bene - alcune sono contenute nelle nostre proposte che abbiamo in calendario in Commissione - la modifica al codice di procedura penale per la definizione del processo penale nei casi di particolare tenuità del fatto; va bene la questione riguardante le modifiche nel caso di materia di contumacia. Ma forse un'attenzione andrebbe posta anche a quelle che sono le conseguenze dell'istituto della prescrizione, quale causa di estinzione del reato, e agli effetti non positivi derivanti dalla legge ex Cirielli.&lt;br /&gt;Il nostro sistema, signor Ministro, lei lo sa anche per la sua pregressa e specifica competenza, è pressoché unico in campo europeo in quanto consente il decorso dei termini di prescrizione per tutta la durata dei tre gradi di giudizio. Mi chiedo se non sia tempo, anche a fini deflattivi e per evitare l'uso strumentale del diritto all'impugnazione, che non si cominci a riflettere anche su questo. Soprattutto quest'esigenza è particolarmente viva ed attuale nell'ambito dei reati per corruzione, che in ogni caso hanno bisogno di essere ripensati sia in termini di prevenzione che di repressione perché la corruzione inficia il buon andamento della pubblica amministrazione, incide sull'economia del Paese.&lt;br /&gt;È urgente, signor Ministro, dare attuazione alle ventidue raccomandazioni della «commissione Greco» in tema di corruzione, prevedere la punibilità della condotta relativa allo stabile asservimento della funzione pubblica ai voleri del privato a prescindere dal collegamento con il singolo atto; introdurre il delitto di autoriciclaggio; introdurre il reato di corruzione nel settore privato per manager di aziende; rivedere le soglie di punibilità e le pene del falso in bilancio; introdurre il «traffico di influenza»; prevedere diminuenti sostanziose per chi rompe e riesce a rompere il muro di omertà. Altri sarebbero anche i momenti di approfondimento. Li accenno soltanto per titolo, ci sarà poi modo anche in Commissione giustizia negli interventi che ancora debbono fare alcuni dei componenti del nostro gruppo: il fondo unico giustizia, misure di prevenzione antimafia a fronte europeo.&lt;br /&gt;C'è bisogno di riforme nel settore giustizia, ma soprattutto c'è bisogno di recuperare profondamente il principio di legalità come presupposto indiscusso dello Stato di diritto, sentimento e coscienza delle regole cui non può sottrarsi nessuno, nemmeno la sovranità popolare che deve essere esercitata nelle forme e nei limiti della Costituzione. Su questa linea bisogna andare avanti, garantendo l'indipendenza della magistratura e la piena esplicazione della funzione difensiva, imprescindibile mezzo per realizzare appieno il corretto e imparziale svolgimento dell'attività giurisdizionale e, quindi, occorre dare piena attuazione ai diritti dei cittadini (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PAOLA SEVERINO DI BENEDETTO, Ministro della giustizia. Signor Presidente, capisco che i termini parlamentari vadano rispettati, ma ritengo che più che di una replica si possa parlare, in questo caso, di un commento - un breve commento - agli interventi che vi sono stati.&lt;br /&gt;Non riprenderò i temi adesivi, perché su quelli, naturalmente, si sono già utilizzate molte parole ed espressi molti concetti. Mi soffermerò soltanto su alcuni punti che, forse, richiedono qualche precisazione.&lt;br /&gt;Ho molto apprezzato l'intervento dell'onorevole Ria. Egli ha fatto un particolare riferimento al tema delle strutture carcerarie terminate e non ancora entrate in funzione. È naturalmente uno dei temi di cui mi sono occupata subito, per verificare quante fossero e per quale causa non fossero entrate in funzione. In ciascuno dei casi ho trovato delle cause tecniche e dei motivi per i quali occorreva, comunque, attivare opere e spese.&lt;br /&gt;Ciò non vuol dire che non sia stato fatto; ho immediatamente provveduto a che si facesse una ricognizione di queste carceri e ci si proponesse poi di attivare le opere perché esse possano essere messe in funzione. Gli sprechi, infatti, sono qualcosa che - come dicevo prima - vanno combattuti, grandi o piccoli che siano.&lt;br /&gt;Onorevole Palomba, ho apprezzato molto il suo intervento per quanto riguarda i giudici di pace. Vi ho fatto un riferimento solo in relazione alle circoscrizioni; naturalmente hanno rappresentato e rappresentano nel tempo un elemento di grande importanza nella struttura della nostra giustizia. Per quanto riguarda la riduzione da tre a due delle direzioni generali della giustizia civile, mi risulta che il decreto sia già stato approvato dal Consiglio dei ministri del 17 dicembre 2010 e che sia andato poi al Consiglio di Stato il 24 novembre del 2011. Tornerà in Consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva e, se ci saranno spazi per applicare ciò che lei suggerisce, naturalmente lo verificheremo e lo faremo.&lt;br /&gt;Onorevole Contento, mi soffermerò soltanto su alcuni argomenti che più specificamente mi hanno colpito e che non erano semplicemente il commento a ciò che avevo detto, tra gli altri quello relativo alle spese di giustizia e agli uffici giudiziari che le hanno incassate. Mi sembra un concetto giusto quello che tornino, in termini di utilità, le spese che sono state raccolte. È chiaro che la giustizia è un servizio diverso dall'impresa e che quindi questo parametro non potrà essere applicato in maniera precisa, puntuale e numerica. Però è un concetto che già si trova in tutta la normativa che riguarda le spese di giustizia; sto facendo una verifica su come queste spese di giustizia poi vengano distribuite. Credo che questo sia un tema importante perché, se la giustizia è un servizio che rende, è bene, intanto, che questa redditività sia conosciuta, e poi sia equamente distribuita e possibilmente ritorni, in gran parte, ai servizi che l'hanno prodotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Onorevole Ferranti, sul carattere obbligatorio della mediazione, vorrei dirle che per mia cultura e mia propensione io non amo nulla di obbligatorio, nulla che sia coercitivo e che si debba fare. Credo però che, se si sperimenta un istituto - semplicemente per vedere se questo istituto possa poi rientrare nella norma e quindi diventi una libera scelta del cittadino e per incentivare le parti che devono in qualche modo attivare questo procedimento, il giudice da una parte, l'avvocato dall'altra, perché abbiamo visto a quanti di questi procedimenti, comunque, partecipi l'avvocato, e l'utente dall'altro ancora - un periodo di rodaggio, al fine di poter valutare l'effettività dell'istituto, possa in qualche modo essere giustificato.&lt;br /&gt;Molti argomenti erano importanti e vorrei riprenderli, seppure brevissimamente. Per quanto riguarda il tema del rapporto con le Commissioni: qualcuno ha detto che sono andata soltanto una volte in Commissione; intanto ci sono andata due volte, che nel giro di due mesi, non voglio dire sia un record - per carità, non mi piace vantare dei record - però, con il ritmo che ha avuto questo inizio di attività governativa, era veramente il massimo che potessi chiedere a me stessa. Ciò non vuolPag. 37dire che non mi chiederò ancora di più e che, non appena finito questo doveroso adempimento, anche quello relativo alla conversione del decreto-legge, tornerò in Commissione.&lt;br /&gt;Anche perché dalle Commissioni mi sono venuti una serie di suggerimenti, importanti, seri, che ho cercato di ascoltare, ho cercato di fare miei nei limiti del possibile.&lt;br /&gt;Altro tema era quello dell'edilizia carceraria e del lavoro carcerario. Quello del lavoro carcerario è un tema importantissimo, al quale mi sto dedicando da qualche giorno, perché purtroppo si tratta di giorni nell'ambito dei due mesi, e mi sembra senz'altro un tema da affrontare seriamente.&lt;br /&gt;L'onorevole Vitali ha sollevato il problema della Carta del detenuto e delle infrazioni comunitarie. Io confido ovviamente che la Carta del detenuto non debba essere violata e quindi non si dia luogo a infrazioni comunitarie. Tuttavia, sul tema delle infrazioni comunitarie devo dire che spesso è anche la visione che noi abbiamo e che diamo dei problemi che in qualche modo le introduce. Io credo che una buona informazione su questo aspetto sia importante per sapere quante infrazioni comunitarie ci siano, di che tipo siano e come rimediare ad esse. Se ne è parlato in vari interventi e naturalmente occorre tenerne conto, perché il livello di osservanza della normativa comunitaria e dei principi comunitari va pienamente osservato.&lt;br /&gt;Ancora: per quanto riguarda i progetti di finanza, sono un'alternativa possibile all'utilizzo di denaro pubblico per l'edilizia carceraria. Lo sono, vedremo se decolleranno e se decolleranno in maniera proficua.&lt;br /&gt;Onorevole Bernardini, il tema delle sanzioni a carico dell'Italia è naturalmente un tema che mi sono posta e rientra tra i costi della giustizia. Il tema delle carceri, la tortura legalizzata: sono tutti concetti sui quali siamo d'accordo e sui quali l'impegno di questo Governo non è certamente di scarsa rilevanza, per lo meno dal punto di vista delle intenzioni.&lt;br /&gt;Poi sia l'onorevole Bernardini che l'onorevole Mario Pepe hanno posto il tema dell'amnistia. Come ho già detto in diverse occasioni l'amnistia richiede maggioranze qualificate, richiede un'attivazione del Parlamento e ho già detto anche su questo che, se il Parlamento dovesse raggiungere intese sul punto, naturalmente il Governo non avrebbe - o perlomeno parlo per me, come Ministro della giustizia - io non avrei nulla da obiettare, in ossequio, come sempre, alla volontà parlamentare.&lt;br /&gt;Onorevole Molteni, sull'amnistia mascherata per quanto riguarda il tema delle camere di sicurezza come alternativa alle porte girevoli, nessuno verrà rilasciato in più per questo provvedimento. Si tratta di un provvedimento che si ripromette semplicemente di accorciare i tempi di un inutile, spesso, mantenimento in carcere. Sarà sempre il magistrato a decidere se la persona dovrà essere liberata o no, non cambierà nulla. Vorrei che fosse un messaggio chiaro anche per coloro che sono spaventati, giustamente, in termini di difesa sociale. Nessuno uscirà dal carcere per questo provvedimento, si tratterà solo di decidere in quarantotto ore e in un luogo diverso dal carcere, ma sempre contenuto e custodito, quale sorte dovrà avere. Lo deciderà un magistrato come lo decideva prima, solo che ciò avverrà in termini più brevi e con minori dispendi.&lt;br /&gt;L'onorevole Paolini ha posto il tema della magistratura onoraria che, naturalmente, lo convengo, ha rappresentato una grande risorsa, ed ha affrontato il tema dell'avvocatura. Liberalizzare e valorizzare, onorevole, non sono due termini in contrasto. Proprio ieri vi è stato un importante incontro con le professioni: noi vorremmo coniugare concorrenza e qualità, credo che questi siano i termini. Concorrenza leale, libera, aperta, come quella che già vi è, naturalmente. Su questo non vi saranno interventi strutturali. I temi che riguardano le tariffe non attengono, certamente, al tema delle modalità di accesso. Vorremmo valorizzare la qualità delle libere professioni e dell'avvocatura. Credo che questo sia un intento che possa essere condiviso da tutti, in un dialogo che spero si sia aperto con il tavolo di ieri e che continuerà nei giorni successivi.&lt;br /&gt;In merito all'affidamento dei minori, del quale abbiamo parlato in Commissione, credo sia un tema del quale riparleremo, perché ho visto un'ampia condivisione su questo aspetto. Onorevole Giulietti, quello delle morti sul lavoro è, in effetti, un tema del quale si è parlato poco, nel poco tempo che vi è stato. Mi sembra un tema sociale serio. Bisogna capire in che modo sia affrontabile normativamente e in che modo sia affrontabile dal punto di vista giudiziario perché, le leggi a tutela del lavoratore, vi sono, naturalmente. Bisogna comprendere se si tratta di un tema di applicazione o di un tema di norme, e in che misura, l'uno e l'altro, contribuiscano a questo dolorosissimo fenomeno.&lt;br /&gt;Ho concluso e, come vedete, non si tratta di repliche, ma di semplici considerazioni flash sugli aspetti più importanti, sottolineando un aspetto: nella selezione delle norme da promuovere ho tenuto presente un criterio fondamentale, che è quello del rispetto della volontà del Parlamento. La selezione è stata fatta selezionando quelle categorie di provvedimenti che avevano, o che potevano avere, un'ampia condivisione da parte di chi, su di essi, si deve esprimere, e cioè il Parlamento&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-9007546989501293350?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/9007546989501293350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2012/01/lintervento-del-ministro-severino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/9007546989501293350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/9007546989501293350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2012/01/lintervento-del-ministro-severino.html' title='L&apos;intervento del ministro Severino'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-4396282428898636404</id><published>2012-01-18T14:28:00.008+01:00</published><updated>2012-01-19T10:06:47.314+01:00</updated><title type='text'>Vasto: buone news</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;Un concerto e l'inaugurazione della nuova gestione del terreno agricolo della Casa Circondariale di Vasto sono gli eventi di inizio d'anno promossi dalla direzione del carcere.&lt;br /&gt;Cominciamo dal primo evento: si tratta dello spettacolo musicale che si terrà il 26 gennaio, alle ore 16.00, presso la Sala Teatro. Sul palco si esibirà don Elio &lt;a href="http://www.eliobenedetto.it/"&gt;(qui il sito) &lt;/a&gt;, parroco di Palata (Diocesi di Termoli-Larino, Provincia di Campobasso), cantautore, protagonista di concerti in Molise, Puglia, Abruzzo, Umbria, Marche.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-HnQdj2eSj6I/TxfZoCa-6AI/AAAAAAAAALE/9-JrjxlZJB0/s1600/elio_di_benedetto%25281%2529.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://4.bp.blogspot.com/-HnQdj2eSj6I/TxfZoCa-6AI/AAAAAAAAALE/9-JrjxlZJB0/s200/elio_di_benedetto%25281%2529.jpg" width="171" /&gt;&lt;/a&gt;Tra i suoi lavori c’è il cd dal titolo "Cammino Semplice", prodotto da Luigi Mas e Elio Benedetto per “Merlino edizioni musicali”: 11 brani ispirati alle parole della Beata Madre Teresa di Calcutta ed ancora il cd dal titolo “L’isola che c’è” con 12 brani ispirati al messaggio di San Paolo.&amp;nbsp; “Ero sempre affascinato&amp;nbsp; dalle testimonianze, gli esempi, da tutta la vita della Madre dei poveri - dice don Elio - nessuno tra i personaggi della nostra epoca mi attirava come Lei ma la molla definitiva che mi ha spinto ad interessarmi cosi profondamente della sua persona, è stata la visione di un film della sua vita, che per la prima volta, la televisione presentava al grande pubblico. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Guardando il film l’emozione cresceva sempre più sino a piangere di gioia e la notte stessa non riuscendo a dormire, ho preso la chitarra e ho composto la prima canzone ispirata alle parole attribuite a Madre Teresa che più mi risuonavano nel cuore: ‘Il meglio di te’. Da quella notte di ottobre è iniziata la mia avventura di cantautore cristiano, cercando tutti i testi, che risalivano a lei sotto forma di preghiera o poesia, riportandoli in musica di stile pop-rock”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altro evento si terrà il 27 gennaio, alle ore 11.00: la Cooperativa Sociale PAN e la Direzione della Casa Circondariale di Vasto inaugureranno la nuova gestione della tenuta agricolo della Casa Circondariale di Vasto.&lt;br /&gt;La Cooperativa Pan nasce nell'anno 1997, dalla volontà di alcuni giovani uniti dalla idealità comune di offrire occasioni di lavoro a persone con disagio sociale attraverso inserimenti lavorativi guidati e finalizzati al reinserimento sociale. Le ragioni di una scelta cooperativistica nascono, come precisato dai responsabili della Cooperativa, dalla constatazione delle enormi difficoltà che le persone con disagio psichico e quelle a rischio di emarginazione hanno nel momento in cui si avvicinano al mondo del lavoro o allorquando debbono inserirsi nei rigidi modelli organizzativi dell'impresa, che oltre a caratterizzarsi per la ricerca del massimo profitto, non contemplano al loro interno nessun margine di flessibilità dell'organizzazione, che permetta il reale inserimento al loro interno del soggetto svantaggiato. In tal senso, ben diversa è la forma organizzativa della Pan, che consente di coniugare le esigenze della produzione (con standard qualitativi ottimi) con le esigenze dei vari lavoratori, quindi con i loro tempi, le loro risorse e loro motivazioni.&lt;br /&gt;I principi cui si ispira la Cooperativa Pan, quelli della cooperazione, della solidarietà, dei diritti di cittadinanza attiva, dell'equilibri o e della gestione democratica e trasparente, uniti alla motivazione dei soci ed alla capacità di coniugare l'obbiettivo sociale-riabilitativo alla gestione d'impresa, ne fanno una realtà preziosa ed originale nella regione Abruzzo. “Con questo affidamento – dice la direzione della Casa circondariale – si vuole implementare le attività dell’Azienda agricola, prima gestita dall’Amministrazione penitenziaria, e salvaguardare le opportunità lavorative offerte alla popolazione detenuta della sede”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-4396282428898636404?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/4396282428898636404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2012/01/il-concerto-di-don-elio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/4396282428898636404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/4396282428898636404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2012/01/il-concerto-di-don-elio.html' title='Vasto: buone news'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-HnQdj2eSj6I/TxfZoCa-6AI/AAAAAAAAALE/9-JrjxlZJB0/s72-c/elio_di_benedetto%25281%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-3738934160471587756</id><published>2012-01-17T19:50:00.001+01:00</published><updated>2012-01-17T19:51:13.994+01:00</updated><title type='text'>A San Donato la Festa del Bambino</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mercoledì 18 Gennaio alle ore 15,00 la Casa Circondariale di Pescara organizza "La Festa  del Bambino”, un momento di incontro dedicato ai detenuti e ai loro figli minori in un contesto di festa, alternativo al triste spazio della sala colloqui ove di norma i genitori-detenuti incontrano i loro figli. Il programma prevede l’intervento degli artisti del Circo della Luna e dell’Associazione Willclown di Pescara che, attraverso momenti di giocoleria, equilibrismo e clownerie, regaleranno un’accoglienza carica di colore e tranquillità ai figli dei detenuti, in modo da attenuare l’impatto traumatico con la struttura detentiva.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Seguirà uno spettacolo di magia ed illusionismo offerto dal Mago Ares, esibizione per bambini e famiglie di grande impatto e coinvolgimento. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I minori verranno coinvolti dall’animatrice Chiara Zappacosta in giochi strutturati, improvvisazioni di musica e ballo ed accompagnati  ad apprezzare ogni momento della festa all’insegna  delle migliori condizioni di condivisione con i  genitori  entrambi presenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutti gli artisti  che parteciperanno all’evento hanno offerto le loro splendide prestazioni a titolo assolutamente gratuito, riuscendo a ritagliare tale disponibilità tra i tanti impegni, pur essendo  artisti professionisti. E’ questa una dimostrazione di come l’arte in genere riesca sempre ad andare oltre il freddo materialismo  e riesca  toccare  i mondi del coinvolgimento  emotivo e del superamento dell’indifferenza sociale. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sempre  in questa gara di generosità,  oltre che agli artisti, l’incontro deve la sua realizzazione al contributo generoso di COOP Adriatica, Caritas Diocesana e Istituto alberghiero De Cecco di Pescara, da tempo partner consolidati nelle attività di solidarietà e volontariato promosse della Casa Circondariale di Pescara. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Essi hanno reso possibile prevedere, come in ogni festa per i Bambini che si rispetti,  anche per la festa in carcere, un  succulento e ricco buffet: bevande e giochi sono stati offerti dalla generosità della Coop Adriatica, dolci, pizze ed addobbi dalla Caritas diocesana, altre prelibatezze dolci e salate sono state  preparata per l’occasione dagli studenti dell’Istituto alberghiero “De Cecco” di Pescara, abilmente condotti dalla competenza e generosità del docente Prof. Quintino Marcella.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il senso della “Giornata del Bambino” è restituire, se pur nella breve parentesi della festa, un momento di quotidianità nel rapporto padre-figlio che, a causa della detenzione, è di fatto privato delle consuetudini, del gioco e della condivisione delle emozioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’evento  rientra nel più ampio progetto di Genitorialità Responsabile, nato da una partnership fra la Casa Circondariale e l’Associazione di volontariato Telefono Azzurro. Il Progetto, mirato a potenziare la persona detenuta nello sviluppo della propria figura di genitore, muove i suoi primi passi con l’inaugurazione, lo scorso anno, della Casetta delle Magie, la ludoteca del Carcere di San Donato in cui i bambini trovano accoglienza durante il tempo dell’incontro con il genitore detenuto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Casetta delle Magie è il primo passo verso un progetto più ambizioso, orientato alla possibilità di fornire ai padri ristretti l’occasione di riflettere sulla necessità di una genitorialità consapevole e responsabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’incontro con i minori si svolge alla presenza della psicologa e psicoterapeuta di telefono Azzurro Giulia Amodio, Presidente del Comitato di Pescara di Telefono Azzurro, ed è teso a rafforzare, nel soggetto detenuto, la consapevolezza che l’aiuto, la facilitazione sul piano della relazione con i propri figli sia imprescindibile per l’equilibrio del minore e dell’intero gruppo familiare che dovrà imparare a comprendere e a vivere una situazione difficile e disagevole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La  Festa del Bambino, che avrà luogo domani 18 gennaio, aggiunge un altro tassello alla collaborazione fra Casa Circondariale di Pescara e Telefono Azzurro, una vera risorsa per l’Istituto, prevista come strumento trattamentale  in tema di  genitorialità in carcere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il futuro di una società che voglia essere migliore passa necessariamente attraverso le  nuove generazioni e coloro che oggi sono ancora bambini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uno spazio, un tempo ed una particolare attenzione a loro dedicati riempiono di concreto contenuto la previsione costituzionale dell’art 27 Costituzione in termini di recupero, reinserimento del detenuto , rispetto della dignità dell’uomo  ed umanizzazione della pena.&lt;/div&gt;&lt;i&gt;(La direzione della Casa Circondariale di Pescara)&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-3738934160471587756?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/3738934160471587756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2012/01/san-donato-la-festa-del-bambino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/3738934160471587756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/3738934160471587756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2012/01/san-donato-la-festa-del-bambino.html' title='A San Donato la Festa del Bambino'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-2862580884708478109</id><published>2011-11-19T13:42:00.004+01:00</published><updated>2011-12-04T22:23:33.224+01:00</updated><title type='text'>Grazie al Comune di Chieti</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-RSI-UcE1mHA/TsqLxDO9igI/AAAAAAAAAKU/Ez0CO0M8LqY/s1600/primo1.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="240" width="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-RSI-UcE1mHA/TsqLxDO9igI/AAAAAAAAAKU/Ez0CO0M8LqY/s320/primo1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Voci di dentro ha una nuova sede&lt;/b&gt;. La nuova sede si trova a Palazzo Massangioli in &lt;b&gt;via De Horatiis n° 6 &lt;/b&gt;e ci è stata data in concessione dal Comune di Chieti. Oggi 21 novembre sono riprese le attività con i corsi di scrittura e informatica con il primo gruppo di detenuti in articolo 21. Oltre all'impegno dell'Amministrazione comunale di Chieti, l'avvio dei corsi si deve in massima parte al contributo della Fondazione Carichieti e all'aiuto della Camera di Commercio di Chieti, de La Panoramica e del Gran Caffè Vittoria di Roberto D'Orazio.  &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-b1EInJwtdCY/TspND4_k7kI/AAAAAAAAAKI/uvINMUF98yE/s1600/prima.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="240" width="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-b1EInJwtdCY/TspND4_k7kI/AAAAAAAAAKI/uvINMUF98yE/s320/prima.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-2862580884708478109?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/2862580884708478109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/11/grazie-al-comune-di-chieti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/2862580884708478109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/2862580884708478109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/11/grazie-al-comune-di-chieti.html' title='Grazie al Comune di Chieti'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-RSI-UcE1mHA/TsqLxDO9igI/AAAAAAAAAKU/Ez0CO0M8LqY/s72-c/primo1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-936898740618514434</id><published>2011-11-01T21:17:00.005+01:00</published><updated>2011-11-10T23:54:34.703+01:00</updated><title type='text'>news dall'associazione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1) Fra qualche giorno la sede di Voci di dentro a Chieti riapre con nuovi corsi di scrittura ai quali si  aggiungono quelli di informatica, uso del pc livello base, più corso  avanzato di computer grafica, fotografia, uso di videocamera ecc. Al  corso accederanno (in regime di articolo 21) alcuni detenuti che già  partecipano ai nostri laboratori interni alle case circondariali. I  corsi si terranno dal lunedì al venerdì con il seguente orario: 10-12.30  e 14.30-17. I corsi sono tenuti da soci e da collaboratori esterni e  sono resi possibili grazie a un contributo della Fondazione Carichieti.  Inoltre, per ridurre il più possibile le spese a carico  dell'associazione, è stato chiesto un aiuto al Comune di Chieti (per i  buoni pasto ai detenuti che accedono ai corsi) e all'Arpa (per gli  abbonamenti sui mezzi pubblici). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2) L'associazione Voci di dentro  ha partecipato al bando del Csv di Chieti sul volontariato. Il progetto  che abbiamo chiamato "Libera-mente" si aprirà con un convegno che si  terrà nel mese di febbraio 2012 e affronterà il tema del disagio  sociale, della devianza e del diritto penale. Successivamente (a marzo,  aprile, maggio, ottobre e novembre), grazie a un accordo di partenariato  con l'Istituto Ipsia Pomilio di Chieti,  daremo il via a un ciclo di  incontri  con gli studenti sempre sul tema dei comportamenti devianti,  di cronaca giudiziaria e diritto penale e sul pregiudizio sociale.  Durante gli incontri si approfondirà anche il lavoro di Voci di dentro e  per fare questo si utilizzerà proprio il giornale scritto dai detenuti.  L’intero percorso si concluderà con un festa nel mese di dicembre. Tale  giornata sarà l’occasione per raccogliere e presentare sotto forma di  mostra e di conferenza stampa tutto il materiale prodotto durante  l’intero progetto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;3) Voci di dentro è capofila di  un progetto di partenariato (un Grundtvig) con tre partner stranieri e  un partner italiano. Al centro del progetto della durata di due anni c'è  l'inserimento e l'integrazione degli ex detenuti. Previsti incontri in  Italia a Chieti, in Turchia, in Slovenia e in Lituania. Tra i progetti  immediati la creazione di un sito web comune, una radio e altro. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-936898740618514434?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/936898740618514434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/11/news-dallassociazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/936898740618514434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/936898740618514434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/11/news-dallassociazione.html' title='news dall&apos;associazione'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-6950034434289992255</id><published>2011-10-17T10:18:00.001+02:00</published><updated>2011-10-17T10:23:20.986+02:00</updated><title type='text'>Volontariato secondo noi</title><content type='html'>“Volontari facciamo  la differenza”, questo il titolo della manifestazione che si è svolta a Chieti lo scorso 8 ottobre promossa dal  nostro Centro di servizio il volontariato della provincia.  Dalla mattina fino a sera la città è stata invasa dai colori e dai volti  dei volontari delle associazioni che con i loro stand hanno animato il  corso Marrucino con laboratori, dimostrazioni pratiche ed esposizioni.  Una folla di giovani, bambini e intere famiglie ha partecipato alle  numerose attività, a conclusione del cartellone di eventi promosso dal  Csv nei comuni più grandi della provincia (Vasto, Lanciano, Ortona), in  occasione dell'anno europeo del volontariato. Nel corso della mattinata riflessioni sui valori del  volontariato, solidarietà e cittadinanza con un convegno al quale ha preso  parte&amp;nbsp; padre Angelo Cupini della Comunità di recupero giovanile di via  Gaggio - Lecco. All'incontro è intervenuto &lt;b&gt;Francesco Lo Piccolo, presidente di Voci di Dentro&lt;/b&gt; che ha detto...&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Mi chiamo Francesco Lo Piccolo e sono un giornalista. Di quelli - e sento la necessità di dirlo – che tanti anni fa si sono impegnati nella professione del giornalista per conoscere e far conoscere. E forse proprio per questo mi sono affacciato nella realtà del carcere: mi era stato chiesto di aiutare a tenere dei corsi di scrittura e di aiutare nella realizzazione di un giornale del carcere di Chieti. Non ne sono più “uscito” perché ho scoperto che oltre ad insegnare io imparo. E vengo a conoscere persone che sì hanno commesso reati, anche gravi, ma che comunque hanno dignità - spesso calpestata - e molte cose da dire. E i loro testi che leggo in gran quantità, i loro pensieri e le loro storie alle volte hanno uno spessore che supera quello che si trova tra i testi dei cosiddetti uomini liberi. E una volta entrato nel carcere ho sentito anche la necessità di far nascere una associazione di volontariato per rendere meno spontanea e occasionale la nostra attività.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt; Così è nata grazie al lavoro di tante persone, la Onlus Voci di dentro, dal nome della rivista nata a Chieti e scritta dai detenuti di Chieti. Ma questo era cinque anni fa. Oggi l’Associazione Voci di dentro opera anche nelle carceri di Pescara, Vasto e per un certo periodo ha operato anche nella casa circondariale di Lanciano. L'attività (cineforum, laboratori di giornalismo e scrittura, convegni, teatro ecc.) è resa possibile grazie al sostegno di Caritas Chieti, Csv Chieti, e quote di soci e amici. Un grande aiuto ci viene inoltre da sponsor come il Comune e da Enti come la Fondazione Carichieti, la Camera di Commercio, dall’Università D’annunzio e da aziende pubbliche come Arpa e private come la Walter Tosto. L’associazione edita una rivista giunta al 15° numero quasi interamente scritta da alcuni detenuti delle Case circondariali di Chieti, Pescara, Vasto e Lanciano. Il giornale viene realizzato a Chieti in una redazione esterna alle carceri e dove operano o hanno operato detenuti che usufruiscono dell'articolo 21 e che sono stati sostenuti da borse lavoro e da persone che ci sono state affidate dall’Ufficio Esecuzioni esterne di Pescara. &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Al centro del progetto c’è la convinzione che non ci sono muri da innalzare, ma porte da aprire e che possono essere aperte con due chiavi: la chiave della cultura perché è nella sottocultura che alberga l’emarginazione e la chiave del lavoro perché spesso è la piaga della disoccupazione che fa da volano alla devianza. Queste due chiavi, dunque, sono per noi gli strumenti per avere certezza e sicurezza. E ora faccio un esempio che rende meglio il significato della nostra azione e che rappresenta bene quello che per noi significa fare volontariato. L’esempio è una storia vera che abbiamo costruito e della quale siamo fieri. E’ la storia di un detenuto che sotto la guida della direzione e degli educatori del carcere di Chieti ha seguito i nostri laboratori in carcere&amp;nbsp; e che successivamente è stato ritenuto meritevole di accedere alla misura dell’articolo 21, cioè usciva dal carcere di giorno per venire nella nostra sede dove batteva al computer i testi manoscritti degli altri detenuti. Un percorso durato 15 mesi al termine del quale è stato assunto in fabbrica sempre in articolo 21 e ora è completamente libero: operaio, magazziniere alla Walter Tosto. &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Volontariato per noi non è dunque lavorare unicamente in carcere ma è anche dare fiducia e opportunità, e dare conoscenze e chance concrete. Il risultato è che questo percorso al quale hanno contribuito direzione del carcere, ufficio di sorveglianza, educatori, assistenti sociali, società civile, enti e impresa privata ha permesso il reinserimento di una persona nella società, nel mondo civile e produttivo. Anzi di una famiglia perché il protagonista di questa storia, di questa buona prassi, è sposato e da poco gli è nata una bambina.&amp;nbsp; Un successo, ne abbiano guadagnato noi, soprattutto noi. Ne ha guadagnato il paese. Non&amp;nbsp; farlo sarebbe stato lo spreco di una vita, e se vogliano anche un inutile costo. Basta un dato: nel 2010 il sistema penitenziario italiano è costato alle casse dello Stato 2 miliardi e 700 milioni. Quasi tre miliardi per una popolazione di quasi 70 mila detenuti. Dunque per noi fare volontariato non significa farlo dentro il carcere e basta, ma significa farlo fuori, costruire occasioni di lavoro, occasioni di studio e di conoscenza. Lavorare fuori più che dentro per evitare che il fuori non sia occasione di mancato inserimento, occasione di devianza e marginalità. Per evitare la cosiddetta porta girevole. Perché i detenuti innanzitutto sono disperati, senza cultura, stranieri, emigranti, figli o nipoti delle classi più deboli. Il carcere è un lago dove entra il male della società. Se si vuole prosciugare quel lago occorre dunque lavorare nella società. Indicative le parole di monsignor Bregantini, arcivescovo di Campobasso: “Il carcere è un pezzetto della società…dove ci tornano sempre le stesse persone, per mancanza di aiuti, per l’indifferenza… è un luogo dove si raccolgono tristemente tutti i fiumi inquinati della società..…ed è per questo che bisogna agire anche a livello politico, ed ecco che si lavora per le rimozione delle cause che creano le ingiustizie, l’emarginazione, il male. Per questo è necessario lavorare oltre il carcere e non solo dentro”.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Concludo: abbiamo bisogno di fare rete, di aiuti, di coinvolgere più soggetti, e creare impresa etica. Il nostro giornale, il giornale Voci di dentro vuole perciò diventare autonomo, andare nel mercato, faremo riflettere, cosa che i giornali fanno sempre meno, e cercheremo di produrre reddito per chi ci lavora. L’ambizione è di diventare il centro di un network che comprenda radio e&amp;nbsp; tv, ovviamente in internet (per via dei costi) e nell’etere agganciandoci a radio e tv. Come associazione, ma anche creando una cooperativa sociale che crei lavoro e reddito perché è la società che ne ha bisogno. Di persone innanzitutto. Guidati dal dettato costituzionale: è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-6950034434289992255?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/6950034434289992255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/10/volontariato-secondo-noi.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/6950034434289992255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/6950034434289992255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/10/volontariato-secondo-noi.html' title='Volontariato secondo noi'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-5181272899095870364</id><published>2011-10-17T09:42:00.001+02:00</published><updated>2011-10-17T10:24:01.722+02:00</updated><title type='text'>Ionta: emergenza carceri</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;La Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato ha ascoltato il Capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Franco Ionta. Nel corso dell'audizione Ionta ha ricordato la grande emergenza in cui si trova l’intero sistema carcerarie con il sovraffollamento giunto a 67.500 detenuti dei quali circa il 42% in attesa di processo.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Di seguito le sintesi del suo intervento: un numero elevatissimo di detenuti resta in carcere solo per pochi giorni o comunque pochi mesi, determinando un continuo turnover di detenuti. Il problema del sovraffollamento è poi inevitabilmente legato al problema della carenza sia numerica sia qualitativa delle strutture penitenziarie. A tale carenza il Governo ha cercato di porre rimedio adottando come è noto il cosiddetto piano carceri. Si tratta di una misura di ampia portata che non prevede soltanto la costruzione di nuove strutture penitenziarie, ma anche l’aumento dell’organico e la promozione di misure alternative alla detenzione, nei casi in cui questo è possibile. Per quanto riguarda la costruzione di nuovi istituti, la fase progettuale preliminare è già conclusa e si prevede l’avvio della fase esecutiva entro fine anno.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Per quanto riguarda l’organico, invece, deve essere messo in rilievo come l’amministrazione penitenziaria presenti oggi una carenza di 6.000 unità. Sono previste assunzioni - per le quali è stata richiesta la necessaria copertura finanziaria al Mef - le quali, pur colmando solo in minima parte le lacune del sistema, potranno portare un miglioramento della situazione. Un altro importante problema del quale è bene trattare in questa sede, è costituito dalla gestione della sanità penitenziaria. Ci sono Regioni, come la Sicilia, in cui il passaggio della sanità al servizio sanitario nazionale non è stato ancora recepito, il che ha provocato un ulteriore sovraccarico per l’amministrazione penitenziaria. Va poi segnalata una emergenza nell’emergenza, legata al problema dei detenuti negli ospedali psichiatrici. &lt;b&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;(FONTE: ASCA, 16 OTTOBRE)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-5181272899095870364?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/5181272899095870364/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/10/ionta-emergenza-carceri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/5181272899095870364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/5181272899095870364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/10/ionta-emergenza-carceri.html' title='Ionta: emergenza carceri'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-1242292288525210734</id><published>2011-10-17T09:35:00.001+02:00</published><updated>2011-10-17T10:20:33.782+02:00</updated><title type='text'>Lavoro: l'altra faccia del carcere</title><content type='html'>Abiti sartoriali, cibi bio, vini pregiati. E’ boom di prodotti made in carcere. Che vendono e rieducano i detenuti. Ma lo Stato taglia i fondi. Questo scrive nel suo articolo su L’Espresso &lt;i&gt;Maria Veronica Orrigoni: &lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;due pagine con una sorta di mappa di quello che si produce nelle carceri italiane e dove si scopre che sono sempre più le aziende che si affidano al lavoro dei detenuti e che il 90 per cento di chi lavora una volta fuori non torna a delinquere. Un successo che abbiamo sperimentato in prima persona come associazione Voci di dentro con il caso di un detenuto che ha partecipato ai nostri laboratori e che dopo 15 mesi in borsa lavoro con articolo 21 adesso è occupato, da libero, in una fabbrica di Chieti Scalo.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://rassegna.lavoro.gov.it/PDF/2011/2011-10-20/2011102019914474.pdf"&gt;Qui l'articolo de L'Espresso&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;a href="http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/giustizia-boutique-rebibbia-quando-il-made-in-carcere-diventa-mezzo-di-rieducazione"&gt;qui il testo HTML da Ristretti&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;a href="http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/giustizia-boutique-rebibbia-quando-il-made-in-carcere-diventa-mezzo-di-rieducazione"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-1242292288525210734?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/1242292288525210734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/10/lavoro-laltra-faccia-del-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1242292288525210734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1242292288525210734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/10/lavoro-laltra-faccia-del-carcere.html' title='Lavoro: l&apos;altra faccia del carcere'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-4940118832201715249</id><published>2011-08-30T12:39:00.000+02:00</published><updated>2011-08-30T12:39:52.250+02:00</updated><title type='text'>Chi sono i detenuti</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;Su 60 mila detenuti poche migliaia sono per reati legati alla  criminalità organizzata, qualche decina per terrorismo, pochissimi per  il grande spaccio di stupefacenti... Praticamente non abbiamo invece  detenuti per corruzione, per bancarotta o per evasione fiscale. Mentre  la stragrande maggioranza sono reclusi per furto, rapina, ricettazione o  piccolo spaccio. Una certa rilevanza ha perfino il numero di immigrati  arrestati per la vendita di prodotti contraffatti che rientra in quelle  condotte marginali tipiche dei migranti del tutto prive di una reale  offensività nei confronti della collettività. (&lt;i&gt;Giuseppe Cascini, segretario dell'Associazione nazionale magistrati e  esponente di Magistratura democratica, dal Consiglio d'Europa - intervista apparsa&lt;/i&gt; &lt;i&gt;il 28 agosto su Il manifesto&lt;/i&gt;) &lt;/blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;a href="http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/giustizia-cascini-anm-dal-fatto-alla-persona-cosi-il-diritto-penale-e-andato-alla-deriva"&gt;L'intervista integrale &lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-4940118832201715249?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/4940118832201715249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/08/chi-sono-i-detenuti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/4940118832201715249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/4940118832201715249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/08/chi-sono-i-detenuti.html' title='Chi sono i detenuti'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-2777780903055224501</id><published>2011-08-29T13:17:00.001+02:00</published><updated>2011-08-29T13:22:27.423+02:00</updated><title type='text'>un articolo tratto da "Il carcere possibile Onlus"</title><content type='html'>L' appello del Capo dello Stato, i numerosi digiuni di protesta e le visite di Ferragosto non sono bastati ad accendere i riflettori sull' illegalità che si consuma negli Istituti di Pena Italiani, ancora più accentuata nel periodo estivo. Eppure un serio discorso economico sul carcere può e deve essere affrontato. (Avv. Riccardo Polidoro - Presidente "Il Carcere Possibile Onlus" - Camera Penale  di Napoli)&lt;span class="testotitolo"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="testotitolo"&gt;Nulla di concreto è programmato ed un'altra  estate sta finendo, lasciando, come sempre, i detenuti e i loro  familiari, soli a combattere contro ingiuste sofferenze. Non vi è dubbio  che risolvere la terribile crisi economica che si sta abbattendo sul  nostro Paese sia la priorità da affrontare, ma tra le misure che il  Governo e il Parlamento si accingono ad adottare non ve n'è alcuna che  riguarda l'esecuzione della pena. Si dirà: ma perchè pensare al carcere  se è&amp;nbsp; necessario&amp;nbsp;far quadrare i conti e sanare il bilancio dello Stato ?  Si dirà: se proprio l'argomento deve essere affrontato, l'unica  possibilità sarebbe quella di tagliare i fondi destinati agli Istituti  di Pena, come si è fatto sistematicamente negli ultimi anni! Duplice  errore ! La gestione economica delle carceri è disastrosa e tagli non è  possibile più farne, perchè si è giunti al limite massimo, oltre il  quale c'è il baratro. Proviamo allora a ragionare.&lt;br /&gt;Dal 2000 ad oggi le carceri sono costate 2miliardi e mezzo di Euro  all'anno. L'80% di tale cifra è speso per il personale, circa 48.000  dipendenti. Il 13% è speso per i detenuti. il 4,4&amp;nbsp;% per la manutenzione  delle strutture. Il 3,4% per la gestione (acqua, luce, gas, ecc.). Le  ultime finanziarie hanno imposto tagli ogni anno, con una riduzione  diseguale delle risorse: 5% sul personale, 31% sul resto. Con&amp;nbsp;l'aumento  delle presenze dei detenuti e la sistematica diminuzione del  finanziamenti, si è giunti a prevedere, per ciascun detenuto,&amp;nbsp;€&amp;nbsp;3,95 al  giorno per i pasti e 11 cent, per le attività scolastiche, culturali e  sportive. Ulteriori tagli sarebbero criminali (Dati elaborati da  "Ristretti Orizzonti" - Paolo Persichetti - "Liberazione").&lt;br /&gt;Inoltre va sottolineato che il costante sovraffollamento genera  malessere non solo per i detenuti (che pur dovrebbero essere tutelati),  ma tra lo stesso personale dell'Amministrazione Penitenziaria, con una  ricaduta economica disastrosa. L'OSAPP, uno dei Sindacati della Polizia  Penitenziaria, in questi giorni ha diffuso dati spaventosi: nel 2011 ,  per il clima incandescente che vi è negli Istituti di Pena, circa 8.000  agenti sono stati vittime di aggressioni, con il risultato di 5.600  giornate di lavoro perse , ma retribuite, più le spese di ricovero,  esami clinici e cure a carico della sanità pubblica, per una spesa  complessiva per l'erario di circa 1 milione di Euro&amp;nbsp;. La Polizia  Penitenziaria rappresenta solo il 13% del comparto sicurezza  (carabinieri, polizia, ecc...), mentre in tale comparto coloro che  ottengono periodi di convalescenza per infermità dipendenti da cause di  servizio sono per il 40% appartenenti alla polizia penitenziaria.&lt;br /&gt;E' necessario, allora, nell'affrontare la crisi economica, parlare anche  di carcere. Tra riduzioni delle pensioni e aumento dell'iva, si discuta  anche di questo.&amp;nbsp;Si tengano presenti le proposte che l'Avvocatura e le  Associazioni indicano da tempo, per diminuire la popolazione carceraria e  non si continui a invocare il carcere per ogni evento drammatico  riportato dai media, come recentemente è stato fatto dal Ministro  dell'Interno e dal neo-Ministro della Giustizia, che hanno invocato il  carcere con l'istituzione di un nuovo reato: l'omicidio stradale&amp;nbsp;o a  mare, fattispecie già previste dal Codice Penale.&lt;br /&gt;Un serio discorso economico anche sull'esecuzione della pena contribuirà  a sanare il bilancio dello Stato e a restituire dignità non solo ai  detenuti e al personale dell'Amministrazione Penitenziaria, ma allo  stesso Paese. (28 agosto 2011 -&lt;/span&gt; Avv. Riccardo Polidoro - Presidente "Il Carcere Possibile Onlus" - Camera Penale  di Napoli&lt;span class="testotitolo"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-2777780903055224501?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/2777780903055224501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/08/un-articolo-tratto-da-il-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/2777780903055224501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/2777780903055224501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/08/un-articolo-tratto-da-il-carcere.html' title='un articolo tratto da &quot;Il carcere possibile Onlus&quot;'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-350399424467647414</id><published>2011-08-13T20:03:00.000+02:00</published><updated>2011-08-13T20:03:38.149+02:00</updated><title type='text'>il 14 agosto sciopero della fame e della sete</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Cdy7rbsj3z0/Tka7oH8KKsI/AAAAAAAAAJc/Iq2WskejBuY/s1600/sciopero14.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="217" src="http://3.bp.blogspot.com/-Cdy7rbsj3z0/Tka7oH8KKsI/AAAAAAAAAJc/Iq2WskejBuY/s320/sciopero14.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.radicali.it/primopiano/20110806/convocazione-straordinaria-del-parlamento-14-agosto-un-giorno-di-sciopero-totale"&gt;link  radicali.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-350399424467647414?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/350399424467647414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/08/il-14-agosto-sciopero-della-fame-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/350399424467647414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/350399424467647414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/08/il-14-agosto-sciopero-della-fame-e.html' title='il 14 agosto sciopero della fame e della sete'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Cdy7rbsj3z0/Tka7oH8KKsI/AAAAAAAAAJc/Iq2WskejBuY/s72-c/sciopero14.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-3393412193012751801</id><published>2011-07-21T23:06:00.003+02:00</published><updated>2011-07-21T23:19:33.053+02:00</updated><title type='text'>Borea legge alcuni testi di Festinese</title><content type='html'>&lt;iframe frameborder="0" height="150" src="http://player.vimeo.com/video/26736174?title=0&amp;amp;byline=0&amp;amp;portrait=0" width="200"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/26736174"&gt;Untitled&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/user5301090"&gt;vocididentro&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com/"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;Tra il 17 e il 20 luglio 2011 si è svolta a Chieti la rassegna Chieti Mostra Libri. Nel corso dell'ultima serata Icks Borea ha letto alcuni testi di Giuseppe Festinese, attualmente detenuto a Lanciano e tra i partecipanti al laboratorio di scrittura di Voci di Dentro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-3393412193012751801?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/3393412193012751801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/07/borea-legge-alcuni-testi-di-festinese.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/3393412193012751801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/3393412193012751801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/07/borea-legge-alcuni-testi-di-festinese.html' title='Borea legge alcuni testi di Festinese'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-240951501618149553</id><published>2011-07-13T21:26:00.000+02:00</published><updated>2011-07-13T21:26:24.136+02:00</updated><title type='text'>Un articolo di Travaglio</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:PunctuationKerning/&gt;   &lt;w:ValidateAgainstSchemas/&gt;   &lt;w:SaveIfXMLInvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:IgnoreMixedContent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:Compatibility&gt;    &lt;w:BreakWrappedTables/&gt;    &lt;w:SnapToGridInCell/&gt;    &lt;w:WrapTextWithPunct/&gt;    &lt;w:UseAsianBreakRules/&gt;    &lt;w:DontGrowAutofit/&gt;    &lt;w:UseFELayout/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;img src="http://img2.blogblog.com/img/video_object.png" style="background-color: #b2b2b2; " class="BLOGGER-object-element tr_noresize tr_placeholder" id="ieooui" data-original-id="ieooui" /&gt; &lt;style&gt;st1\:*{behavior:url(#ieooui) }&lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt; /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;}&lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto;"&gt;&lt;b&gt;da Il Fatto Quotidiano, 12 luglio 2011&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Facciamo schifo. Schifo tutti noi che ce ne freghiamo allegramente dei 67 mila detenuti stipati l’uno sull’altro in carceri da terzo mondo, con celle fatiscenti, promiscue, malsane, insicure, disumane, illegali e criminogene, che ne possono ospitare al massimo 44 mila (meno di 3 metri quadrati per ogni detenuto contro i 7,5 imposti dall’Europa). qui tutto l'articolo &lt;a href="http://www.radicali.it/rassegna-stampa/come-svuotare-carceri-costo-zero"&gt;come svuotare le carceri a costo zero&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-240951501618149553?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/240951501618149553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/07/un-articolo-di-travaglio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/240951501618149553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/240951501618149553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/07/un-articolo-di-travaglio.html' title='Un articolo di Travaglio'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-7114491019340105760</id><published>2011-07-13T20:13:00.002+02:00</published><updated>2011-07-13T20:18:10.604+02:00</updated><title type='text'>Liberamente: a teatro col "due di picche"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Applausi a scena aperta all’Auditorium De Cecco di Pescara dove è andato in scena “Il due di picche” spettacolo teatrale del laboratorio teatrale del carcere di Pescara con 12 attori detenuti nell’ambito del percorso trattamentale “Liberamente” condotto in collaborazione con l’Associazione Onlus “Ad Hoc” presieduta da Manuela Tabossi. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Il lavoro è stato scritto su misura per ciascun detenuto attore da Manuela Tabossi, all’esito di un percorso trattamentale che ha posto i detenuti partecipanti faccia a faccia con se stessi e con le proprie scelte esistenziali, un percorso incentrato sulla rielaborazione delle storie di vita di ciascun recluso e sull’attivazione delle personali risorse positive e che ha determinato, per tanti, un cambiamento di vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dicono il direttore dottor Pettinelli e il dirigente aggiunto dottoressa Avantaggiato: “E’ stato e rimarrà un percorso di cambiamento. Un cambiamento che si è potuto compiere, perché una fitta rete di operatori è stata capace di stringersi attorno alle persone detenute, di trovare in loro la chiave per varcare il confine labilissimo che divide il bene dal male, direzione bene.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un percorso che è stato reso possibile dal carisma di Manuela Tabossi, conduttrice del laboratorio e dalla sua eccellente collaboratrice Angela Di Savino; dai modelli rieducativi attuati dalla competenza professionale e dalla sensibilità umana di due eccellenti educatrici D.ssa&amp;nbsp; Olivieri e D.ssa Di Febo; dal contesto favorevole creato dagli operatori di Polizia Penitenziaria , impegnati nel superare i mille ostacoli che si frapponevano alla riuscita del percorso stesso. Un cambiamento reso possibile dal grandissimo senso di umanità e dalla pressocchè totale disponibilità sempre dimostrati nei fatti dai volontari della CRI che collaborano con il carcere di Pescara, i quali, per l’occasione, si sono fatti carico dell’accompagnamento dei detenuti in permesso premio, nonché di prestare ogni necessario supporto all’iniziativa stessa; un cambiamento accompagnato, altresì, dai volontari della Caritas diocesana&amp;nbsp; sempre fattivamente ed&amp;nbsp; efficientemente presenti. Un percorso che, soprattutto, ha visto l’accompagnamento di tanti attori – libere persone le quali si sono materialmente&amp;nbsp; poste accanto ai detenuti, sostenendoli nel lavoro teatrale, ma offrendosi come riferimento ed aiuto anche nel disagio della carcerazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il palcoscenico sul quale detenuti e persone libere si sono esibite non è solo quello del teatro, ma esso diventa metaforicamente il palcoscenico della vita:&amp;nbsp; una&amp;nbsp; recita di&amp;nbsp; parti, di scelte ed una condivisione di esperienze; un palcoscenico sul quale si può rappresentare un lavoro bello ed emozionante, puntando alla scoperta delle positive risorse di ciascuno,&amp;nbsp;&amp;nbsp; nella reciproca disponibilità all’accoglienza dell’umanità di ciascuno. In concreto è stato portato all’esterno del carcere “un pezzo di carcere”, per far conoscere un altro aspetto della realtà: il carcere non è solo sbarre e privazione di libertà; il carcere è anche “cammino” che, se attuato con disponibilità, ben può condurre al cambiamento. La criminalità non è solo nefandezza ed atrocità; anche nel mondo oscuro del crimine possono nascondersi persone con sentimenti e risorse positive che, se scoperte, ben possono diventare la chiave di svolta nelle esistenze.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Infatti il progetto teatrale rappresentato è parte di un percorso chiamato “Liberamente” perché&amp;nbsp; soltanto una conoscenza&amp;nbsp; che raggiunge i tanti aspetti di una stessa realtà, soltanto una conoscenza che vede anche l’altra faccia della stessa medaglia, può essere una conoscenza vera, libera da pregiudizi, per l’appunto&amp;nbsp; espressione di una “mente libera”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il testo di una canzone&amp;nbsp; che è una poesia recita: “caro Bambino Gesù, dal volto mezzo pulito e mezzo sporco&amp;nbsp; di terra per chi non ha sogni e nemmeno un vestito”. E’ una canzone bellissima, un percorso introspettivo alla ricerca del volto &lt;i&gt;mezzo pulito&lt;/i&gt; che alberga in ognuno, accanto al&amp;nbsp; mezzo volto &lt;i&gt;sporco di terra&lt;/i&gt;. Una poesia che è&amp;nbsp; un po’ anche un appello alla misericordia, alla pietà cristiana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con il progetto “Liberamente” vogliamo puntare i riflettori dell’informazione e della conoscenza su un altro aspetto della realtà penitenziaria, un aspetto spesso sommerso, un aspetto che però è nelle persone condannate. Una mente è libera quando può conoscere&amp;nbsp; la luce che è anche nelle persone condannate e che rischiara quella &lt;i&gt;metà volto pulito&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-7114491019340105760?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/7114491019340105760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/07/liberamente-teatro-col-due-di-picche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/7114491019340105760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/7114491019340105760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/07/liberamente-teatro-col-due-di-picche.html' title='Liberamente: a teatro col &quot;due di picche&quot;'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-8034524112457095264</id><published>2011-07-09T19:04:00.006+02:00</published><updated>2011-07-10T01:22:17.935+02:00</updated><title type='text'>la scuola in carcere</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;Cerimonia di chiusura delle attività scolastiche 2010/2011 presso la Casa  Circondariale di Torre Sinello di Vasto con la consegna dei diplomi di licenza elementare e media ai detenuti ed incontro con i ragazzi della scuola media Rossetti partecipanti al progetto “Il mondo a strisce”. Il direttore Carlo Brunetti, il comandante della Polizia Penitenziaria Ettore Tomassi e le educatrici Antonella Tondi e Giuseppina Rossi hanno ricevuto i capi di istituto, Maria Pia Di Carlo e Letizia Stangarone, le docenti del Centro Territoriale Permanente ed i docenti titolari delle classi III A e III media del corso territoriale serale nonché una rappresentanza di alunni delle classi partecipanti al progetto “Il sole a strisce” curato dal professor Franco Sacchetti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: red;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://ilgiornalevocididentro.files.wordpress.com/2011/07/fumetto_carcere_ok.doc"&gt;il progetto "Corso di fumetto in carcere"&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.vocididentro.it/soleAstrisce1.wmv"&gt;qui i disegni dei detenuti del corso di Sacchetti&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.vocididentro.it/soleAstrisce2.wmv"&gt;e anche qui&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;qui in pdf: &lt;a href="http://ilgiornalevocididentro.files.wordpress.com/2011/07/sole-a-strisce.pdf"&gt;disegni 1&lt;/a&gt; , &lt;a href="http://ilgiornalevocididentro.files.wordpress.com/2011/07/sole-a-strisce-media.pdf"&gt;disegni 2&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: red; color: red;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: red; color: red;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: red;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;“L’apertura al territorio e la comune progettualità con le istituzioni scolastiche - ha spiegato il direttore del carcere Carlo Brunetti - promuove la conoscenza delle problematiche del pianeta carcere nell'importante e grande funzione rieducativa e non unicamente e riduttivamente punitiva”. “Per la direzione didattica - ha sottolineato Maria Pia Di Carlo – la scuola in carcere rappresenta un valore aggiunto”. ”Ho avuto l’opportunità di conoscere – ha aggiunto Letizia Stangarone - la realtà della scuola nel carcere nella mia prima reggenza direttiva a Bari ed è stata per me un’esperienza molto formativa che mi ha rincontrata nell’attuale dirigenza e che continuerò a seguire con un particolare impegno ed attenzione”. “La scuola nel carcere può e deve aprirsi al territorio per educare ed essere educata; per questo abbiamo abbracciato il progetto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Il sole a strisce&lt;/i&gt;", afferma l’educatrice Giuseppina Rossi. E così il professor Franco Sacchetti: “E’ stato un progetto d’integrazione partito inizialmente nella perplessità del raccordo tra le utenze eterogenee per vissuti e fasce di età, ma terminato con risultati sorprendenti di condivisione diretta e di scambio nella trasversalità di messaggi educativi mediante elaborati fumettistici. Bisogna abbattere i muri del pregiudizio per sensibilizzare ed educare le nuove generazioni ad una partecipazione più attiva che parta dalla consapevolezza e dalla conoscenza”.&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-8034524112457095264?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/8034524112457095264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/07/la-scuola-in-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/8034524112457095264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/8034524112457095264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/07/la-scuola-in-carcere.html' title='la scuola in carcere'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-1365516945176829488</id><published>2011-06-22T21:35:00.000+02:00</published><updated>2011-06-22T21:35:01.659+02:00</updated><title type='text'>Da detenuti a podisti</title><content type='html'>Anche le attività sportive sono importanti per il recupero e il reinserimento di chi ha sbagliato e che si trova in carcere. Di fatto sono un momento di realizzazione personale e allo stesso tempo un espediente atto a combattere tensioni e disagi. Ed è anche per questo che sabato 25 giugno alcuni detenuti della casa circondariale di Vasto saranno presenti alla maratona "1° Gran Premio Nazionale di Corsa su strada" dal titolo "Noi protagonisti" che si terrà all'interno della riserva naturale di Punta Aderci. Alcuni dei detenuti parteciperanno come podisti, altri come giudici di gara. L'iniziativa è organizzata dalla Direzione della Casa Circondariale di Vasto insieme alla Presidenza Provinciale del CSI di Chieti, con il Patrocinio del Comune di Vasto, il Comitato provinciale CONI-Chieti, l’Arcidiocesi di Chieti-Vasto, e la collaborazione della Croce Rossa Italiana. Il ritrovo è previsto alle ore 14.30 dinanzi alla struttura penitenziaria con le prime partenze per le ore 16.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-1365516945176829488?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/1365516945176829488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/06/da-detenuti-podisti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1365516945176829488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1365516945176829488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/06/da-detenuti-podisti.html' title='Da detenuti a podisti'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-8563384903066184215</id><published>2011-06-12T14:33:00.000+02:00</published><updated>2011-06-12T14:33:16.388+02:00</updated><title type='text'>Un libro e un fiore per i figli dei detenuti</title><content type='html'>In questi giorni, presso la Casa Circondariale di Chieti, ha preso il via l’iniziativa “Il bambino e il fiore”, organizzata dalla Direzione nell’ambito della Campagna di Sensibilizzazione sulla genitorialità in carcere. Il titolo è tratto da un omonimo racconto dello scrittore di favole e poesie Zaccaria Sakkis nato a Volos (Grecia) nel 1915 il quale, contattato dall’Area Educativa dell’Istituto, con grande sensibilità si è reso immediatamente disponibile a sostenere il progetto facendo recapitare al carcere varie copie gratuite delle sue opere illustrate “Favole” e “Le belle storielle”.&lt;br /&gt;E’ stato così possibile accogliere i bambini che si recano a fare visita ai loro congiunti in un modo diverso: a tutti loro sono stati offerti un libro, un bel fiore colorato (da tenere per sé o donare ai parenti da visitare) e qualche caramella. Come auspicato dagli organizzatori i libri finora donati (la distribuzione durerà sino al prossimo mercoledì) hanno rappresentato un’originale occasione di dialogo con i genitori ed un segno di accoglienza vissuto con gioia sia dai bimbi che dalle famiglie dei detenuti. &lt;br /&gt;Il significato dell’iniziativa, nella realtà penitenziaria teatina, è peraltro amplificato dalla presenza di una sezione femminile e della conseguente problematica, al termine dei colloqui, del doloroso distacco dei bambini dalle madri. Per questo motivo gli oggetti donati vogliono essere anche uno strumento di transizione, utile a favorire il pur necessario allontanamento dei piccoli e, quindi, a lenirne la tristezza. &lt;br /&gt;Come sempre preziosa ed imprescindibile la fattiva collaborazione della Polizia Penitenziaria, che dimostra straordinaria disponibilità in occasione di ogni iniziativa trattamentale proposta dalla Direzione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-8563384903066184215?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/8563384903066184215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/06/un-libro-e-un-fiore-per-i-figli-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/8563384903066184215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/8563384903066184215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/06/un-libro-e-un-fiore-per-i-figli-dei.html' title='Un libro e un fiore per i figli dei detenuti'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-7075877261613775076</id><published>2011-05-05T18:57:00.000+02:00</published><updated>2011-05-05T18:57:42.327+02:00</updated><title type='text'>Teatro in carcere</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-jkNnbiaaVFo/TcLWYJUKm9I/AAAAAAAAAI8/6VsqCd2lt0M/s1600/nap.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-jkNnbiaaVFo/TcLWYJUKm9I/AAAAAAAAAI8/6VsqCd2lt0M/s320/nap.JPG" width="243" /&gt;&lt;/a&gt;(articolo di Stefania Ortolano)&lt;br /&gt;Detenuti e detenute in scena con una commedia di Eduardo De Filippo: “Napoli milionaria”. Il primo dei tre spettacoli diretti da Paola Capone, apprezzata regista degli amanti del teatro napoletano nel circuito abruzzese, è stato proposto ieri al teatro polivalente della Casa Circondariale di “Madonna del Freddo” ai detenuti e ai familiari degli attori. Questa sera alle 21 ci sarà un’altra messa in scena su invito e domani mattina spazio agli studenti di Chieti e Pescara. “Le detenute e i detenuti della Casa Circondariale Chieti si cimentano con un mostro sacro del teatro: Eduardo De Filippo – spiega il Commissario Valentino Di Bartolomeo – quest’anno il laboratorio teatrale è arricchito dalla presenza della Sezione Femminile. In “Napoli milionaria” i detenuti esprimono professionalità e rigore artistico, come ha avuto modo di apprezzare chi è riuscito ad assistere alle prove. La composizione degli attori, inoltre, è variegata: essi provengono da ogni regione e da paesi esteri e hanno attraversato personali percorsi e vicende di marginalità sociale”. Gli spettacoli si terranno quasi in contemporanea con la trasmissione in tv della stessa commedia, nella quale Massimo Ranieri è protagonista e regista. Quella teatrale è solo una delle tante attività che i detenuti&amp;nbsp; del carcere di Chieti, diretto dalla dottoressa Giuseppina Ruggero, possono svolgere nell’ambito del progetto pedagogico. “L’obiettivo è stimolare in questi ultimi modifiche del loro comportamento e capacità di riconoscere il valore delle regole - continua Di Bartolomeo - mantenendo aperto il dialogo tra carcere e comunità esterna. La Polizia Penitenziaria del Reparto chietino poi, ha fornito un rilevante apporto alle attività, garantendo sorveglianza e supporto tecnico nelle prove e nell’allestimento”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-7075877261613775076?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/7075877261613775076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/05/teatro-in-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/7075877261613775076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/7075877261613775076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/05/teatro-in-carcere.html' title='Teatro in carcere'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-jkNnbiaaVFo/TcLWYJUKm9I/AAAAAAAAAI8/6VsqCd2lt0M/s72-c/nap.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-8618499343804889496</id><published>2011-03-25T09:47:00.001+01:00</published><updated>2011-03-25T09:48:40.845+01:00</updated><title type='text'>Situazione: i dati della Uil</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;“Nelle carceri italiani sono detenute 67.318 persone (64.370 uomini e 2.948 donne)&amp;nbsp; a fronte di una disponibilità reale di &amp;nbsp;posti detentivi pari a 45059. Un surplus di 22.259 detenuti in più rispetto alla massima capienza che determina un indice medio nazionale &amp;nbsp;di affollamento pari al &amp;nbsp;54,2 %&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt; ”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;. Lo rivela &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Eugenio Sarno segretario generale Uil Penitenziari che aggiunge: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;In nove regioni italiane il tasso di affollamento varia dal 23 al 50%. In dieci dal 51 all’ 80%. Unica regione che non presenta (apparentemente) una situazione sovraffollata&amp;nbsp; è il Trentino Alto Adige. Capofila, &amp;nbsp;per sovraffollamento, la Calabria (77,6 %), seguita da Puglia (76,3%), Emilia Romagna (73,7%) , Marche (72,1%) e &amp;nbsp;Lombardia (65,9%) . L’istituto con il più alto tasso di affollamento si conferma Lamezia Terme (193,3%), seguito da &amp;nbsp;Busto Arsizio (164,7%), Vicenza ( 155,5%). Brescia Canton Mombello (152,5 %), Mistretta (137,5%) ”. &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Continua Sarno: “Dal 1 gennaio al 20 marzo del 2011, si sono verificati 14 suicidi in cella. Nello stesso arco temporale in 91 istituti (sui 205 attivi) sono stati tentati&amp;nbsp; 194 suicidi. &amp;nbsp;I detenuti che debbono la vita a salvataggi in extremis da parte di poliziotti penitenziari assommano a 31. Il numero maggiore di tentati suicidi si è verificato a Venezia Santa M.M. (10) seguita da Como, Firenze Sollicciano e San Gimignano (7).&amp;nbsp; In 134 istituti si sono verificati 1025 episodi di autolesionismo. Il triste primato spetta a Lecce (54) seguita da Bologna e Firenze Sollicciano (33) nonché da Genova Marassi e dall’OPG di Napoli (31). Ad aggravare il quadro complessivo concorrono i&amp;nbsp; 59 episodi di aggressioni in danno di poliziotti penitenziari, &amp;nbsp;che contano 39 unità ferite che hanno riportato ferite giudicate guaribili oltre i sette giorni. A Genova Marassi il maggior numero di aggressioni ai baschi blu ( 6) seguita da OPG Aversa, OPG Napoli e Como (5). Ma non mancano nemmeno le proteste. Dal 1 gennaio al 20 marzo 2011 le manifestazioni di protesta collettive, all’interno dei penitenziari,&amp;nbsp; sono state 75. Gli scioperi della fame 1153; i rifiuti delle terapie mediche 57; i rifiuti del vitto dell’Amministrazione 217 ; gli &amp;nbsp;atti di turbamento dell’ordine e della sicurezza 59. Questi numeri fotografano oltre ogni competente commento – aggiunge SARNO – la realtà che connota i nostri penitenziari, &amp;nbsp;sempre più città fantasma confinate nelle retrovie dell’attenzione di chi è deputato ad analizzare e risolvere le grandi questioni sociali : i politici “.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Oltre a denunciare le condizioni di estremo degrado e decadenza degli istituti penitenziari la UIL non manca di rimarcare le conseguenze, dirette, che lo sfascio del sistema carcerario riversa sulla pubblica sicurezza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;“La gravissima deficienza organica della polizia penitenziaria, stimata intorno alle 6500 unità, non solo determina carichi di lavoro insostenibili e infami condizioni di lavoro – conclude il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari – ma produce effetti devastanti per l’ordine pubblico. I cinque evasi, nelle ultime settimane (da Augusta, Voghera e Roma) &amp;nbsp;testimoniano, in modo significativo e indicativo,&amp;nbsp; questa eventualità. Non poter garantire, per penuria d’organico, &amp;nbsp;adeguata sorveglianza ai detenuti ristretti (persino a quelli classificati Alta Sicurezza) ed ai detenuti&amp;nbsp; ricoverati nelle corsie ordinarie dei nostro ospedali e non poter effettuare i servizi di traduzione in canoni di sicurezza è un grave vulnus per l’ordine pubblico. Ne abbia consapevolezza il Ministro dell’Interno Maroni. Lo stesso Guardasigilli farebbe bene ad approfondire e vigilare sulla gestione dei detenuti sottoposti al 41-bis . Per legge, &amp;nbsp;questa tipologia di detenuti dovrebbe essere sorvegliata dal reparto specializzato della polizia penitenziaria GOM (Gruppo Operativo Mobile). Ma in più di una struttura (Parma su tutte, a seguire Milano Opera, Novara, ecc. i detenuti al 41-bis&amp;nbsp; non sempre sono affidati al personale del GOM. Anche su questo, come per molto altro, il Ministro Alfano non trova il tempo per ascoltarci. Noi, però, &amp;nbsp;non rinunciamo a parlarne. Lo faremo anche il 29 e 30 Marzo a Roma nel corso del &amp;nbsp;nostro &amp;nbsp;Comitato Direttivo Nazionale ”. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh6.googleusercontent.com/-tgrAHoBPRQ8/TYxWDjsXdvI/AAAAAAAAAIw/P_b4_z6c6e8/s1600/scheda.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="170" src="https://lh6.googleusercontent.com/-tgrAHoBPRQ8/TYxWDjsXdvI/AAAAAAAAAIw/P_b4_z6c6e8/s400/scheda.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-8618499343804889496?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/8618499343804889496/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/03/situazione-carcer-i-dati-della-uil.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/8618499343804889496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/8618499343804889496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/03/situazione-carcer-i-dati-della-uil.html' title='Situazione: i dati della Uil'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh6.googleusercontent.com/-tgrAHoBPRQ8/TYxWDjsXdvI/AAAAAAAAAIw/P_b4_z6c6e8/s72-c/scheda.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-566916376482881319</id><published>2011-03-21T09:06:00.000+01:00</published><updated>2011-03-21T09:06:27.999+01:00</updated><title type='text'>Suicidio nel carcere di Pescara</title><content type='html'>Un uomo di 35 anni, Mario Di Fonso, si è suicidato sabato mattina nel carcere di Pescara impiccandosi alle sbarre con un rudimentale cappio ricavato da una striscia di lenzuolo. Era in carcere dallo scorso settembre, quando fu arrestato assieme ad altre sette persone nell’ambito di un’inchiesta del commissariato di Lanciano per un presunto traffico di sostanze stupefacenti.&lt;br /&gt;Salgono a 13 i detenuti morti per suicidio dall’inizio del 2011 (4 nel solo mese di marzo) e a 33 il totale dei detenuti morti per cause diverse nelle carceri italiane.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-566916376482881319?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/566916376482881319/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/03/suicidio-nel-carcere-di-pescara.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/566916376482881319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/566916376482881319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/03/suicidio-nel-carcere-di-pescara.html' title='Suicidio nel carcere di Pescara'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-3561225708900200994</id><published>2011-03-17T20:01:00.000+01:00</published><updated>2011-03-17T20:01:48.088+01:00</updated><title type='text'>Emergenza penitenziaria e diritti</title><content type='html'>Lunedì 21 marzo, alle ore 17 a Firenze, presso la Sala delle Collezioni di Palazzo Bastogi, sarà presentato “Diritto Penitenziario”, manuale di Carlo Brunetti e Marcello Ziccone edito dalla Simone. Seguirà un dibattito sul tema “Emergenza penitenziaria e Diritti Umani”: interverranno l'assessore ai Diritti Umani della Regione Toscana Riccardo Nencini, il docente Emilio Santoro, la Presidente del Tribunale di sorveglianza di Firenze Antonietta Fiorillo, il&amp;nbsp; Provveditore regionale Amministrazione Penitenziaria Maria Pia Giuffrida,&amp;nbsp; il Garante dei Diritti dei detenuti a Firenze Franco Corleone e Carlo Brunetti e Marcello Ziccone.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/09/diritto-penitenziario-il-manuale.html"&gt;note sugli autori e sul libro&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-3561225708900200994?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/3561225708900200994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/03/emergenza-penitenziaria-e-diritti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/3561225708900200994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/3561225708900200994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/03/emergenza-penitenziaria-e-diritti.html' title='Emergenza penitenziaria e diritti'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-2574910223941236439</id><published>2011-03-11T00:50:00.002+01:00</published><updated>2011-03-11T01:05:57.858+01:00</updated><title type='text'>Una lettera dagli Usa</title><content type='html'>&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;"L’estate scorsa ero a Roma per accudire mio padre. Mi sono presa due giorni&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;di “permesso” per andare a Pescara. Andavo a rincontrare una cara&lt;br /&gt;amica, compagna di scuola alle medie e ritrovata grazie a facebook. Ero&lt;br /&gt;quindi nell’autobus emozionata per l'incontro quando, lasciata da&lt;br /&gt;qualcuno, ho visto su un sedile una rivista. “Voci di dentro” era il nome.&lt;br /&gt;E’ stata attrazione a prima vista. Non sapevo a cosa si riferisse ma quelle&lt;br /&gt;figure di donne mal truccate e col cappuccio sono state una calamita per&lt;br /&gt;me. Ero quasi arrivata a destino sicchè ho preso la rivista e l’ho portata&lt;br /&gt;con me a Miami. E’ qui che l’ho letta. Sapevo che doveva essere qualcosa&lt;br /&gt;di prezioso perché quando sento queste forze cosi poderose che mi&lt;br /&gt;spingono a fare qualcosa, come prendere la rivista e non lasciarla, è&lt;br /&gt;sempre perché c’è qualcosa di molto speciale coinvolto.&lt;br /&gt;Quando ho iniziato a leggere la rivista non mi sono potuta fermare. Non ho&lt;br /&gt;solo ascoltato queste “voci di dentro”, ma le ho sentite, le ho assorbite. Ora&lt;br /&gt;fanno parte di me. Sento che possono parlare attraverso me. Sicché ho&lt;br /&gt;fatto uscire le loro parole nella miglior forma che ho per comunicare quello&lt;br /&gt;che sento: attraverso la pittura.&lt;br /&gt;Ho dipinto il volto di una persona qualunque, senza che se ne capisca la&lt;br /&gt;razza, il sesso o l’età. Una bocca grande, spalancata, fa uscire il suo grido,&lt;br /&gt;la sua “voce di dentro”. Nella testa: un cavallo bianco, simbolo della liberta’&lt;br /&gt;che è sempre nella mente. Ai piedi del quadro le donne col cappuccio con&lt;br /&gt;i tristi numeri: 7 i morti asfissiati dal gas, 26 i detenuti impiccati...&lt;br /&gt;Gli occhi però sono aperti, per vedere il futuro e verdi, del colore della&lt;br /&gt;speranza. Ed è da quegli occhi che escono gocce d’argento che si&lt;br /&gt;espandono, e diventano sempre piu grandi come simbolo di un futuro&lt;br /&gt;prezioso.&lt;br /&gt;Ho voluto scrivervi, non so nemmeno bene dove, e mandarvi una fotografia&lt;br /&gt;del quadro. Se il quadro piace o no, non ha importanza. L’importante è&lt;br /&gt;che quelle “voci di dentro” sappiano che le loro voci arrivano a chi sta&lt;br /&gt;"fuori" e arrivano lontano, oltrepassano l'oceano e camminano senza fermarsi.&lt;br /&gt;Parleranno nelle mie mostre, a Miami e a New York e, attraverso il mio sito&lt;br /&gt;web, voleranno nello spazio cibernetico dove non esiste nè il dentro nè il fuori".&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Mila Tapperi &lt;/i&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-IMAmL3tlFTY/TXliW7PSr-I/AAAAAAAAAIk/d8PJTjy12Og/s1600/voci_di_dentro_foto.jpg1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="317" src="https://lh3.googleusercontent.com/-IMAmL3tlFTY/TXliW7PSr-I/AAAAAAAAAIk/d8PJTjy12Og/s320/voci_di_dentro_foto.jpg1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;il quadro di Mila Tapperi Hajjar (dal sito &lt;a href="http://www.milahajjar.com/"&gt;www.milahajjar.com&lt;/a&gt;)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-2574910223941236439?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/2574910223941236439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/03/lettera-dagli-usa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/2574910223941236439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/2574910223941236439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/03/lettera-dagli-usa.html' title='Una lettera dagli Usa'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh3.googleusercontent.com/-IMAmL3tlFTY/TXliW7PSr-I/AAAAAAAAAIk/d8PJTjy12Og/s72-c/voci_di_dentro_foto.jpg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-1955622301878242528</id><published>2011-03-02T23:54:00.000+01:00</published><updated>2011-03-02T23:54:07.398+01:00</updated><title type='text'>Ancora morti in carcere</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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Il primo caso per suicidio ad Avellino, il secondo a Piacenza per cause ancora da accertare. Da inizio anno salgono a 10 i detenuti che si sono tolti la vita e a 26 il totale delle morti in carcere. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Jean Jaques Olivier Esposito, 39enne di origini francesi, si è impiccato ieri mattina verso le 10:00 nel carcere di Ariano Irpino (Av). L’uomo, in custodia cautelare per reati di droga, da tempo manifestava gravi segnali di disagio psichico: aveva già tentato più volte il suicidio e anche per questo il suo avvocato, Michele Sarno, aveva chiesto l’applicazione di una misura cautelare meno afflittiva, gli arresti domiciliari. Per tragica coincidenza esattamente due anni prima, l’1 marzo 2009, nel carcere di Avellino ci fu un altro suicidio, quello di Vincenzo Sepe, 54 enne di origini napoletane.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;D. Trebbi, 30 anni, tossicodipendente, è morto ieri pomeriggio verso le 16:00 nel carcere di Piacenza. Le poche notizie al riguardo sono state raccolte da Riccardo Arena, direttore di Radio Carcere. Sulle cause della morte sono state avviate le indagini del caso: la prima ipotesi è quella di una overdose di droga, o di un mix letale di farmaci. Il giovane, che divideva la cella con un altro detenuto, si è accasciato improvvisamente sul pavimento ed ogni tentativo di soccorso è risultato vano. &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;L’ultimo decesso di un detenuto nel carcere di Piacenza risaliva al 2 novembre 2009, quando si suicidò Isam Khaudri, tunisino di 22 anni.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-1955622301878242528?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/1955622301878242528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/03/ancora-morti-in-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1955622301878242528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1955622301878242528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/03/ancora-morti-in-carcere.html' title='Ancora morti in carcere'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-3300669622924007747</id><published>2011-02-14T12:43:00.006+01:00</published><updated>2011-02-14T18:50:43.900+01:00</updated><title type='text'>Detenuto muore in carcere a Chieti</title><content type='html'>Un detenuto è morto nella Casa circondariale di Chieti, in via Janni 33, alla periferia della città. Si chiamava Raffaele Busiello e avrbbe compiuto 28 anni il prossimo novembre. Originario di Napoli, detenuto a Chieti da&amp;nbsp; circa 4 mesi, è presumibilmente morto tra le 23 di sabato 12 febbraio e le 4 del mattino di domenica 13. Lo hanno scoperto senza vita i compagni di cella. Domani l'autopsia chiarirà le cause del decesso, al momento l'ipotesi è quella di arresto cardiocircolatorio per infarto o altra causa. Era malato e sofferente per diverse patologie. Subito  sono stati informati i familiari (che sono arrivati in carcere nella tarda mattinata di domenica), il direttore della Casa circondariale, il comandante, il medico legale, il magistrato di sorveglianza. Con la morte di Busiello diventano 15 i detenuti morti nelle carceri italiane dall'inizio dell'anno, 6 di loro avevano meno di 30 anni e altri 7 un’età compresa tra i 32 e i 39. Di questi, otto sono morti suicidi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-3300669622924007747?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/3300669622924007747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/02/detenuto-muore-in-carcere-chieti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/3300669622924007747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/3300669622924007747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2011/02/detenuto-muore-in-carcere-chieti.html' title='Detenuto muore in carcere a Chieti'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-463302802804400686</id><published>2010-12-28T16:57:00.000+01:00</published><updated>2010-12-28T16:57:12.924+01:00</updated><title type='text'>Le vite degli altri</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0.49cm; margin-top: 0.49cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;E' uscito &lt;a href="http://en.calameo.com/read/0003421541ec6b10bb874"&gt;il numero 14 di Voci di Dentro&lt;/a&gt;. Molti dei testi sono riflessioni sul proprio vissuto e ricordi d'infanzia. Storie familiari passate e presenti, con uno sguardo al futuro...con speranze e fiducia. Il numero si intitola &lt;/i&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Le Vite degli Altri.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0.49cm; margin-top: 0.49cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Qui l'editoriale di Francesco Lo Piccolo:&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;Per noi non ci devono essere muri. Soprattutto i muri interiori. E questo perché siamo convinti che non ci sono un noi e un loro, e non ci sono Altri da cui difendersi o da attaccare, conquistare o educare alla democrazia. Eppure questa volta, volutamente, in copertina abbiamo usato la parola Altri. Lo abbiamo fatto per raccontare Le Vite degli Altri che non sono quelle della foto con la famiglia ricca e felice con bambini adorati, auto di lusso, cani di nobile razza e governante, ma quelle reali, anche magari solo sognate, inseguite, copiate da questo o quel modello. Le vite dei detenuti. E non siamo noi a raccontarle, ma sono loro a raccontarsi. In prima persona.&amp;nbsp;E a leggere si scopre quello che è ovvio. Che sono vite uguali a quelle di tutti: sono vite di padri e di figli che per poco, molto poco, sono finiti in carcere, appunto tra e con gli Altri. Finiti lì perché quello era l'ambiente in cui erano cresciuti e quella era la radice della loro esistenza, una radice che è come un marchio, come la stigma dell'ex detenuto, un marchio in una società congelata, disuguale e immobile dal punto di vista sociale, dove ancora oggi chi è figlio di notaio diventa notaio e chi è figlio di camorrista o rapinatore non può far altro che fare il lavoro del camorrista e del rapinatore, eccezioni a parte. Diventati quello che sono anche per scelta, se è stata davvero una scelta. Oppure finiti in carcere per il solo desiderio di cambiare, di lasciare miserie o guerre, e invece ricacciati indietro - scaduti dopo l'uso - e trasformati in clandestini e illegali, abbandonati alle organizzazioni criminali, in forza di leggi illegittime sia dal punto di vista giuridico (l'emigrazione è un diritto) che da quello morale. Pagina dopo pagina si scopre ancora quello che è ovvio: che sono Vite messe ai margini e non raccontate per quello che veramente sono, dipinte come emergenza quando l'emergenza non esiste visto che il numero dgli omicidi (500-600 all'anno in Italia- stime 2009) è in continua scesa. Vite sbattute a raffica sui giornali e sulla Tv della paura, riesumate a distanza di anni, sezionate e ricostruite con tanto di plastici dell'orrore. Dimenticando che una cosa è l'errore e un'altra cosa è l'errante il quale, come recita l'enciclica "Pacem in terris" è un essere umano, che conserva in ogni caso la sua dignità di persona e va considerato e trattato come si conviene a tanta dignità.&amp;nbsp;Le Vite degli Altri sono anche vite sprecate, spesso distrutte, con gli affetti frantumati, figli e padri perduti, dimenticati nel vuoto e nel dolore. Vite separate giorno dopo giorno, come una pena che si aggiunge alla precedente. Con il risultato che ci sono figli che vanno a trovare i padri e che a loro volta, diventati grandi, riceveranno in carcere la visita dei loro figli. Con il risultato che nelle carceri italiane ci sono 59 donne madri che hanno in cella i loro figli piccoli sotto i tre anni. Vite disuguali per le quali il carcere non è e non sarà mai un deterrente. O comunque in misura del tutto inferiore ai risultati che invece si ottengono da pene alternative, affidamento, domiciliari. Le Vite degli Altri sono qui in queste pagine per dirci molto di più. Per dirci, tra l'altro, di come i figli pagano le colpe dei genitori, ma anche e soprattutto che alla fine c'è sempre un momento in cui un figlio chiederà scusa sapendo che “per quanto si possa cambiare - per fare il verso a Ben Affleck in The Town - nella vita bisognerà sempre pagare per ciò che si è fatto”. Perché come dice tra sé l'Ulisse Bernardini in Sangue mio “il destino è come la giustizia, ma non quella delle corti d'assise, ma quella scritta da una legge ben più interiore secondo la quale quando uno sceglie la propria vita sempre alla fine mette in conto che le proprie azioni finiscono in una bilancia in cui tutto si riequilibra...e quel momento devi avere il coraggio di affrontarlo”.&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0.49cm; margin-top: 0.49cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-463302802804400686?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/463302802804400686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/12/le-vite-degli-altri.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/463302802804400686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/463302802804400686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/12/le-vite-degli-altri.html' title='Le vite degli altri'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-1571386208750711932</id><published>2010-12-21T08:52:00.001+01:00</published><updated>2010-12-21T18:51:22.761+01:00</updated><title type='text'>Ricordi d'infanzia</title><content type='html'>&lt;b&gt;di Leomax*&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Chieti - Ricordo il primo giorno di scuola, avevo un grembiule nero con un colletto bianco e un fiocco azzurro ed ero molto contento, come lo era mia madre.&amp;nbsp; Fino alla terza elementare andavo bene.&amp;nbsp; Sapevo scrivere e il maestro era contento di me, anche perché sapeva che i miei genitori facevano molti sacrifici. Purtroppo conobbi due miei coetanei che facevano una vita differente dalla mia. Avevano soldi per la pizza, andavano al cinema, erano molto più liberi, e io ne rimasi affascinato e diventai loro amico. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Sembra la storia di Pinocchio, quando incontrò il gatto e la volpe. Dopo la scuola ci vedevamo e ricordo le discussioni con mia madre che non voleva. Ma non l’ascoltai perché per me erano qualcosa di inspiegabile. E così poco alla volta ho cominciato a trascurare la scuola, a compiere anche dei piccoli furti alla Standa: rubavo calzette, caramelle… &lt;br /&gt;Un giorno per le mie troppe assenze da&amp;nbsp; scuola i miei genitori vennero chiamati a un colloquio. Venne mia madre, poiché mio padre&amp;nbsp; era al lavoro in fornace. Quando tornai a casa le botte che&amp;nbsp; presi, le ricordo ancora oggi! Ma non smisi di frequentare i miei amici, era più forte di me. Passarono gli anni e incominciavo a preoccuparmi per l’esamino della quinta elementare; non studiavo più e mi vergognavo nei confronti del mio maestro e dei miei genitori. Il maestro era&amp;nbsp; veramente un grande insegnante: si chiamava Scotti e già&amp;nbsp; a quei tempi, in anticipo su tante cose, ci leggeva il giornale e&amp;nbsp; commentava le cronache&amp;nbsp; in classe. Ricordo che questa iniziativa di leggere il giornale in classe dopo tanti anni fu fatta da altri maestri. Non dimenticherò mai il mio maestro! Il giorno dell’esame mi venne anche a chiamare a casa, prendendomi per un orecchio. All’esame io portavo una maglietta gialla sotto il grembiule. Capitò che dopo tante altre domande uno dei maestri mi chiese di che colore è lo zolfo. io rimasi zitto, non lo sapevo,il mio maestro mi aiutò, indicandomi a gesti la maglietta che portavo addosso. E io fui promosso alla prima media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mia mamma ne rimase contenta, e pur sapendo che frequentavo brutte compagnie fece anche debiti per comprarmi i libri e iscrivermi alla prima media. Ma io ho frequentato la scuola soltanto per sei mesi affascinato da quel gatto da quella volpe. Povera mamma&amp;nbsp; e povero papà: avevano tentato di tutto a far sì che cambiassi strada. Purtroppo doveva andare così: sarà stato: destino non lo so! Mi sono ritrovato all’Aquila, in una prigione scuola per minorenni, ho pianto ma era troppo tardi. E looro in carcere non vennero mai a trovarmi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per un po’, una volta tornato a casa, feci il bravo ragazzo. Avevo incominciato anche a fare qualche lavoro precario. Cosa sarà accaduto dopo lascio a voi ad immaginare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;i&gt;Leomax &lt;/i&gt;è lo pseudonimo di uno dei nostri collaboratori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-1571386208750711932?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/1571386208750711932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/12/ricordi-dinfanzia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1571386208750711932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1571386208750711932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/12/ricordi-dinfanzia.html' title='Ricordi d&apos;infanzia'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-5671915761795022338</id><published>2010-12-12T09:24:00.001+01:00</published><updated>2010-12-20T10:04:47.133+01:00</updated><title type='text'>Detenuto di Chieti assunto in fabbrica</title><content type='html'>Dal 4 ottobre un detenuto del carcere di Chieti ha preso servizio presso l’azienda Walter Tosto: magazziniere a part-time con contratto di formazione e tirocinio e ottime possibilità di proroga. Succede quando si uniscono forze e sensibilità, che spesso restano fuori dai riflettori, perché si fa spazio solo alla valenza negativa del colpevole, dimenticandosi che chi sbaglia lo ha fatto una volta, ma la possibilità di redenzione non può essergli preclusa.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In questo ci credono fermamente i volontari dell’Associazione Onlus “Voci di dentro”, che hanno accompagnato il detenuto in un percorso cominciato nella Casa Circondariale di Chieti e proseguito negli uffici della redazione del giornale omonimo, dove lo stesso ha prestato servizio per quindici mesi con una borsa lavoro del Comune di Chieti, assieme ad altri due compagni uno in articolo con 21 con una borsa pagata dall’Università D’Annunzio e un altro in affidamento della Uepe.&lt;br /&gt;«E oggi questo percorso si conclude nel migliore dei modi con l’assunzione in una delle aziende più importanti del nostro territorio - ha spiegato l’assessore Politiche Sociali ed Assistenziali, Emilia De Matteo in conferenza stampa al Comune - spesso c’è un timore reverenziale da parte delle aziende a fare azioni di questo tipo, io definisco quello della Walter Tosto un atto di coraggio». «Il lavoro trattamentale svolto dagli educatori e l’impegno del volontariato - ha proseguito il presidente di Voci di dentro Francesco Lo Piccolo, giornalista del Messaggero - devono proseguire con una tappa fondamentale: l’inserimento nel mondo del lavoro. La Walter Tosto ha risposto positivamente. Ma ora ci aspettiamo che anche altre industrie partecipino a questa iniziativa, tenendo in considerazione anche la possibilità dei tanti sgravi fiscali per svantaggiati e detenuti ed ex detenuti cone ad esempio la legge Smuraglia. La sicurezza non nasce da cancelli e barriere ma da progetti di recupero».&lt;br /&gt;L’amministratore delegato della Walter Tosto, il dottor Luca Tosto ha così commentato: «Ho visto lo sforzo e la passione dell’associazione Voci di dentro e dopo aver letto i testi sulla rvista scritta dai detenuti, testi dal contenuto disarmante, c’è stata da subito la volontà dell’azienda di essere vicina al progetto».&lt;br /&gt;Piena soddisfazione anche da parte dell’Istituto penitenziario di Chieti, rappresentato dal direttore Giuseppina Ruggero e dal commissario Valentino Di Bartolomeo. «Questo è un riconoscimento del lavoro quotidiano che facciamo e denota grande sensibilità verso persone con problemi - ha detto la dottoressa Ruggero - in questo caso siamo di fronte a un detenuto che proveniva dal Carcere San Vittore di Milano. Era un numero, ora è un lavoratore. Oggi si è attuato il principio costituzionale del reinserimento di chi ha sbagliato, principio che senza la sensibilità e la disponibilità delle imprese e delle associazioni è destinato a rimanere lettera morta».&lt;br /&gt;«Si è instaurata una rete - ha concluso il commissario penitenziario Valentino Di Bartolomeo - un nostro detenuto che lavora all’interno della Walter Tosto è come entrare un po’ in quell’ambiente». (Stefania Ortolano)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-5671915761795022338?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/5671915761795022338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/12/detenuto-di-chieti-assunto-in-fabbrica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/5671915761795022338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/5671915761795022338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/12/detenuto-di-chieti-assunto-in-fabbrica.html' title='Detenuto di Chieti assunto in fabbrica'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-2783603858621507995</id><published>2010-11-22T15:08:00.017+01:00</published><updated>2010-12-20T10:05:35.367+01:00</updated><title type='text'>Un minuto da detenuto</title><content type='html'>&lt;i&gt;Dal Messaggero, edizione Abruzzo del 22/11/2010&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;di Stefania Ortolano&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre letti a castello, tre armadietti, un gabinetto alla turca, una scatola di sardine bucherellata e usata come grattugia per il formaggio, una scatola di tonno tagliata e usata come pelapatate... Questi alcuni degli "ingredienti" della cella, due metri per tre, un cubicolo per tre persone, portata in piazza Vico a Chieti dalla Onlus Voci di dentro, allestita dai detenuti di Chieti e Vasto, con le suppellettili fornite dal Direzione delle case circondariali. Fedele riproduzione di una cella. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E’ uno shock la manifestazione patrocinata da Provincia, Comuni di Chieti e Vasto, ordini Forensi, Caritas, Centro Polivalente immigrati, dal titolo "Un minuto da detenuto" con l’invito a vivere in prima persona per un minuto il carcere. In mille ci hanno "provato" nei primi due giorni dell’iniziativa e tanti hanno lasciato nel libro degli ospiti firme e impressioni. Le più toccanti quelle dei bambini e dei ragazzi (ti prende il cuore... mi manca l’aria...mi dispiace), riflessive quelle degli adulti (è ora di porre rimedio per recuperare l’umanità che è in noi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno spiegato i volontari di Voci di dentro: «Uno degli obiettivi dell’iniziativa è rappresentato da un video messaggio che facciamo visionare ai visitatori nella cella; è rivolto ai giovani, ed è un invito a non dare ascolto alle cattive compagnie, a seguire la retta via, a rispettare regole e leggi. E chi lo pronuncia è un detenuto che fa parte del laboratorio di scrittura che teniamo nelle carceri di Chieti, Vasto, Pescara e Lanciano».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sono anche altri i significati di "Un minuto da detenuto", e cioè sensibilizzare l’opinione pubblica, far riflettere e far vedere la realtà delle nostre carceri affollate da 70 mila persone quando le strutture ne possono ospitare 40 mila. E costringendo chi sbaglia a una condizione di vita carceraria dura e poco dignitosa, con poche possibilità di recupero, quando invece l’articolo 27 della Costituzione recita che "le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una realtà difficile oltre che per i detenuti, quasi il 30 per cento sono stranieri, tantissimi per spaccio e/o uso di droga, anche per la polizia penitenziaria, oggi sotto organico e costretta a turni pesanti e straordinari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Gli strumenti perché questo non accada - hanno detto i volontari - è creare le condizioni per rimuovere le cause che portano a delinquere e lavorare nella società perché accolga, dopo la pena, chi ha pagato il suo debito». E giovedì la mostra traslocherà a Vasto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-2783603858621507995?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/2783603858621507995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/11/immagini-della-mostra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/2783603858621507995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/2783603858621507995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/11/immagini-della-mostra.html' title='Un minuto da detenuto'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-6663536953111904909</id><published>2010-11-09T12:49:00.013+01:00</published><updated>2010-12-19T16:56:25.282+01:00</updated><title type='text'>Un minuto da detenuto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Un minuto da detenuto. Dietro la rima l’angoscia delle giornate dietro le sbarre e la realtà delle carceri italiane con quasi 70 mila presenze, 30 mila più del previsto. L’iniziativa, organizzata da Voci di Dentro Onlus, ricalca un evento presentato già in altre città: la cella in piazza. La struttura è in mostra fino al 25 novembre in piazza Vico a Chieti e dal 26 al 28 a Palazzo D’Avalos a Vasto. L’iniziativa è patrocinata dalla Provincia di Chieti, dai Comuni di  Chieti e di Vasto, dagli ordini forensi delle due città, dal Centro  Polivalente immigrati. Con l’appoggio di Caritas e Case circondariali... &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Il nostro socio architetto Gentile e la Cer di Roccamontepiano stanno realizzando una cella di 3 metri per 2.50 - ha spiegato il presidente della Onlus Francesco Lo Piccolo, giornalista del Messaggero - Vogliamo far riflettere su una istituzione tenuta ai margini della società come un male da esorcizzare o da nascondere».&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Pieno appoggio dai Comuni di Chieti e Vasto, rappresentati dal vicesindaco Bruno Di Paolo e dall’assessore Marco Marra. I volontari di Voci di dentro hanno ricordato che il Comune di Chieti e l’Università D’Annunzio hanno elargito delle borse lavoro grazie alle quali alcuni detenuti sono usciti in articolo 21 e attualmente operano nell’associazione, che edita la  rivista Voci di dentro, 32 pagine, realizzata anche con il sostegno di Fondazione Carichieti, Camera di Commercio, Arpa, Università D’Annunzio, Caritas, Walter Tosto spa, e diffusa anche sull’Arpa. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;«Un minuto da detenuto porta l’attenzione su persone che seppur in disgrazia, non possono essere abbandonate - ha aggiunto il vicesindaco Di Paolo peraltro socio di Voci di dentro – il Comune di Chieti crede fermamente in questo progetto: portare una cella in piazza a Chieti e a Vasto rappresenta un momento importante di riflessione. Le persone in carcere non devono essere trattate come animali. Trovo inoltre che un gesto simile potrebbe essere utile anche ai giovani come deterrente alla devianza dal punto di vista sociale». Dello stesso parere l’assessore al Comune di Vasto Marco Marra: «Inserire le persone all’interno di una gabbia, perché è questo che rappresenta la cella, è impressionante. Il comune di Vasto è da sempre vicino alla realtà del carcere, con il quale abbiamo spesso collaborato, ricordo ad esempio la convenzione per la pulizia delle spiagge».&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;«Sono fiero di ospitarvi in quello che oggi è il palazzo della solidarietà e dell’amore - ha esordito il presidente della provincia Enrico Di Giuseppantonio – grazie all’impegno di volontari come quelli di Voci di dentro si può sperare in un mondo migliore. Se dobbiamo rieducare i condannati, come recita la  nostra Costituzione, le istituzioni hanno il dovere di farsi carico delle iniziative che mirano a questo scopo. Del resto l’articolo 27 della nostra Costituzione lo dice chiaramente: «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;«L’iniziativa è meritevole – ha aggiunto l’avvocato Tenaglia, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Chieti – la categoria che oggi rappresento è forse la più vicina ai detenuti, per questo abbiamo ritenuto di dover offrire il nostro contributo all’evento, che richiama il principio costituzionale, della non colpevolezza fino all’ultimo grado di giudizio, principio troppo spesso dimenticato dai media che accendono i riflettori prima della fase di processo e li spengono successivamente, magari anche di fronte a una sentenza di assoluzione». Altrettanto convinto della bontà dell’iniziativa il presidente del Foro di Vasto avvocato Nicola Artese: nel confermare la partecipazione a “Un minuto da detenuto” ha annunciato un convegno che si terrà il 26 e il 27 novembre sempre a Palazzo D’Avalos in merito a problematiche relative alla giustizia penitenziaria. E a proposito dell’affollamento delle carceri e alle cosiddette pene alternative. L’avvocato Artese ha spiegato: «Ci sono già tante leggi sui detenuti che non vengono utilizzate abbastanza. Il nostro compito è promuovere la sensibilizzazione anche verso le aziende e le imprese. Dobbiamo cominciare a parlare della situazione carceraria e portare queste problematiche anche sul territorio e non solo all’interno della nostra categoria».&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Alla conferenza stampa erano presenti anche i direttori Carlo Brunetti e Giuseppina Ruggero. In particolare la dottoressa Ruggero ha sottolineato che «La figura del volontario in carcere oggi è cambiata: da sostenitore psicologico e materiale, il volontario oggi si costituisce in associazione, dialoga con le istituzioni verso la concretizzazione del principio di rieducazione, che non può essere individuale, ma deve necessariamente riflettersi anche all’esterno: se chi ha sbagliato trova un muro fuori dal carcere sarà per sempre costretto a vivere di espedienti».&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;«La sicurezza – ha concluso Francesco Lo Piccolo – non è data da un muro o da un cancello, ma dalle opportunità di reinserimento di chi ha sbagliato».&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(Stefania Ortolano, addetta stampa Voci di dentro)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-6663536953111904909?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/6663536953111904909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/11/detenuto-per-un-minuto.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/6663536953111904909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/6663536953111904909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/11/detenuto-per-un-minuto.html' title='Un minuto da detenuto'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-8312448610238303684</id><published>2010-11-04T13:18:00.001+01:00</published><updated>2010-11-04T20:36:45.954+01:00</updated><title type='text'>statistiche</title><content type='html'>&amp;nbsp;Solo 25 carceri su 207 ospitano un numero di detenuti pari o inferiore alla capienza regolamentare. Le carceri italiane sono così giunte a una situazione che è non più accettabile. Alla data del 31 ottobre 2010 i detenuti presenti nelle carceri italiane sono 68.795 (3013 donne) mentre la capienza tollerabile regolamentare è di &amp;nbsp;44.962 persone, di questi 25.364 sono stranieri. Celle da quattro diventano da sei o addirittura da otto detenuti, alle volte si dorme direttamente per terra, lo spazio vitale va da due a tre metri quadrati a persona. Per mangiare o andare in gabinetto si deve fare a turno; anche per scendere dalla branda bisogna accordarsi con gli altri.&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;In carcere si entra sempre più facilmente: nel 1991, come fa sapere Magistratura Democratica, gli ingressi erano stati 75mila, nel 2000 81mila e, oggi sono a quota 88mila. Molti si risolvono in detenzioni brevissime: negli ultimi anni tra le 15 e le 20mila persone sono entrate in carcere per restarvi solo due giorni. In generale la popolazione carceraria è in larghissima parte costituita da persone in condizioni di minorità sociale: stranieri, tossicodipendenti, alcol - dipendenti, persone con ridotto grado di scolarità, disoccupati.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha recentemente condannato l’Italia per trattamenti disumani e degradanti a cui sono sottoposti i detenuti nel nostro Paese.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://ilgiornalevocididentro.files.wordpress.com/2010/11/statistiche_detenuti_31_ottobre.pdf"&gt;dati statistici al 31 0ttobre 2010&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-8312448610238303684?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/8312448610238303684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/11/statistiche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/8312448610238303684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/8312448610238303684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/11/statistiche.html' title='statistiche'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-5537171589883993357</id><published>2010-11-02T23:52:00.001+01:00</published><updated>2010-11-02T23:54:24.257+01:00</updated><title type='text'>I giornali in carcere, tesi di laurea</title><content type='html'>"Il giornalismo carcerario, analisi degli organi di informazione dei detenuti", questo il titolo della tesi di laurea di Gianluca Modolo, laureando in Comunicazione, facoltà di Lettere all'Università di Padova, relatore il professor Raffaele Fiengo. Un volume di 165 pagine, un viaggio tra i giornali scritti in carcere, giornali "importanti - scrive l'autore - per il collegamento che operano tra il dentro e il fuori, per affermare il carcere come tema di interesse collettivo, per sensibilizzare il mondo fuori le mura". E alle pagine 84 e 85 si parla anche di Voci di Dentro. &lt;a href="http://www.ristretti.it/commenti/2010/ottobre/pdf9/tesi_modolo.pdf"&gt; &lt;b&gt;Qui la tesi &lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-5537171589883993357?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/5537171589883993357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/11/i-giornali-in-carcere-tesi-di-laurea.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/5537171589883993357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/5537171589883993357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/11/i-giornali-in-carcere-tesi-di-laurea.html' title='I giornali in carcere, tesi di laurea'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-2479090499874683719</id><published>2010-10-21T02:09:00.000+02:00</published><updated>2010-10-21T02:09:58.599+02:00</updated><title type='text'>graziano, l'ultima intervista</title><content type='html'>Graziano Scialpi è morto il 14 ottobre a 48 anni in ospedale a Padova: detenuto al carcere Due Palazzi da un anno si lamentava perché voleva essere visitato e curato. Un anno passato con dolori lancinanti, aspettando di essere portato in ospedale per una risonanza magnetica. Ma in ospedale è arrivato solo quando gli si sono paralizzate le gambe, e ormai c’era poco da fare. In carcere i medici gli davano il Voltaren, ma aveva un tumore. Qui la sua intervista del 28 settembre a Riccardo Arena di Radiocarcere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/code&gt;&lt;span style='text-align:left;display:block;'&gt;&lt;p&gt;&lt;object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf?m=1282902784g' width='290' height='24' id='audioplayer1'&gt;&lt;param name='movie' value='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf?m=1282902784g' /&gt;&lt;param name='FlashVars' value='&amp;amp;bg=0xf8f8f8&amp;amp;leftbg=0xeeeeee&amp;amp;lefticon=0x666666&amp;amp;rightbg=0xcccccc&amp;amp;rightbghover=0x999999&amp;amp;righticon=0x666666&amp;amp;righticonhover=0xffffff&amp;amp;text=0x666666&amp;amp;slider=0x666666&amp;amp;track=0xFFFFFF&amp;amp;border=0x666666&amp;amp;loader=0x9FFFB8&amp;amp;soundFile=http%3A%2F%2Fvocididentro.it%2FV0801003834.mp3' /&gt;&lt;param name='quality' value='high' /&gt;&lt;param name='menu' value='false' /&gt;&lt;param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /&gt;&lt;param name='wmode' value='opaque' /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ristretti.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3578:una-morte-che-ci-insegna-tante-cose&amp;catid=69:lopinione-dei-detenuti&amp;Itemid=180"&gt;chi era Graziano Scialpi detto Dado&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-2479090499874683719?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/2479090499874683719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/10/graziano-lultima-intervista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/2479090499874683719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/2479090499874683719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/10/graziano-lultima-intervista.html' title='graziano, l&apos;ultima intervista'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-5712833815825798322</id><published>2010-10-15T09:28:00.001+02:00</published><updated>2010-10-15T09:41:43.167+02:00</updated><title type='text'>In articolo 21 per studiare</title><content type='html'>Da alcuni giorni due detenuti della casa circondariale di Vasto, un cittadino straniero e uno italiano, escono in "articolo 21" per poter frequentare le lezioni in un istituto privato e così poter proseguire gli studi per il diploma di scuola superiore. Per i due, uno dei quali segue anche il laboratorio di giornalismo che settimanalmente si tiene in carcere, è un sogno diventato realtà anche grazie al contributo per le spese di iscrizione sostenute dalla Caritas Chieti-Vasto, da uno sponsor privato e da un'associazione di volontariato di Chieti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-5712833815825798322?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/5712833815825798322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/10/in-articolo-21-per-studiare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/5712833815825798322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/5712833815825798322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/10/in-articolo-21-per-studiare.html' title='In articolo 21 per studiare'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-6249135301333478978</id><published>2010-10-05T00:10:00.000+02:00</published><updated>2010-10-05T00:10:22.354+02:00</updated><title type='text'>Il senso della dignità</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;“Quando le condizioni delle carceri e delle prigioni non tendono al processo di riconquista del senso della dignità, con i doveri ad essa correlati, le istituzioni mancano di perseguire uno dei loro fini essenziali”. (6 settembre 2007, Benedetto XVI, Castel Gandolfo, 12° Congresso mondiale della Commissione cattolica internazionale per la pastorale dei carcerati).&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-6249135301333478978?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/6249135301333478978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/10/il-senso-della-dignita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/6249135301333478978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/6249135301333478978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/10/il-senso-della-dignita.html' title='Il senso della dignità'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-7924641472799763883</id><published>2010-09-25T13:36:00.003+02:00</published><updated>2010-09-26T22:34:37.751+02:00</updated><title type='text'>Diritto Penitenziario/Brunetti-Ziccone</title><content type='html'>Il dottor Carlo Brunetti,  docente alla Seconda Università di Napoli di Diritto Penitenziario nel Master di II livello in “Discipline Socio-Penitenziarie e Criminologiche”&amp;nbsp; e direttore della Casa circondariale di Vasto, è autore - con il dottor Marcello Ziccone, funzionario presso il ministero della Giustizia - del volume Diritto penitenziario - Manuale per la preparazione ai concorsi nell’amministrazione penitenziaria. Si tratta di una saggio di seicento pagine intese come strumento di studio e di consultazione per avvocati penalisti, magistrati, agenti di polizia penitenziaria e per coloro che si apprestano a prepararsi ai concorsi per operatore penitenziario. Dunque un libro - con tanto di quiz di autovalutazione - per addetti ai lavori, ma anche, ed è qui l’altra forza di questo volume, utilissimo a chi si avvicina per la prima volta a questa materia, e a chiunque abbia a cuore la conoscenza delle leggi  e delle scienze penitenziarie, che hanno, come affermano nella prefazione gli autori, “pur sempre l’uomo come protagonista assoluto, con i suoi interrogativi, con la sua possibilità di scelta tra il bene e il male, con la sua libertà eventualmente di cambiare e di riscattarsi”. Perché, come aveva sostenuto il dottor Brunetti presentando sei anni fa a Firenze la prima edizione del manuale, “il carcere oltre che ricevere deve offrire…[ovvero] dare al detenuto la possibilità di ricostruire la prospettiva di un futuro diverso”.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://ilgiornalevocididentro.files.wordpress.com/2010/09/recensione1.doc"&gt;La recensione del professor Antonello Crisci&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TJ3aQJDtzFI/AAAAAAAAACo/U9m7p1fu1zY/s1600/copertina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TJ3aQJDtzFI/AAAAAAAAACo/U9m7p1fu1zY/s200/copertina.jpg" width="141" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Nota degli autori: "Dopo il successo e i lusinghieri apprezzamenti del Manuale di Diritto Penitenziario edito dalla Tribuna di Piacenza (ad appena dodici mesi dall’uscita si rese necessario ristamparlo) abbiamo ritenuto opportuno, a distanza di qualche anno, presentare un nuovo volume, edito dalla Simone, completamente riveduto ed aggiornato. Il testo, peraltro, si completa con una serie di tavole sinottiche, le quali costituiscono sia un mezzo di ripasso sia uno strumento pratico per lo studio della disciplina. Da segnalare, altresì, gli utili questionari posizionati al termine dei vari capitoli. Il volume si colloca all’interno della ricerca delle Scienze Penitenziarie, che oggi hanno raggiunto punte altamente significative per effetto di un’aumentata e diffusa sensibilità concernente una situazione di disagio che interessa un consistente numero di persone, con notevoli ricadute sull’intero apparato sociale. Va da sé che il carcere ha sempre rappresentato in filigrana la società da cui promana e da cui è gestito; mai come oggi è specchio fedele della crisi morale e valoriale tipica della società di cui siamo membri.&lt;br /&gt;Il testo, inoltre, avalla ed invera proposte di inserire il Diritto Penitenziario tra gli insegnamenti da tenere attivi nelle Facoltà Giuridiche, attesa anche l’importanza di una realtà disciplinare indispensabile per il completamento di un corretto curriculum formativo. Questa pubblicazione, che vuole occuparsi, in modo sistemico, di una materia complessa e di ampio respiro, intende soprattutto offrire una prima presa di contatto ed un approccio alla delicata tematica del diritto e del mondo penitenziario. Il testo offre, quindi, a chiunque vi abbia interesse non pochi spunti di riflessione sull’affascinante mondo dell’esecuzione della pena detentiva, che ha pur sempre l’uomo come protagonista assoluto, con i suoi interrogativi, con la sua possibilità di scelta tra il bene e il male, con la sua libertà eventualmente di cambiare e di riscattarsi. È, infine, da segnalare al lettore che la particolare cura, che abbiamo prestato nel cercare di fornire uno strumento di studio il più aggiornato possibile, ci ha spinto a descrivere, nei suoi elementi essenziali, anche il recentissimo disegno di legge n. 3291 bis concernente “Disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno”. Per fornire anche un momento di autovalutazione, ogni capitolo è completato da una batteria di quesiti a risposta multipla, tratti dalle banche dati utilizzate in occasione di concorsi banditi dall’Amministrazione penitenziaria e disponibili sul portale www.giustizia.it.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.dirittopenitenziario.it/public/File/indice_dirittopenitenziario.pdf"&gt;indice&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-7924641472799763883?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/7924641472799763883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/09/diritto-penitenziario-il-manuale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/7924641472799763883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/7924641472799763883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/09/diritto-penitenziario-il-manuale.html' title='Diritto Penitenziario/Brunetti-Ziccone'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TJ3aQJDtzFI/AAAAAAAAACo/U9m7p1fu1zY/s72-c/copertina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-1864280129064386153</id><published>2010-09-24T15:40:00.003+02:00</published><updated>2010-09-27T13:47:39.466+02:00</updated><title type='text'>Angiolo Marroni a Radio Vaticana</title><content type='html'>Riportiamo qui un passaggio dell’intervista del garante dei detenuti Angiolo Marroni a Radio Vaticana lo scorso agosto, all'indomani di uno dei tanti suicidi in carcere: “E’ un quadro desolante, drammatico, tragico. Il carcere è affollato: c’è il doppio della capienza regolamentare. Si affolla sempre di più ed è sempre più invivibile. Il personale, durante questo periodo estivo, è ridotto ai minimi termini. Poi si aggiunge la malasanità. I detenuti soffrono le stesse condizioni dei cittadini che aspettano di essere curati, ma è chiaro che non hanno alternative. Quindi sono più deboli. E’ un quadro tragico, per cui non so immaginare una soluzione, se non quella di riformare totalmente il codice penale”. &lt;a href="http://212.77.9.15/audiomp3/00222244.MP3"&gt; &lt;b&gt;clicca qui per ascoltare l'intervista integrale&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-1864280129064386153?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/1864280129064386153/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/09/ancora-suicidi-in-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1864280129064386153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1864280129064386153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/09/ancora-suicidi-in-carcere.html' title='Angiolo Marroni a Radio Vaticana'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-7442506577908900049</id><published>2010-09-17T19:53:00.001+02:00</published><updated>2010-09-17T19:53:27.237+02:00</updated><title type='text'>qui a breve la nostra rassegna stampa</title><content type='html'>&lt;/code&gt;&lt;span style='text-align:left;display:block;'&gt;&lt;p&gt;&lt;object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf?m=1282902784g' width='290' height='24' id='audioplayer1'&gt;&lt;param name='movie' value='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf?m=1282902784g' /&gt;&lt;param name='FlashVars' value='&amp;amp;bg=0xf8f8f8&amp;amp;leftbg=0xeeeeee&amp;amp;lefticon=0x666666&amp;amp;rightbg=0xcccccc&amp;amp;rightbghover=0x999999&amp;amp;righticon=0x666666&amp;amp;righticonhover=0xffffff&amp;amp;text=0x666666&amp;amp;slider=0x666666&amp;amp;track=0xFFFFFF&amp;amp;border=0x666666&amp;amp;loader=0x9FFFB8&amp;amp;soundFile=http%3A%2F%2Fvocididentro.it%2Faudio.mp3' /&gt;&lt;param name='quality' value='high' /&gt;&lt;param name='menu' value='false' /&gt;&lt;param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /&gt;&lt;param name='wmode' value='opaque' /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-7442506577908900049?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/7442506577908900049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/09/qui-breve-la-nostra-rassegna-stampa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/7442506577908900049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/7442506577908900049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/09/qui-breve-la-nostra-rassegna-stampa.html' title='qui a breve la nostra rassegna stampa'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-2044950267715317867</id><published>2010-09-17T08:58:00.006+02:00</published><updated>2010-10-07T16:55:51.786+02:00</updated><title type='text'>Io e mio padre</title><content type='html'>&lt;i&gt;Qui un testo di Giusppe Festinese pubblicato sull'ultimo numero della rivista:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="background-color: white; color: purple;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;N&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;otte, non riesco a dormire, sto alla finestra, fuori piove e così comincio a pensare a mio padre, Antonio, morto ammazzato nel… ma non voglio dire altro su questo. D’un tratto comincio a fantasticare, immagino un mondo diverso dal solito, cioè un mondo dove quando tuo padre muore, invece che avere la solita eredità fatta di cose, tipo case, soldi, vestiti... &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;...penso che in questo mondo immaginario potresti scegliere cosa prenderti non da tuo padre, ma di tuo padre, tipo carattere, carisma, sapienza, forza, coraggio, insomma, qualcosa di vero. Allora mi rendo conto di non sapere affatto chi era mio padre, mi accorgo di non conoscerlo per niente. Provo a pensare, ma non so nemmeno che piatto preferiva, quale colore gli piaceva indossare, quale musica ascoltava… insomma: chi cazzo era l’uomo a cui è rivolto il mio pensiero. Perché sono triste per lui, che cosa c’era veramente? E mentre ci penso e continuo a chiedermi queste cose arriva, forse portata dal vento, una domanda, che mi prende come un leone prende la sua preda: che cosa prenderà da me mia figlia quando non ci sarò più? Provo a pensare come se volessi consigliarla, ma ancora una volta la mia mente mi gioca un brutto scherzo e allora mi chiedo chi sono io? Cosa mi piace davvero? Continuano a cadere domande a cui non trovo risposte. L’unica risposta è che, a parte mio padre, io non conosco nemmeno me stesso. &lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="background-color: white; color: purple;"&gt;Fuori continua a piovere. Io sto in silenzio e ascolto la pioggia. C’è una strana pace attorno alle cose. Forse Palomino aveva ragione. Palomino è un ragazzo colombiano che ho conosciuto durante il mio soggiorno nelle carceri tedesche. Mi diceva che quando piove bisogna stare in silenzio, perché è quello il momento in cui Dio feconda ogni cosa sulla terra e quindi bisogna portare rispetto per l’unico vero atto d’amore a cui si possa assistere. Vorrei smettere di pensare, vorrei solo che a qualcuno venga la voglia di conoscere davvero i suoi affetti e non solo quelli di genitori, figli e fratelli, ma di qualcosa più importante… cercate in tutti i modi di conoscere voi stessi.&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-2044950267715317867?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/2044950267715317867/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/09/io-e-mio-padre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/2044950267715317867'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/2044950267715317867'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/09/io-e-mio-padre.html' title='Io e mio padre'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-309047022800989706</id><published>2010-09-05T19:02:00.001+02:00</published><updated>2010-09-05T23:34:20.694+02:00</updated><title type='text'>il video-dibattito</title><content type='html'>Non solo musica al Rototom Free dello scorso 2 e 3 luglio al Parco del Cormor (Udine). Grazie ad Arcoiris tv qui il dibattito dal titolo "Carceri e inferni, il sistema penitenziario italiano. Con Franco Corleone (garante dei detenuti di Firenze), don Don Gallo in collegamento telefonico (fondatore Comunità S. Benedetto), Ilaria Cucchi (sorella di Stefano), Furio Honsell (sindaco di Udine), Angelo Maria Perrino (direttore de www.affaritaliani.it), Guido Calvi (avvocato).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TIQMlcvInpI/AAAAAAAAAB4/KfbW7ynCV9c/s1600/udine.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="169" src="http://4.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TIQMlcvInpI/AAAAAAAAAB4/KfbW7ynCV9c/s200/udine.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&amp;amp;d_op=getit&amp;amp;id=13425"&gt;clicca qui per vedere il video da arcoiris.tv&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-309047022800989706?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/309047022800989706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/09/il-video-dibattito_05.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/309047022800989706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/309047022800989706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/09/il-video-dibattito_05.html' title='il video-dibattito'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TIQMlcvInpI/AAAAAAAAAB4/KfbW7ynCV9c/s72-c/udine.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-1080683345527424058</id><published>2010-09-01T15:45:00.000+02:00</published><updated>2010-09-01T15:45:46.358+02:00</updated><title type='text'>Cooperative sociali, a Pavia si fa così</title><content type='html'>Pavia: ha da poco festeggiato i 10 anni di attività la cooperativa sociale “Il Convoglio”, che offre ai detenuti possibilità di lavoro e reinserimento. “Il Convoglio” ha mosso i suoi primi passi grazie all’intuito dell’allora cappellano Don Stefano Penna e di Madre Carolina Magni. Lo scopo era rispondere all’esigenza di creare occupazione all’interno del carcere e favorire il reinserimento dei detenuti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;altre informazioni qui:&amp;nbsp; &lt;a href="http://www.caritaspavia.com/convoglio.php"&gt;Caritas Pavia/il convoglio&lt;/a&gt; e qui:&amp;nbsp; &lt;a href="http://sandroassanelli.wordpress.com/2010/08/08/nasce-la-stazione-delle-biciclette/"&gt;la stazione delle biciclette&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-1080683345527424058?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/1080683345527424058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/09/cooperative-sociali-pavia-si-fa-cosi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1080683345527424058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1080683345527424058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/09/cooperative-sociali-pavia-si-fa-cosi.html' title='Cooperative sociali, a Pavia si fa così'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-1896615563168991039</id><published>2010-08-18T14:37:00.005+02:00</published><updated>2010-10-11T13:48:53.183+02:00</updated><title type='text'>Tortora: il carcere, una coperta di oblio...</title><content type='html'>"...Il carcere, una coperta di oblio che copre tutto, che piano piano ti trasforma in muschio, ti trasforma in niente". Parole di Enzo Tortora scritte in una lettera inviata il 17 settembre '83 a Francesca Scopelliti, presidente della Fondazione Enzo Tortora, e lette in un dibattito organizzato dalla Camera penale di Roma lo scorso 7 luglio.Situazione carceri italiane &lt;a href="http://ilgiornalevocididentro.files.wordpress.com/2010/08/qui-tutti-i-dati-al-31-luglio-10.pdf"&gt;qui tutti i dati al 31 luglio 10&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/code&gt;&lt;span style='text-align:left;display:block;'&gt;&lt;p&gt;&lt;object type='application/x-shockwave-flash' data='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf?m=1282902784g' width='290' height='24' id='audioplayer1'&gt;&lt;param name='movie' value='http://s2.wp.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf?m=1282902784g' /&gt;&lt;param name='FlashVars' value='&amp;amp;bg=0xf8f8f8&amp;amp;leftbg=0xeeeeee&amp;amp;lefticon=0x666666&amp;amp;rightbg=0xcccccc&amp;amp;rightbghover=0x999999&amp;amp;righticon=0x666666&amp;amp;righticonhover=0xffffff&amp;amp;text=0x666666&amp;amp;slider=0x666666&amp;amp;track=0xFFFFFF&amp;amp;border=0x666666&amp;amp;loader=0x9FFFB8&amp;amp;soundFile=http%3A%2F%2Fvocididentro.it%2FV0307164333.mp3' /&gt;&lt;param name='quality' value='high' /&gt;&lt;param name='menu' value='false' /&gt;&lt;param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /&gt;&lt;param name='wmode' value='opaque' /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-1896615563168991039?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/1896615563168991039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/08/tortora-il-carcere-una-coperta-di-oblio_18.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1896615563168991039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1896615563168991039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/08/tortora-il-carcere-una-coperta-di-oblio_18.html' title='Tortora: il carcere, una coperta di oblio...'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-3907753397290434278</id><published>2010-08-13T20:17:00.001+02:00</published><updated>2010-08-24T08:29:26.768+02:00</updated><title type='text'>Ferragosto in carcere</title><content type='html'>&lt;i&gt;di Ivano Placido&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;(Pescara) - Alle 9 puntuali davanti il cancello di via S. Donato eravamo in 5: l'on Giovanni Bachelet accompagnato dall'avv. Fabio Nieddu, garante dei detenuti del Comune di Pescara; Maria Rosaria La Morgia con un operatore per un servizio per la Rai ed io. L'iniziativa "Ferragosto in carcere" è alla seconda edizione, è stata lanciata dai Radicali a cui hanno aderito anche altri e si svolge nei giorni 13-14 e 15 Agosto.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Oggi, oltre a Pescara, il sen Giovanni Legnini è stato in visita al carcere di Vasto e l’on. Antonio Razzi sarebbe dovuto andare a Chieti, ma la mancanza della direttrice assente per ferie lo ha impedito (ce l'ha detto il direttore di Pescara che tiene la direzione anche di Chieti in questo periodo). Domenica 15 alcuni consiglieri del Comune di Pescara faranno visita al carcere cittadino.&amp;nbsp;All'arrivo la telecamera non è stata autorizzata ad entrare nel carcere per cui dopo una breve presentazione la Morgia ha provveduto a fare una intervista all'on Bachelet ed all'avv. Nieddu per poi andar via per altri impegni.&lt;br /&gt;Nell'incontro iniziale il direttore, dott. Franco Pettinelli, ci ha consegnato il questionario già riempito ed ha dato una infarinatura generale della realtà del carcere di Pescara, sia sulla composizione della popolazione carceraria sia per la componente del personale (guardie, educatori, personale sanitario…).&lt;br /&gt;La visita si è protratta per oltre 2 ore, sempre accompagnati dal direttore, il quale ci ha permesso di incontrare i detenuti scambiarci qualche parola, sia nelle sezioni sia nelle aree comuni. Ha illustrato tutti i reparti e le zone del carcere: matricola, magazzino, sopravitto, centrale operativa video-sorveglianza, colloqui, sale avvocati e magistrato, il parco automezzi, la scuola, il teatro, la biblioteca, le cucine, l'infermeria, i cortili, le sezioni… Per ultimo il padiglione dei collaboratori di giustizia.&lt;br /&gt;Il direttore con toni e modi molto semplici e poco formali, ha tenuto molto a far vedere e spiegare i progetti ed il lavoro dell'area trattamentale. Gli orti, il teatro, la scuola, l'ambulatorio medico con servizio odontoiatrico e di fisioterapia, la manutenzione e le ristrutturazioni a costo zero realizzate dai detenuti con la collaborazione della Scuola edile, i laboratori per la panificazione, la pasticceria che saranno realizzati in collaborazione con una Coop. Infine ci ha portato al grande capannone, pronto a brevissimo, dove conta di aprire due attività produttive: un opificio per realizzare scarpe anti-infortunistiche da commercializzare all'interno del circuito carcerario nazionale ed un centro di sistamento rifiuti. Ci sono già dei contatti con privati per avviare queste attività.&lt;br /&gt;Non è mancata una parte di discussione sull'ordinamento carcerario, sui tagli ai budjet, al personale ecc. Circa la normativa, l'on Bachelet ha chiesto al direttore di mandargli le sue idee per migliorare la legislazione attuale. Ad esempio per la parte rieducativa degli extra-comunitari che attualmente a fine pena vengono espulsi, con buona pace dell'investimento (anche economico) per il loro reinserimento. Ad esempio il caso di un cittadino venezuelano diventato un apprezzato parrucchiere: tra poco finirà il suo debito con la giustizia e sarà riaccompagnato nel suo paese, mentre dove lavora vorrebbero non farlo andar via.&lt;br /&gt;Nel presentare il carcere il dott. Pettinelli ha ribadito l'elemento del sovraffollamento (209 detenuti contro una capacità di 160), il numero molto ridotto di agenti di custodia, ma anche l'estrema capacità di mediazione e comprensione degli agenti che permette di avere un clima disteso a fronte degli oggettivi problemi.&lt;br /&gt;La popolazione carceraria ha pene per reati quasi tutti legati alle sostanze stupefacenti ed al giro di usura che in qualche modo rientra tra i reati connessi alla droga per via delle ingenti somme di denaro fa girare.&lt;br /&gt;Uno dei problemi evidenziati per i detenuti tossicodipendenti è stato il completo disinteresse delle comunità terapeutiche per i non italiani in quanto non sono previsti rimbori per questi soggetti. L'esito è che queste persone non godono degli stessi benefici degli italiani e non esiste altro oltre il carcere. Per quanto riguarda la composizione etnica degli internati molti sono rom della grossa comunità presente a Pescara, poi ci sono diversi albanesi con reati di sfruttamento della prostituzione, mentre nella sezione dei collaboratori di giustizia ci sono 22 persone anche con lunge condanne solo attenuate dalla collaborazione. Comunque il regime carcerario per loro sembra meno duro per via del minore affollamento.&lt;br /&gt;Per le strutture e gli apparati ci sono i soliti problemi di bilancio per cui la radiologia dell’infermeria è chiusa per la vetustà delle macchine, i cortili per le ore d'aria sono angusti, tutti pavimentati in cemento e senza copertura. Se ci fosse una superficie che attutisca i traumi, si potrebbero disputare dei tornei di calcetto, attualmente sospesi perché a rischio e fonte di molti ricoveri ospedalieri.&lt;br /&gt;Durante il giro il direttore è stato avvicinato da un giovane detenuto con in mano una copia di Voci di Dentro per mostrare con orgoglio il pezzo pubblicato.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;a href="http://www.ristretti.it/commenti/2010/agosto/pdf3/visite_13_agosto.pdf"&gt;da Ristretti Orizzonti "Le “cronache”, da tutta Italia, sul primo giorno di visite alle carceri"&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-3907753397290434278?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/3907753397290434278/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/08/ferragosto-in-carcere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/3907753397290434278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/3907753397290434278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/08/ferragosto-in-carcere.html' title='Ferragosto in carcere'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-3257658087296815229</id><published>2010-08-04T19:30:00.000+02:00</published><updated>2010-08-04T19:30:41.583+02:00</updated><title type='text'>Storie di dentro e di fuori</title><content type='html'>Un progetto lavoro per quattro detenuti a Pescara; la storia di Enrichetto in carcere ai domiciliari perché in bici in stato di ebbrezza e poi in cella vera perché evaso da casa; un ricordo di Elvira Sellerio che nel 2001 decise di donare 63mila volumi alle biblioteche dei penitenziari italiani.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono alcuni degli articoli tratti dalla &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.ristretti.it/commenti/2010/agosto/4agosto.htm"&gt;rassegna stampa quotidiana di Ristretti orizzonti&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;(ASCA) Pescara: progetto pilota utilizzerà 4 detenuti per la manutenzione del verde pubblico&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Per sei mesi l’amministrazione comunale di Pescara offrirà una chance concreta per reinserirsi nel mondo del lavoro a quattro giovani che hanno commesso un errore e che stanno pagando il proprio debito con la giustizia li formeremo nel campo della manutenzione urbana e poi consentiremo loro di imparare sul campo a eseguire piccole riparazioni stradali e a garantire la gestione del verde. Al termine dei sei mesi i 4 ragazzi avranno un attestato circa il livello di professionalità raggiunto che consentirà loro, dopo essere tornati in libertà, di trovare un’occupazione.&lt;br /&gt;È il progetto Senapa promosso dall’amministrazione comunale di Pescara in partenariato con la Fondazione Caritas e con il direttore della nostra Casa circondariale, un progetto-pilota che, se darà i risultati che ci aspettiamo, siamo pronti a ripetere”. Lo ha detto l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Pescara Alfredo D’Ercole nel corso dell’odierna conferenza stampa convocata per presentare l’iniziativa, alla presenza, tra gli altri, di Sua Eccellenza, l’arcivescovo di Pescara Monsignor Tommaso Valentinetti, del direttore della Caritas Don Marco Pagniello e del direttore del carcere Franco Pettinella.&lt;br /&gt;“L’obiettivo del progetto-pilota è sicuramente duplice - ha spiegato l’assessore D’Ercole -: da un lato incrementare gli interventi e i lavori di pubblica utilità per la manutenzione urbana di base, ossia non i grandi cantieri di riqualificazione, ma piuttosto la chiusura di piccole buche stradali, il ripristino di un cartello o di una segnaletica o ancora la sistemazione di una mattonella sconnessa; dall’altro utilizzare tali interventi di manutenzione urbana non solo come occasione di riqualificazione della città, ma anche come occasione di recupero sociale di soggetti svantaggiati, coinvolgendo detenuti e anche cittadini over-50 che hanno perso il lavoro.&lt;br /&gt;Il progetto si articolerà in due momenti distinti: si inizierà a settembre coinvolgendo quattro detenuti in piccoli interventi sulla manutenzione del verde urbano, per un periodo di due mesi. A fine ottobre partirà il secondo progetto denominato “Senapa” che si articolerà in due mesi di corso di formazione sul lavoro edile che si svolgerà all’interno della Casa circondariale e sarà curato da Formedil, rivolto agli stessi 4 detenuti individuati; subito dopo gli operai formati lavoreranno per altri due mesi per il Comune di Pescara per mettere in pratica le nozioni apprese ed effettuare quei lavori di piccola manutenzione che danno il segno della cura di una città, ma che spesso è difficile far eseguire a delle imprese, come la sistemazione di qualche mattonella in una pavimentazione in betonella, o il ripristino di un cartello stradale o ancora la chiusura di una piccola buca”.&lt;br /&gt;La Fondazione costituirà delle squadre che, oltre ai 4 detenuti in giustizia riparativa, vedranno la presenza anche di 4 operai capisquadra e 8 volontari, ossia lavoratori over-50 in condizioni di disagio socio-economico, che hanno perso il lavoro, “i quali - ha proseguito l’assessore D’Ercole - non riceveranno una retribuzione vera e propria, ma un’indennità. Complessivamente il progetto-pilota costerà 20mila euro”. “Il progetto - ha commentato l’arcivescovo Valentinetti - è frutto della sinergia tra Comune di Pescara, Caritas e il Carcere, una sinergia che darà buoni risultati. Le forze vanno unite per garantire il recupero dei soggetti svantaggiati che per varie ragioni non riescono a entrare nel mercato del lavoro. Quello odierno è il primo passo, il primo impegno, con la speranza che tale iniziativa possa proseguire”.&lt;br /&gt;-----------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;(La Stampa) Ubriaco in bicicletta, finisce ai domiciliari; evade per comprare salame: ora è in carcere&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Massimo Gramellini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enrichetto ha 55 anni e un cuore di bambino. Gira in bicicletta, estate e inverno, nascosto sotto un cappello con la coda che i bambini veri si divertono a tirare. Un giorno in cui pedala troppo a zig-zag viene fermato per guida in stato di ebbrezza. Due mesi agli arresti domiciliari, come uno della Cricca. Enrichetto. A lui sta persino bene, basta non gli tolgano il suo cane e il suo cappello. Una mattina si alza con la voglia di un salame. Ricorda di averlo visto nella vetrina del macellaio, prima del suo arresto, chissà se c’è ancora. Esce per andare a controllare. Una vicina che si è auto assegnata l’incarico di fare la guardia lo intercetta attraverso lo spioncino e avverte i carabinieri. Allarme, il prigioniero è evaso! Enrichetto torna a casa col salame, tutto contento, ma sulla porta trova le guardie. Adesso giace nell’infermeria del carcere astigiano di Quarto. Rifiuta il cibo, come chi si sta lasciando morire. La sua non è una protesta. È che gli è venuta la malinconia. Sa che a settembre lo condanneranno per evasione e a lui non sembra giusto, ecco. Tutto perché una volta è salito in bici un po’ brillo e un’altra volta è uscito di casa per comprare un salame.&lt;br /&gt;Per favore, Enrichetto, ricomincia a mangiare. Ti prometto che un giorno instaureremo la repubblica del buonsenso, dove le leggi non saranno più il trastullo dei potenti e la trappola dei semplici. E se nel frattempo qualche magistrato chiudesse un occhio sui tuoi efferati delitti, a casa ci sono un cane, un cappello e un salame che ti aspettano per festeggiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alfano promette interessamento per “caso Enrichetto”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donadi andrà domani al carcere di Asti perché “non è possibile ignorare il fatto che le carceri italiane siano piene di persone come “Enrichetto” e che, invece, uomini potenti e importanti, che hanno commesso reati gravi, riescano sempre a scamparla. Una palese ingiustizia di uno Stato che non sempre riesce ad essere equo e giusto”.&lt;br /&gt;Invece “un poveraccio come Enrichetto rischia la morte in carcere per un salamino e gente come il detenuto Balducci, capo della presunta cricca, se la spassa agli arresti domiciliari nella sua villa con piscina a Montepulciano. Un paese davvero democratico - osserva Donadi - deve avere il coraggio di sbattere in galera i delinquenti della cricca, e magari di gettare via la chiave, ma è un atto di vigliaccheria tenere in carcere gente come Enrichetto”.&lt;br /&gt;Alfano è subito intervenuto in Aula spiegando di essere stato a sua volta colpito dal caso. Una vicenda portata all’attenzione dei più dal pezzo del 31 luglio in cui Massimo Gramellini parla di quell’uomo ai domiciliari per guida di bicicletta in stato di ebbrezza e che ora si sta lasciando morire per un salamino, poiché questo sarebbe il movente della evasione dai domiciliari.&lt;br /&gt;“Ho già interessato gli uffici”, assicura Alfano, perché “valutino se esistono i presupposti che possano consentire l’intervento del ministero della Giustizia”. “Il ministro della Giustizia sottolinea che in questa vicenda “il tratto di gravità è sotto il profilo di un pezzo dell’articolo 27 della Costituzione, troppo spesso trascurato. Non quello della funzione rieducativa della pena ma quello per cui la pena non può essere contraria al senso di umanità”. E questo, osserva ancora Alfano, “mi era apparso immediatamente visibile e proprio per questo mi ero attivato”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------&lt;br /&gt;&lt;b&gt;(L'Unità) Quando Elvira Sellerio decise di donare 63mila volumi alle biblioteche delle carceri&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt;&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Salvo Fallica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2001 Elvira Sellerio decise di donare 63mila volumi alle biblioteche dei penitenziari italiani. Un gesto che esprime bene la sua filosofia. Così lo raccontò l’Unità il 20 ottobre 2001 nell’articolo che segue. “Tanti libri, tante vite”, è questa una delle frasi più care ad Elvira Sellerio, che adesso ha deciso di regalare tante “vite” e tante “esperienze” ai carcerati italiani. Sono, infatti, sessantatremilanovecento i libri donati dalla casa editrice Sellerio che verranno distribuiti in tutte le biblioteche dei penitenziari italiani. Titoli che spaziano dalla letteratura alla poesia, dalla filosofia alla prosa, dai saggi di storiografia alla sociologia, titoli che hanno segnato la storia culturale italiana degli ultimi anni, ed altri testi minori, nei quali spesso si nascondono autentiche chicche intellettuali.&lt;br /&gt;A questa ricerca culturale, a questa scoperta di mondi e di dimensioni letterarie, filosofiche e scientifiche, potranno dedicarsi i detenuti dei penitenziari italiani. Ad aver avuto questa idea, è Elvira Sellerio, colei che assieme a Leonardo Sciascia ha fondato una casa editrice che è divenuta parte integrante della storia culturale del Sud e dell’Italia intera degli ultimi decenni. Una struttura editoriale che da Palermo testimonia la vivacità culturale della Sicilia e che negli ultimi anni ha la sua punta di diamante nei libri di Andrea Camilleri. L’autore che per la Sellerio ha pubblicato la serie incentrata sul celebre commissario Montalbano, e sempre per la casa editrice palermitana, ha pubblicato i romanzi storici, spesso sottovalutati da buona parte della critica italiana, in realtà i migliori lavori dell’autore agrigentino.&lt;br /&gt;Elvira Sellerio ieri mattina nel carcere palermitano dei Pagliarelli, dove resteranno 5.000 degli oltre 63.000 volumi donati, ha presentato questa originale iniziativa. La donazione, tradotta in termini economici equivale ad un miliardo e mezzo. L’auspicio di Elvira Sellerio è che questa scelta culturale ed etica non resti isolata ed altri editori si ispirino a questa iniziativa. Elvira Sellerio nella presentazione di questa scelta editoriale ha spiegato di aver conosciuto le carceri italiane andando a trovare il suo amico Adriano Sofri, e ha potuto così conoscere la condizione esistenziale nella quale vivono i carcerati. Da questa esperienza è scaturita l’origine di questa iniziativa, proprio perché - sottolinea la Sellerio - “è nel libro, che è simbolo di libertà, che Sofri trova la forza per continuare la sua testimonianza”. E chissà se Elvira Sellerio, pensando a Sofri, non avrà anche ricordato l’insegnamento di Sciascia: “manda in libreria i libri che presteresti agli amici”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-3257658087296815229?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/3257658087296815229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/08/storie-di-dentro-e-di-fuori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/3257658087296815229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/3257658087296815229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/08/storie-di-dentro-e-di-fuori.html' title='Storie di dentro e di fuori'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-1516781811346484764</id><published>2010-08-02T19:05:00.001+02:00</published><updated>2010-08-21T10:49:38.502+02:00</updated><title type='text'>Lavoro in carcere, la storia di Giuseppe Ongaro</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;Giuseppe Ongaro è un imprenditore veronese di 68 anni. Imprenditore particolare: ha aperto un'azienda dentro il carcere di Verona e ha assunto 68 carcerati, 6 ore al giorno, paghe da 380 a 540 euro netti. La sua ditta si chiama "Lavoro &amp;amp; futuro Srl" e ora sta progettando di aprire altre sedi nelle Case circondariali di Vicenza, Trento, Ferrara e Castelfranco Emilia. A Stefano Lorenzetto, giornalista de &lt;i&gt;Il giornale&lt;/i&gt; che racconta questa storia dice: "Sono convinto che si debba lavorare per il bene della società. Tu vivi in funzione degli altri. Una volta rinchiusi ai detenuti nessuno ci pensa più, la galera diventa una pattumiera...."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;qui &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/interni/per_15_anni_ho_licenziato_centinaia_lavoratori_ora_assumo_solo_detenuti/01-08-2010/articolo-id=464743-page=0-comments=1"&gt;l'articolo di Stefano Lorenzetto&lt;/a&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-1516781811346484764?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/1516781811346484764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/08/lavoro-in-carcere-la-storia-di-giuseppe.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1516781811346484764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1516781811346484764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/08/lavoro-in-carcere-la-storia-di-giuseppe.html' title='Lavoro in carcere, la storia di Giuseppe Ongaro'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-6188581180954606956</id><published>2010-07-30T09:56:00.000+02:00</published><updated>2010-07-30T09:56:38.469+02:00</updated><title type='text'>Lo scaffale interculturale</title><content type='html'>da&amp;nbsp;&lt;a href="http://festadeipopolichieti.blogspot.com/2010/07/blog-post.html"&gt;la festa dei popoli chieti&lt;/a&gt;&amp;nbsp; "Nuovamente fruibile dai cittadini italiani e stranieri residenti in Provincia di Chieti lo &lt;i&gt;Scaffale interculturale &lt;/i&gt;del Centro Polivalente per gli Immigrati della Provincia di Chieti. Lo Scaffale interculturale, inaugurato nel 2008 grazie al contributo della Regione Abruzzo, trova una nuova collocazione negli spazi del Centro Polivalente per Immigrati di Chieti ubicati presso la Caritas Diocesana in Via C. De Lollis, 54 (Casa Mater Populi Teatini). Nello scaffale si possono trovare grammatiche e testi di lingua e dizionari, saggistica sui temi dell'interculturalità, politiche di integrazione, rapporti sullo stato dell'immigrazione in Italia, materiale di orientamento sui diritti di cittadinanza e sul territorio, riviste e materiale generale per una prima informazione sulle altre culture, supporti per la didattica in contesti multiculturali, bibliografia e narrativa straniera in lingua italiana e nelle lingue originali.&lt;br /&gt;Lo scaffale è accessibile tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e nel pomeriggio dalle 16 alle 18.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;info: 0871349406 - 3881080053&lt;/i&gt;"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-6188581180954606956?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/6188581180954606956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/07/lo-scaffale-interculturale.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/6188581180954606956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/6188581180954606956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/07/lo-scaffale-interculturale.html' title='Lo scaffale interculturale'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-3241485504061718972</id><published>2010-07-30T09:43:00.001+02:00</published><updated>2010-08-21T10:52:23.827+02:00</updated><title type='text'>La solidarietà ha fatto gol</title><content type='html'>un articolo della dottoressa Paola Cerella:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vasto - 19.795 grazie a tutti voi che, con il vostro sostegno e la vostra partecipazione, avete reso possibile la realizzazione di un piccolo sogno: quello di dotare la Casa Circondariale di Vasto di un’area sportiva per i detenuti, la cui rieducazione non può non passare attraverso attività di lavoro e anche sportive. Sono stati, infatti, ben 19.795 gli euro raccolti con la Partita del Cuore che, lo scorso 20 luglio, ha visto scendere in campo allo stadio Aragona di Vasto la Nazionale Italiana Famosi e una rappresentativa della Casa Circondariale. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Nello specifico, i biglietti venduti in prevendita, al costo di 5 euro ciascuno, sono stati 2.210, per un totale di 11.050 euro. I biglietti venduti ai botteghini la sera della partita sono risultati, invece, 1.329, per un totale di 6.645 euro. A tali importi va poi aggiunta la somma di 2.100 euro derivante dalla vendita di borse fatte a mano dalla signora Anna Franceschini di Pescara che, con gli attivissimi membri del Forum ufficiale di Mara Adriani e Alberto Baiocco del Gf10, ha messo su un “commercio virtuoso” di queste bellissime borse: il ricavato è stato consegnato direttamente a Mara e Alberto la sera della Partita del Cuore all’Aragona. Una piccola menzione speciale va fatta a 4 ragazze del Forum: Luisa, Sonia, Graziana e Lucia che, pur non potendo essere presenti all’evento, hanno voluto acquistare simbolicamente il biglietto d’ingresso inviando un contributo di 80 euro. Ricapitolando: 11.050 (prevendita) + 6.645 (botteghini) + 2.100 (borse) euro = 19.795 euro. Per i biglietti la risultanza è la seguente: 2.210 (prevendita) + 1.329 (botteghini) = 3.539 biglietti venduti. Se si considera il fatto che sono stati distribuiti 300 pass omaggio alla Mensa Caritas, a Case Famiglia e Comunità varie presenti nel territorio, valutando anche la presenza degli organizzatori dell’evento e dei tanti rappresentanti delle forze dell’ordine e della sicurezza, fate voi il calcolo di quanta gente c’era martedì scorso ad esultare con gioia all’Aragona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Una partecipazione straordinaria - commenta Miranda Sconosciuto, insegnante presso la Casa Circondariale di Vasto e coordinatrice logistica della manifestazione - per la quale non posso non ringraziare tutta la cittadinanza di Vasto e non solo, viste le tantissime persone venute da fuori. Un grazie sincero a quanti hanno dato il loro piccolo-grande contributo per la riuscita dell’evento, agli sponsor, alle forze dell’ordine e a tutti coloro che ci hanno messo il “cuore”. Il secondo appuntamento con “Oltre il muro” è fissato per la fine dell’anno, quando ci mobiliteremo a favore dell’Anffas onlus di Vasto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ci troviamo dinanzi ad un risultato che è andato oltre ogni più rosea aspettativa - aggiunge incredulo il direttore della casa di reclusione vastese, Carlo Brunetti -. Mi limito a dire solo una cosa: grazie!”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-3241485504061718972?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/3241485504061718972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/07/la-solidarieta-ha-fatto-gol.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/3241485504061718972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/3241485504061718972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/07/la-solidarieta-ha-fatto-gol.html' title='La solidarietà ha fatto gol'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-6311118151538723976</id><published>2010-07-24T12:49:00.000+02:00</published><updated>2010-07-24T13:21:36.165+02:00</updated><title type='text'>Voci di Dentro e Chieti Integra</title><content type='html'>Voci di Dentro (con Caritas Chieti, Centro Solidarietà Iapa, Cvm Abruzzo, Associazione Cea, Alpha Coop Sociale e A.Pro.Be.S Onlus) è partner&amp;nbsp; di “Chieti Integra”, il progetto sostenuto dal&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.provincia.chieti.it/iframe.php?file=iFrame/cpi/index.php&amp;amp;tp=3"&gt;Centro polivalente immigrati della Provincia di Chieti&lt;/a&gt;&amp;nbsp; finalizzato a iniziative di accoglienza, residenzialità, segretariato sociale e supporto ad personam a cittadini stranieri e non. Vedi&amp;nbsp;&lt;a href="http://ilgiornalevocididentro.files.wordpress.com/2010/07/gli-stranieri-dati1.doc"&gt;scheda dati stranieri &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voci di Dentro, oltre alla pubblicazione della rivista, ha attivato presso la Casa circondariale di Chieti un servizio informativo e di sostegno al fine di facilitare la comprensione, lo scambio e l’integrazione tra abitudini, problematiche e sensibilità. Un socio dell’Associazione e volontario della Caritas Diocesana di Chieti-Vasto raccoglie – una volta alla settimana - le richieste d’aiuto morale e materiale degli stranieri aiutandoli nella risoluzione di problemi pratici: vestiario, lavoro e abitazione. Analogo servizio informativo e su supporto viene svolto, su richiesta e in accordo con gli educatori, anche nella Casa circondariale di Vasto. L’iniziativa a breve partirà anche presso il carcere di Lanciano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Voci di Dentro, inoltre, organizza anche cineforum a tema (legalità, integrazione culturale, immigrazione); progetti sulla legalità: introduzione alla costituzione italiana, educazione civica, storia e analisi del diritto; lezioni con specialisti di materia (musica, pittura, giornalismo, letteratura, etc); spettacoli teatrali e musicali, incontri con le scolaresche, esibizioni all’interno del carcere di artisti locali; laboratorio teatrale e laboratori artigianali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le ultime attività: convegno in carcere a Chieti con il presidente dell’Ordine dei giornalisti Stefano Pallotta su “informazione e Giustizia”, spettacolo musicale con ‘Nduccio; visita di alcuni detenuti ad Ari, il paese della memoria, e incontro con il professore Luigi Orsini, avvocato e docente di Diritto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-6311118151538723976?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/6311118151538723976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/07/voci-di-dentro-e-chieti-integra.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/6311118151538723976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/6311118151538723976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/07/voci-di-dentro-e-chieti-integra.html' title='Voci di Dentro e Chieti Integra'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-1754008293751249366</id><published>2010-07-21T14:45:00.000+02:00</published><updated>2010-07-22T14:48:48.767+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alberto Baiocco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giorgio Ronchini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Maicol Berti'/><title type='text'>A Vasto la partita del cuore</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.vastoweb.com/" style="font-weight: bold;"&gt;da vastoweb&lt;/a&gt;: "Vasto - Uno stadio Aragona gremito è stata la cornice della Partita del Cuore, tra la Nazionale Italiana Famosi e la Casa Circondariale di Vasto. L'evento di solidarietà, che ha avuto come coordinatrice l'insegnante Miranda Sconosciuto, era finalizzato alla raccolta di fondi per le strutture sportive del carcere di Vasto. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;La presenza in campo di Alberto Baiocco, con tanti suoi amici del Grande Fratello, Maicol Berti , Giorgio Ronchini, Massimo Scattarella, Daniele Vallicelli, Nicola Pappalepore e le madrine Mara Adriani e Carmela Gualtieri insieme ai ragazzi della band La Differenza, al cantante Piero Mazzocchetti, a Samuele Mecucci di Uomini e Donne, Roby Santini, Ivano Rocco n’ Rollo, Beppe De Marco (speaker di Rds) Nicola Cedro e Simone Altieri (Marron Glacés), al calciatore del Palermo Morris Carrozzieri, all'ex portiere della Vastese Alessandro Cesaretti, al calciatore Fiorenzo D'Ainzara al campione europeo di pugilato Domenico Urbano,al giocatore vastese di pallacanestro Davide Parente, con la guida tecnica di mister Guido Mazzetti, ha fatto sì che la manifestazione avesse un grande successo, permettendo di raccogliere più di diecimila euro. Nelle file della Casa Circondariale erano presenti agenti di custodia, avvocati e altri personaggi vastesi. Il risultato finale è stato uno spettacolare 6-6, con la vittoria della Casa Circondariale ai calci di rigore. Ma ciò che contava era il clima festoso della partita. Gli interventi da bordo campo dei giornalisti Gabriele Cerulli e Paola Cerella, con Vincenzo Olivieri a dare spettacolo con la sua proverbiale simapatia, Roby Santini con le sue incursioni canore e la musica del dj Fabrizio Della Corte, hanno fatto divertire doppiamente i tremila e più spettatori dell'Aragona. Al termine premiazione per le due squadre e giro di campo per ringraziare il pubblico presente, con l'indubbia soddisfazione di tutte le persone che si sono prodigate in questi mesi per l'organizzazione e la buona riuscita del progetto. (Giuseppe Ritucci)"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-1754008293751249366?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/1754008293751249366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/07/ieri-vasto-la-partyita-del-cuore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1754008293751249366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1754008293751249366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/07/ieri-vasto-la-partyita-del-cuore.html' title='A Vasto la partita del cuore'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-1285315879702832306</id><published>2010-07-18T15:29:00.001+02:00</published><updated>2010-07-18T21:00:15.345+02:00</updated><title type='text'>il giornale torna sull'Arpa</title><content type='html'>Anche il numero 13 di Voci di Dentro, come il precedente, sarà distribuito sui pullman delle Autolinee regionali abruzzesi (Arpa) diretti a Roma. Un'occasione per portare fuori il mondo di dentro. Un mondo fatto di pensieri e idee. "Una cosa è l'errore - disse Papa Giovanni XXIII visitando le carceri di Regina Coeli nel 56 - una cosa è l'errante; l'errante è sempre innanzitutto un essere umano che conserva in ogni caso la sua umanità di persona...Non potete venire da me, così io vengo da voi...Dunque eccomi qua, sono venuto, m'avete visto; io ho fissato i miei occhi nei vostri, ho messo il cuor mio vicino al vostro cuore...".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-1285315879702832306?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/1285315879702832306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/07/prova.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1285315879702832306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1285315879702832306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/07/prova.html' title='il giornale torna sull&apos;Arpa'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-1490740064615647901</id><published>2010-06-18T21:43:00.000+02:00</published><updated>2010-07-18T21:49:24.385+02:00</updated><title type='text'>a proposito di reinserimento</title><content type='html'>"...d'altronde l'efficienza di un sistema penale si misura soprattutto dal livello di efficienza raggiunto, dal trattamento e dal grado di reinserimento sociale del detenuto" &lt;em&gt;(da un passo dell'intervento del prefetto di Chieti Vincenzo Greco al convegno del 22 aprile scorso dal titolo "conoscere la pena, il carcere e il territorio, è cultura").  &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-1490740064615647901?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/1490740064615647901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/06/proposito-di-reinserimento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1490740064615647901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1490740064615647901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/06/proposito-di-reinserimento.html' title='a proposito di reinserimento'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-6766747847973481051</id><published>2010-03-18T21:12:00.000+01:00</published><updated>2010-07-18T22:14:13.037+02:00</updated><title type='text'>A colloquio con il filosofo</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Professor Bartolo Iossa, che cosa è la pena?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ralph Waldo Emerson ha detto che crimine e punizione germogliano dallo stesso tronco e cioè che ogni reato corre verso la propria pena. E' il reato che chiama la pena perché la pena estingue il reato, purifica. E' per que­sto che Hegel ad esempio parla del diritto del reo: chi ha colpa, chi commette un reato ha il diritto di essere punito perché così ri­scatta se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un modo per tornare ad essere quello di prima del reato?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per tornare ad essere uguale agli altri. Per questo la pena deve articolarsi in tre mo­menti. Primo momento: ripristinare l'ordine infranto (perché un reato infrange l'ordine, la norma); secondo momento: deve riportare l'equilibrio, deve emendare il colpevole e purificarlo. Terzo momento: deve difendere la società. Tre momenti che vanno realizzati assieme. Se noi isoliamo questi momenti, la pena diventa una semplice punizione; se la pena diventa solo un modo per difendere la società non realizziamo gli altri punti e la pena intesa nel suo complesso non è com­pleta: la pena deve ripristinare, emendare e difendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Emendare introduce un concetto religioso.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Certo.. Spesso si dice "non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te", ma in re­altà detta così non va bene, è fuorviante. Se io non rubo, non uccido, non commetto reati sono in regola. Ma non basta. Nel Vangelo di Matteo la frase è diversa, la frase in que­stione è scritta così: fai agli altri quello che vuoi sia fatto a te. E siamo così al tema del male: poter fare il bene e non farlo, questo è il male. E che cosa è il bene ancora una volta me lo indica la legge interiore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Infine: la pena come deve essere?&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Deve essere collegata al perdono. Ma atten­zione: il perdono non esclude la pena, il per­dono non cancella ciò che uno ha fatto. Il perdono devia da una strada negativa a una strada positiva. Quando il reo sa di essere stato perdonato accetta la pena come un mezzo di riscatto, redenzione, riprende ciò che ha perduto. E così il reo che ha com­messo un reato, infranto l'ordine, la regola, e che ha perso la dignità, con la pena ricon­quista la dignità morale perduta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bartolo Iossa, professore di filosofia, è autore di Le betulle di Friedrich &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il testo integrale dell'incontro è stato pubblicato in Voci di Dentro numero 12&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-6766747847973481051?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/6766747847973481051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/03/colloquio-con-il-filosofo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/6766747847973481051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/6766747847973481051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2010/03/colloquio-con-il-filosofo.html' title='A colloquio con il filosofo'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7224290940383718096.post-1911805645469343427</id><published>2009-11-27T21:57:00.000+01:00</published><updated>2010-07-21T22:41:24.906+02:00</updated><title type='text'>Galileo alla Civitella di Chieti</title><content type='html'>Galileo Galilei, informazione e giustizia, carcere. Di questo si é parlato in via Porta Pescara 3, nella sede-redazione dell’associazione di volontariato Voci di Dentro, Onlus fondata un anno fa per il reinserimento dei detenuti ed editrice di un giornale giunto all’undicesimo numero, stampato in un migliaio di copie (dal prossimo numero saranno duemila), diffuso all’interno dell’Istituzione penitenziaria e fuori: a Chieti, Pescara, in tutta la regione e scritto interamente dai detenuti.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;All’incontro - tra gli altri erano presenti la direttrice della Casa circondariale di Chieti Giuseppina Ruggero, il comandante Valentino Di Bartolomeo, l’educatore Pasquale Menna - l’Associazione Voci di Dentro ha illustrato le prossime iniziative in programma: giovedì 3 dicembre alla Sala Cianfarani, alle ore 21, Voci di Dentro e l’associazione culturale la Pecora nera, con la partecipazione del Museo Archeologico nazionale la Civitella, presentano “2009, l’anno di Galileo”con testo di Bertold Brecht, rappresentazione teatrale (la “prima” con gran successo è dello scorso 18 novembre al Fenaroli) che ripercorre le tappe della condanna e dell’abiura del padre della scienza moderna. In scena gli attori Domenico Turchi, Gabriele Tinari, Rolando D’Alonzo, Nicola Di Vincenzo, Pina Allegrini; musiche di Luca di Bucchianico. Coro del teatro Fenaroli di Lanciano. Ingresso libero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 15 dicembre, alle ore 15, presso la Casa circondariale di Chieti, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Stefano Pallotta e il giornalista Francesco Lo Piccolo (presidente dell’Associazione Voci di Dentro) incontrano i detenuti e discutono su “giustizia e informazione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;24 dicembre, Vigilia di Natale, alle ore 15.30, spettacolo all’interno della Casa circondariale con N’duccio .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso della conferenza stampa è stato anche illustrato il nuovo numero del giornale: la rivista è arrivata a 28 pagine, interamente a colori, ed è stata stampata con il sostegno della Fondazione Carichieti. Al suo interno il ricordo dei militari caduti in Iraq, il racconto di un militare in missione in Somalia e poi finito in carcere, riflessioni sugli stranieri e sui clandestini, uno “speciale terremoto” e le lettere. “Uno spaccato dal pianeta carcere – spiega il presidente della Onlus Voci di Dentro - dove prima di tutto appaiono gli uomini”. Nel corso dell’incontro è stato reso noto che tutto il lavoro di battitura sul Pc è stato fatto da un detenuto “in articolo 21” che grazie a una borsa lavoro del Comune presta la sua opera presso l’associazione rientrando in carcere solo per dormire. Borsa lavoro di 6 mesi e che è stata prorogata di altri sei mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La direttrice della Casa circondariale dottoressa Giuseppina Ruggero e il comandante Valentino Di Bartolomeo hanno poi sottolineato la sinergia dell’Istituzione con le attività dell’Associazione Voci di Dentro (cineforum, corsi di italiano, etc) per un recupero del detenuto e il reinserimento nella società una volta espiata la pena. Un reinserimento anche nel mondo del lavoro, come ha precisato il comandante Di Bartolomeo. Infine accennato al progetto della cooperativa sociale informatica per la digitalizzazione dei documenti cartacei, progetto in cantiere promosso sempre da Voci di Dentro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7224290940383718096-1911805645469343427?l=vocididentrojournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/feeds/1911805645469343427/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2009/11/galileo-alla-civitella-di-chieti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1911805645469343427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7224290940383718096/posts/default/1911805645469343427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vocididentrojournal.blogspot.com/2009/11/galileo-alla-civitella-di-chieti.html' title='Galileo alla Civitella di Chieti'/><author><name>*</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03334303308168015583</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='9' src='http://3.bp.blogspot.com/_w_YCUNQjnyY/TEMEKbM8-jI/AAAAAAAAAAM/AR4Q1jzmcWI/S220/vocitestbis.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
